E' luglio, epoca di cinema all'aperto ma il film migliore offerto dai cinema della zona è Argo e lo dà un piccolo multisala di qualità che non è ancora entrato in pausa estiva. Come faccio sempre non mi sono informato sul film prima di vederlo, ma so che Argo ha vinto Oscar importanti e ne ho sentito parlare bene e questo mi basta. In più, il film è in lingua originale con i sottotitoli e sebbene non sia un fanatico del sottotitolo in opposizione al doppiaggio, mi permette un ripasso di inglese. La sala non è vuota come me l'aspettavo vista la data.
Fa un po' senso, a chi lo conosce come attore non molto impegnato, andare a vedere un film diretto da Ben Affleck (che ne ha cofirmato con Matt Damon anche la sceneggiatura da Oscar) che è stato pure apprezzato dalla critica!
Il film si apre con un miniripasso della storia iraniana, la cosa mi sorprende piacevolmente, anche se mi chiedo dove il film voglia andare a parare. E invece, contrariamente alle mie aspettative, si tratta proprio di un film in costume ambientato per la maggior parte a Teheran.
Le prime immagini delle proteste di piazza contro l'ingerenza degli Stati Uniti nella politica iraniana montate a ritmo incalzante hanno il look del filmato di repertorio e subito catturano. Tutto il film mantiene una fortissima componente di intrattenimento e il fulcro della vicenda è costituito da una deadline incalzante. Affleck, oltre che regista, è protagonista del film, una sorta di Mr Wolfe, un agente CIA esperto di problemi internazionali, che ha il compito di riportare a casa sei diplomatici americani in pericolo di vita. La suspense è così ben costruita che la mia vicina di poltrona non può fare a meno di incitare ad alta voce i fuggitivi sullo schermo e a più riprese.
Ecco allora che la storia tradisce un po' il mio iniziale entusiasmo, l'Iran rimane un po' sullo sfondo di un film totalmente americano: una storia di successo, con celebrazione di eroi e addirittura trionfo dell'amore nell'ulima inquadratura con Ben Affleck che abbraccia la moglie che non si era mai vista per tutto il film e sullo sfondo una bandiera americana. Sfacciati!
Non sorprende che il film sia piaciuto a Hollywood soprattutto per il fatto che di cinema si parla: la copertura della missione di Affleck è infatti la ricerca di location adatte al film che starebbe producendo. Il subplot hollywoodiano dà la possibilità a John Goodman e Alan Arkin di sfogare una serie di gustose battute metacinematografiche che ritraggono il sobborgo di Los Angeles come fabbrica delle balle e vanno dal non originale confusione tra Karl e Groucho Marx a cose che suonano più o meno: "Sei venuto a Hollywood a fare con l'aria da pezzo grosso, ma in realtà non combinerai nulla? Sei nel posto giusto."
analisi, recensioni, visioni, illuminazioni, cinema, film, video, corti, ecologia, politica...
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01 luglio 2013
03 ottobre 2012
Smart cinema, adesso la proiezione è fai da te
La definizione di “smart cinema”, nata grazie alla digitalizzazione delle sale cinematografiche, inizia a prendere forma e sostanza con un innovativo progetto imprenditoriale olandese. Al Festival del cinema di Venezia è stata presentata nell’ambito del convegno “Dal 35 mm al digitale - L’ora dello switch off”, promosso da OpenSky Cinema, la prima piattaforma di cinema on demand basata sul modello dei social network. “We Want Cinema”, questo il nome della piattaforma, è stato lanciato in versione beta a maggio scorso in Olanda, realizzato da una casa di distribuzione indipendente, Amstelfilm.
L’eliminazione della pizza in pellicola e la distribuzione della copia digitale libera risorse economiche per il distributore e permette all’esercente una multiprogrammazione di contenuti, liberatosi dal vincolo imposto dal distributore rappresentato dall’alto costo della copia in pellicola. Partendo da questi presupposti We Want Cinema, vincitore del Digital Innovation Award 2012 di CineEurope, ha costruito una piattaforma web (www.wewantcinema.com), diffusa con widget sui maggiori siti olandesi e con app, che utilizzando una library di oltre 1.000 film e una rete, per ora, di 18 sale in 17 città permette agli utenti di scegliere il film da vedere in sala.
Il meccanismo di funzionamento è semplice. L’utente sceglie un film, decide la sala e l’orario di proiezione da una griglia oraria di programmazione ampia, ma già stabilita dall’esercente della sala, e lancia su web e social network la ricerca di adesione di almeno 40 utenti all’evento da lui proposto. Questo infatti è il numero minimo richiesto per poter realizzare la proiezione in sala. Il prezzo del biglietto di 8,50 euro è lo stesso che in Olanda si paga al botteghino della sala. Se viene raggiunto il numero minimo avverrà la proiezione altrimenti si riparte con una nuova proposta. Il business model si basa su una ripartizione al 33% tra esercente, distributore e piattaforma: un modello semplice, senza costi aggiuntivi, ma che offre vantaggi alla filiera e agli amanti del cinema. Oltre agli esercenti sono già sei le case di distribuzione che hanno aderito al progetto e che arricchiscono la library della piattaforma di film e documentari.
Un modello di business che si basa per il proprio successo sulla massa critica, la community, che si riuscirà ad attivare stimolata dalla libertà di visione, dall’amore per il cinema su grande schermo e dal piacere di organizzare una propria proiezione con gli amici di Facebook. Un modello che Marieke Jonker, ideatrice del progetto, vuol replicare anche in altri paesi europei, e che a Venezia ha provato a stimolare l’interesse di esercenti e distributori italiani. Nei prossimi mesi capiremo se qualche orecchio attento e imprenditore innovativo coglierà l’occasione per rilanciare l’interesse del pubblico italiano per il grande schermo.
Fonte: Smart cinema, adesso la proiezione è fai da te
L’eliminazione della pizza in pellicola e la distribuzione della copia digitale libera risorse economiche per il distributore e permette all’esercente una multiprogrammazione di contenuti, liberatosi dal vincolo imposto dal distributore rappresentato dall’alto costo della copia in pellicola. Partendo da questi presupposti We Want Cinema, vincitore del Digital Innovation Award 2012 di CineEurope, ha costruito una piattaforma web (www.wewantcinema.com), diffusa con widget sui maggiori siti olandesi e con app, che utilizzando una library di oltre 1.000 film e una rete, per ora, di 18 sale in 17 città permette agli utenti di scegliere il film da vedere in sala.
Il meccanismo di funzionamento è semplice. L’utente sceglie un film, decide la sala e l’orario di proiezione da una griglia oraria di programmazione ampia, ma già stabilita dall’esercente della sala, e lancia su web e social network la ricerca di adesione di almeno 40 utenti all’evento da lui proposto. Questo infatti è il numero minimo richiesto per poter realizzare la proiezione in sala. Il prezzo del biglietto di 8,50 euro è lo stesso che in Olanda si paga al botteghino della sala. Se viene raggiunto il numero minimo avverrà la proiezione altrimenti si riparte con una nuova proposta. Il business model si basa su una ripartizione al 33% tra esercente, distributore e piattaforma: un modello semplice, senza costi aggiuntivi, ma che offre vantaggi alla filiera e agli amanti del cinema. Oltre agli esercenti sono già sei le case di distribuzione che hanno aderito al progetto e che arricchiscono la library della piattaforma di film e documentari.
Un modello di business che si basa per il proprio successo sulla massa critica, la community, che si riuscirà ad attivare stimolata dalla libertà di visione, dall’amore per il cinema su grande schermo e dal piacere di organizzare una propria proiezione con gli amici di Facebook. Un modello che Marieke Jonker, ideatrice del progetto, vuol replicare anche in altri paesi europei, e che a Venezia ha provato a stimolare l’interesse di esercenti e distributori italiani. Nei prossimi mesi capiremo se qualche orecchio attento e imprenditore innovativo coglierà l’occasione per rilanciare l’interesse del pubblico italiano per il grande schermo.
Fonte: Smart cinema, adesso la proiezione è fai da te
24 ottobre 2011
Guida al cinema di un pervertito
Ho appena finito di guardare The pervert's guide to cinema. Una lettura di 100 anni di cinema secondo l'ottica della psicoanalisi, segnatamente freudiana.
Una sorta di lezione magistrale di due ore e mezzo di uno studioso, che ha più dell'energico boscaiolo che del professore.
Grande pregio del film sta nel potere comunicativo e nella presenza "scenica" di questo insolito critico cinematografico. La "lezione" è tenuta in un inglese imperfetto e dal forte accento slavo e con una esse blesa molto pronunciata. Se a ciò si aggiunge un faccione coronato da una grande barba e due occhietti ravvicinati e leggermente strabici che guardano in macchia o leggermente a sinistra rispetto al punto di vista dello spettatore (legge un copione o semplicemente cerca concentrazione?) si può evincere la straordinaria simpatia di un personaggio che mette passione nel suo racconto e veste i panni, per brevi inquadrature, dei protagonisti dei film che analizza. Zizek parla infatti da luoghi in cui è stata ricostruita piuttosto fedelmente lo scenario cinematografico.
Il critico, che nella realtà è l'importante filosofo e psicanalista Slavoj Zizek, si esprime chiaramente in una lingua che non è la sua lingua madre e questo sembra costituire un ostacolo alla sua dissertazione che richiede ancora una maggiore forza espositiva e un maggior impeto. Si crea un discorrere cadenzato, quasi come se a ogni parola egli dovesse, contro la sua volontà, sostare per una frazione di secondo e cercare la parola giusta. Questo rende più potente e più appassionata la sua comunicazione.
Il film costituisce un ottimo esercizio e un ottimo ripasso per gli appassionati di storia del cinema, ma offre a tutti spunti di riflessione sulla natura del nostro interesse verso questa arte e sulla natura stessa del cinema come illustrazione del nostro desiderio.
Alcuni esempi. Secondo Zizek, lo spettatore va al cinema per vedere la vita come da una fessura, in una parete dietro alla quale si è nascosto. ll riferimento corre alla notoria teoria dell'arte cinematografica come atitvità voyeuristica per eccellenza. Ma questo è quello che succede abitualmente: forse guardiamo sempre la vita dalla fessura, da quel piccolo buco, che è la nostra pupilla. Lo schermo cinematografico, inoltre, funziona come un gabinetto guasto o otturato, che, invece di inghiottire gli escrementi, i rifiuti del nostro organismo e mandarli in un mondo sotterraneo, li riporta alla nostra vista e fa emergere, per così dire, il "rimosso".
A nulla serve sapere che il cinema è finzione, anzi è proprio sapere che stiamo esercitando la nostra fantasia ci permette un coinvolgimento emotivo, ci permette di essere chi siamo veramente. Se vogliamo cercare la realtà, dobbiamo cercarla nella finzione cinematografica.
Trovo divertente, ancora prima che sorprendente, che io sia giunto a conclusioni simili nella mia tesi di dottorato, muovendo però da presupposti completamente diversi e facendomi guidare dalle teorie cognitiviste e dalla critica reader-oriented.
Una sorta di lezione magistrale di due ore e mezzo di uno studioso, che ha più dell'energico boscaiolo che del professore.
Grande pregio del film sta nel potere comunicativo e nella presenza "scenica" di questo insolito critico cinematografico. La "lezione" è tenuta in un inglese imperfetto e dal forte accento slavo e con una esse blesa molto pronunciata. Se a ciò si aggiunge un faccione coronato da una grande barba e due occhietti ravvicinati e leggermente strabici che guardano in macchia o leggermente a sinistra rispetto al punto di vista dello spettatore (legge un copione o semplicemente cerca concentrazione?) si può evincere la straordinaria simpatia di un personaggio che mette passione nel suo racconto e veste i panni, per brevi inquadrature, dei protagonisti dei film che analizza. Zizek parla infatti da luoghi in cui è stata ricostruita piuttosto fedelmente lo scenario cinematografico.
Il critico, che nella realtà è l'importante filosofo e psicanalista Slavoj Zizek, si esprime chiaramente in una lingua che non è la sua lingua madre e questo sembra costituire un ostacolo alla sua dissertazione che richiede ancora una maggiore forza espositiva e un maggior impeto. Si crea un discorrere cadenzato, quasi come se a ogni parola egli dovesse, contro la sua volontà, sostare per una frazione di secondo e cercare la parola giusta. Questo rende più potente e più appassionata la sua comunicazione.
Il film costituisce un ottimo esercizio e un ottimo ripasso per gli appassionati di storia del cinema, ma offre a tutti spunti di riflessione sulla natura del nostro interesse verso questa arte e sulla natura stessa del cinema come illustrazione del nostro desiderio.
Alcuni esempi. Secondo Zizek, lo spettatore va al cinema per vedere la vita come da una fessura, in una parete dietro alla quale si è nascosto. ll riferimento corre alla notoria teoria dell'arte cinematografica come atitvità voyeuristica per eccellenza. Ma questo è quello che succede abitualmente: forse guardiamo sempre la vita dalla fessura, da quel piccolo buco, che è la nostra pupilla. Lo schermo cinematografico, inoltre, funziona come un gabinetto guasto o otturato, che, invece di inghiottire gli escrementi, i rifiuti del nostro organismo e mandarli in un mondo sotterraneo, li riporta alla nostra vista e fa emergere, per così dire, il "rimosso".
A nulla serve sapere che il cinema è finzione, anzi è proprio sapere che stiamo esercitando la nostra fantasia ci permette un coinvolgimento emotivo, ci permette di essere chi siamo veramente. Se vogliamo cercare la realtà, dobbiamo cercarla nella finzione cinematografica.
Trovo divertente, ancora prima che sorprendente, che io sia giunto a conclusioni simili nella mia tesi di dottorato, muovendo però da presupposti completamente diversi e facendomi guidare dalle teorie cognitiviste e dalla critica reader-oriented.
14 luglio 2011
Cinema e social network
Cinema e social network uniti in un interessante progetto transmediale che vedrà coinvolta la bella e brava Emmy Rossum, protagonista della serie tv Shameless.
Inside, questo è il nome del progetto, sarà un film a micro episodi, trasmessi sul web, al termine dei quali gli utenti interagiscono con la protagonista, muovendo la narrazione in maniera interattiva.
Il progetto è nato dalla mente del regista D.J. Caruso e del direttore della fotografia di Avatar Mauro Fiore. La storia è quella di una donna che si ritrova intrappolata in una stanza dove c’è solo un pc connesso alla rete. Per capire dove si trova e come uscire userà ovviamente i suoi account Facebook e Twitter e tutto ciò che permette di comunicare tramite internet. Una linea narrativa che si sposa perfettamente con gli intenti cross mediali. Ancora incerta la data di inizio del progetto.
Dalla redazione di Sky Cinema.
Inside, questo è il nome del progetto, sarà un film a micro episodi, trasmessi sul web, al termine dei quali gli utenti interagiscono con la protagonista, muovendo la narrazione in maniera interattiva.
Il progetto è nato dalla mente del regista D.J. Caruso e del direttore della fotografia di Avatar Mauro Fiore. La storia è quella di una donna che si ritrova intrappolata in una stanza dove c’è solo un pc connesso alla rete. Per capire dove si trova e come uscire userà ovviamente i suoi account Facebook e Twitter e tutto ciò che permette di comunicare tramite internet. Una linea narrativa che si sposa perfettamente con gli intenti cross mediali. Ancora incerta la data di inizio del progetto.
Dalla redazione di Sky Cinema.
28 aprile 2011
Come sfondare nel cinema
Volete sfondare nel cinema e nel mondo dello spettacolo italiani? In questo video, da una dei talenti emergenti di YouTube, tutte le regole per diventare una stella.
19 febbraio 2011
La TV vince, il cinema perde
Secondo Micromega, il prezzo del biglietto al cinema aumenterà. E tutto per non dover mettere mano nelle tasche alle televisioni e ai pubblicitari. Una nuova batosta alla Cultura del nostro Paese sempre più in declino e lo scotto che tutti gli italiani pagheranno ancora per il conflitto di interessi del Presidente del Consiglio.
Conflitto d’interessi, lo pagheremo al cinema - micromega-online - micromega
Conflitto d’interessi, lo pagheremo al cinema - micromega-online - micromega
04 dicembre 2010
Dal cinema alla TV
Non si può nascondere il fatto che negli ultimi anni le serie televisive abbiano raggiunto standard qualitativi eccellenti, così come non si può negare che il mondo della serialità sia un terreno di sperimentazione e di nuovi approcci alla narrazione.
Sarà quindi per questo che i grandi registi, uno dopo l’altro, stiano approdando in tale ambiente? Escludendo l’apripista David Lynch e il suo Twin Peaks, è successo a Martin Scorsese con Boardwalk Empire, a Lars Von Trier con Antichrist, succederà a Guillermo Del Toro per Hulk, e alla lista si aggiungeranno sicuramente altri grandi nomi. Così, ora, tocca a Gus Van Sant.
Sarà infatti lui il regista della prossima serie HBO, dal titolo Boss, in cui l’attore Kelsey Grammer interpreterà il sindaco di Chicago, a cui viene diagnosticata una malattia mentale. Un pretesto per entrare nei meccanismi del potere cittadino.
Dalla redazione di Sky Cinema.
Sarà quindi per questo che i grandi registi, uno dopo l’altro, stiano approdando in tale ambiente? Escludendo l’apripista David Lynch e il suo Twin Peaks, è successo a Martin Scorsese con Boardwalk Empire, a Lars Von Trier con Antichrist, succederà a Guillermo Del Toro per Hulk, e alla lista si aggiungeranno sicuramente altri grandi nomi. Così, ora, tocca a Gus Van Sant.
Sarà infatti lui il regista della prossima serie HBO, dal titolo Boss, in cui l’attore Kelsey Grammer interpreterà il sindaco di Chicago, a cui viene diagnosticata una malattia mentale. Un pretesto per entrare nei meccanismi del potere cittadino.
Dalla redazione di Sky Cinema.
29 ottobre 2010
L'ultimo film italiano che vedrete (2° tempo)
Appunto. Non è un problema di soldi, ma un problema di cultura. Una cultura dominata da una cattiva televisione.
02 marzo 2010
L'uomo che verrà
E' il 2010 ed è bello sapere che i proiettori si inceppano ancora, che il quadro dell'immagine può essere sfalsato e la testa degli attori apparire sullo schermo sotto i loro bacini. E' bello sapere che la pellicola brucia ancora. E' parte della magia del cinema.
E' successo in un cinema della provincia, ma la piccola disavventura che ha causato un'interruzione di qualche minuto e la perdita di un paio di scene, non ha pregiudicato l'effetto della visione di un film bellissimo, L'uomo che verrà, secondo lungometraggio di Giorgio Diritti.
Un film denso, più riuscito del pur pregevole Il vento fa il suo giro, che dal punto di vista della drammaturgia si apriva nel finale a qualche sbandata e incoerenza.
Diritti continua l'esplorazione, per così dire, etnografica dell'Italia e della sua origine rurale - in questo è nell'uso del dialetto richiama da vicino il suo maestro Ermanno Olmi. E lo fa anche attraverso soggettive e false soggettive, che rendono la narrazione appassionata, senza pretese di distacco o di falsa (perché quella vera non esiste) oggettività.
Alcuni l'hanno definito un film pasoliniano. Io resisto alla tentazione di farlo, perché comprendo che sia piuttosto dettata dal desiderio di avere trovato un vero e degno erede del cinema di Pasolini che non dalla realtà dei fatti. Non fosse per altro motivo che non la guerra, non la brutalità dell'uomo sono il tema principale del film, ma la speranza. Quella speranza che Pasolini aveva cancellato dal suo dizionario. La speranza del film è forse quella che anche ora (e in ogni tempo nefasto) nascano uomini diversi, illuminati, disposti a cambiare.
L'unica perplessità che mi suscita il film è la presenza, accanto a volti di una espressività oserei dire feroce, come quella di Claudio Casadio, che restituiscono la ricerca (questà sì, pasoliniana) di una caratterizzazione del personaggio guidata dalla sua fisionomia e fisicità, vi siano volti di attori noti come quelli di Alba Rohrwacher, di Maya Sansa e di Stefano Bicocchi, apparso in televisione nelle vesti di comico.
Giudizio in stelline: ****
Giudizio in distanza: 70 km
E' successo in un cinema della provincia, ma la piccola disavventura che ha causato un'interruzione di qualche minuto e la perdita di un paio di scene, non ha pregiudicato l'effetto della visione di un film bellissimo, L'uomo che verrà, secondo lungometraggio di Giorgio Diritti.
Un film denso, più riuscito del pur pregevole Il vento fa il suo giro, che dal punto di vista della drammaturgia si apriva nel finale a qualche sbandata e incoerenza.
Diritti continua l'esplorazione, per così dire, etnografica dell'Italia e della sua origine rurale - in questo è nell'uso del dialetto richiama da vicino il suo maestro Ermanno Olmi. E lo fa anche attraverso soggettive e false soggettive, che rendono la narrazione appassionata, senza pretese di distacco o di falsa (perché quella vera non esiste) oggettività.
Alcuni l'hanno definito un film pasoliniano. Io resisto alla tentazione di farlo, perché comprendo che sia piuttosto dettata dal desiderio di avere trovato un vero e degno erede del cinema di Pasolini che non dalla realtà dei fatti. Non fosse per altro motivo che non la guerra, non la brutalità dell'uomo sono il tema principale del film, ma la speranza. Quella speranza che Pasolini aveva cancellato dal suo dizionario. La speranza del film è forse quella che anche ora (e in ogni tempo nefasto) nascano uomini diversi, illuminati, disposti a cambiare.
L'unica perplessità che mi suscita il film è la presenza, accanto a volti di una espressività oserei dire feroce, come quella di Claudio Casadio, che restituiscono la ricerca (questà sì, pasoliniana) di una caratterizzazione del personaggio guidata dalla sua fisionomia e fisicità, vi siano volti di attori noti come quelli di Alba Rohrwacher, di Maya Sansa e di Stefano Bicocchi, apparso in televisione nelle vesti di comico.
Giudizio in stelline: ****
Giudizio in distanza: 70 km
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01 marzo 2010
Burma Vj, come informare con il cellulare agli Oscar
Quest'oggi vi segnalo le proiezioni di un film interessantissimo, candidato agli Oscar, che parla di come con videocamere amatoriali e cellulari si possa fare informazione.
Il documentario Burma Vj – Reporting from a Closed Country di Anders Østergaard, presentato allo scorso festival di Internazionale a Ferrara e candidato all'Oscar 2010, sarà proiettato nelle prossime settimane in alcune città italiane.
Sinossi
Armati di telecamere amatoriali e videotelefoni cellulari i videoreporter birmani mantengono il flusso di notizie dal loro paese, retto da una dittatura militare e impermeabile ai media stranieri, rischiando torture e carcere. I loro nastri vengono contrabbandati e trasmessi via satellite sul canale Democratic Voice of Burma da un gruppo di attivisti coordinato da Joshua, 27 anni. È grazie a lui che nel settembre 2007 il mondo saprà della rivolta dei monaci buddisti, ispirati dalla dissidente e premio Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi. Ma i servizi segreti birmani hanno compreso il potere di quelle immagini e i VJ sono divenuti uno dei loro principali obiettivi.
Le proiezioni
Roma Nuovo Cinema Aquila Sabato 6 marzo, ore 20.30
Bologna Cinema Lumière Mercoledì 10 marzo, ore 22.15
Torino Cinema Massimo Sabato 20 marzo, ore 21.00
Torino Cinema Massimo Domenica 21 marzo, ore 16.30
Udine Cinema Visionario Mercoledì 24 marzo, ore 20.30
Pordenone Cinemazero Giovedì 25 marzo, ore 20.45
Firenze Cinema Auditorium Stensen Giovedì 1 aprile, ore 21.00
Milano Spazio Oberdan Mercoledì 7 aprile, ore 21.15
Rovereto Nuovo Cineforum Martedì 13 aprile, ore 21.00
Per maggiori informazioni: http://tinyurl.com/yegrw7c
Evento sul Facebook: http://tinyurl.com/ycr8d5b
Sito ufficiale del film: www.burmavjmovie.com
Il documentario Burma Vj – Reporting from a Closed Country di Anders Østergaard, presentato allo scorso festival di Internazionale a Ferrara e candidato all'Oscar 2010, sarà proiettato nelle prossime settimane in alcune città italiane.
Sinossi
Armati di telecamere amatoriali e videotelefoni cellulari i videoreporter birmani mantengono il flusso di notizie dal loro paese, retto da una dittatura militare e impermeabile ai media stranieri, rischiando torture e carcere. I loro nastri vengono contrabbandati e trasmessi via satellite sul canale Democratic Voice of Burma da un gruppo di attivisti coordinato da Joshua, 27 anni. È grazie a lui che nel settembre 2007 il mondo saprà della rivolta dei monaci buddisti, ispirati dalla dissidente e premio Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi. Ma i servizi segreti birmani hanno compreso il potere di quelle immagini e i VJ sono divenuti uno dei loro principali obiettivi.
Le proiezioni
Roma Nuovo Cinema Aquila Sabato 6 marzo, ore 20.30
Bologna Cinema Lumière Mercoledì 10 marzo, ore 22.15
Torino Cinema Massimo Sabato 20 marzo, ore 21.00
Torino Cinema Massimo Domenica 21 marzo, ore 16.30
Udine Cinema Visionario Mercoledì 24 marzo, ore 20.30
Pordenone Cinemazero Giovedì 25 marzo, ore 20.45
Firenze Cinema Auditorium Stensen Giovedì 1 aprile, ore 21.00
Milano Spazio Oberdan Mercoledì 7 aprile, ore 21.15
Rovereto Nuovo Cineforum Martedì 13 aprile, ore 21.00
Per maggiori informazioni: http://tinyurl.com/yegrw7c
Evento sul Facebook: http://tinyurl.com/ycr8d5b
Sito ufficiale del film: www.burmavjmovie.com
23 febbraio 2010
Notizie dalla redazione di Sky Cinema
USCITE NELLE SALE USA NEL WEEKEND
The Crazies di Breck Eisner
Ancora un remake per un classico dell’horror. Stavolta tocca (di nuovo) a George Romero e al suo La città verrà distrutta all'alba del 1973 . Ogden Marsh è una tranquilla città americana abitata da persone rispettose della legge, finché un giorno uno degli abitanti, durante una partita di baseball, carica un fucile per fare una strage. Da quel momento in poi un imprevedibile raptus di violenza contagia tutti gli abitanti. Timothy Olyphant e Radha Mitchell sono i protagonisti. Il prossimo progetto del regista è rifare Cronenberg.
Già per il fatto che nel trailer abbiano usato un brano (o dovrei dire il brano) presente nella colonna sonora di Donnie Darko, che chi segue il blog, saprà che è uno dei miei film preferiti, questo film mi risulta fastidioso.
Cop Out di Kevin Smith
Buddy movie poliziesco, che fa un po’ il verso ad Arma letale (anche qui un bianco e un nero formano una coppia di poliziotti), vede protagonisti Bruce Willis e Tracy Morgan, due agenti con problemi familiari e personali, impegnati nella ricerca di una preziosa figurina del baseball rubata. Per la prima volta Kevin Smith (Clerks) – in evidente crisi creativa e dopo il flop di Zack e Miri make a porno - dirige un copione non suo.
USCITE NELLE SALE ITALIANE NEL WEEKEND
Genitori & Figli: agitare bene prima dell’uso di Giovanni Veronesi
Dopo i trionfi di Manuale d’Amore 1 e 2 e Italians, Giovanni Veronesi ci riprova: stavolta affronta la commedia generazionale. Il punto di vista, come nei film di Moccia, è quello di una ragazzina quattordicenne (Chiara Passarelli). Grazie a un tema sulla famiglia assegnatole dal professore (Michele Placido), Nina racconta del rapporto con i genitori ormai separati (Littizzetto e Orlando), del fratellino razzista, della prima cotta per Patrizio soprannominato Ubaldo Lay (Propizio). Cast di lusso, come ogni Veronesi-movie che si rispetti: Michele Placido, Luciana Littizzetto, Silvio Orlando, Elena Sofia Ricci, Margherita Buy, Max Tortora, Emanuele Propizio, Piera Degli Esposti. "Absolute beginners": Matteo Amata, Chiara Passarelli e il figlio di Ornella Muti, Andrea Fachinetti.
Codice: Genesi di Allen e Albert Hughes
Agli americani di questi tempi i disastri piacciono: dopo il catastrofico 2012, ora è la volta del mistico-religioso Codice: Genesi. Il protagonista, diretto dai fratelli Hugues (From Hell -La vera storia di Jack lo squartatore), è Denzel Washington, qui anche in veste di produttore. Western dalle atmosphere apocalittiche (Sergio Leone + The road + Mad Max) e dai toni adrenalinici da action movie a cui ci ha abituati il produttore Joel Silver. In un’America distrutta da un’esplosione solare un guerriero solitario dal nome biblico Eli (Denzel Washington) combatte per proteggere un libro sacro che potrebbe far risorgere l’umanità. Il suo avversario è il cattivissimo Carnegie (Gary Oldman). Nel cast anche Mila Kunis e la rediviva Jennifer Beals di Flashdance. Il budget è 80 milioni di dollari e in America, nonostante Avatar, è riuscito nell'impresa di resistere al botteghino (88 milioni d’incasso totale ad oggi).
Giovedì potrete assistere su Sky Cinenews all'intervista di Alessandra Venezia a Gary Oldman.
Nord di Rune Denstad Langlo
Nanni Moretti distribuisce il norvegese Nord, vincitore di numerosi premi internazionali (59° Festival di Berlino – Panorama - Premio della Critica Internazionale FIPRESCI - Europa Cinemas Label; Tribeca Film Festival 2009 - Miglior regia). Dopo essere uscito da una clinica pischiatrica, un ex-depresso va in cerca, a bordo di una motoslitta, della sua compagna e di suo figlio perduti. Da loro li separa 900 chilometri. Il film trae linfa vitale da una depressione del regista.
Invictus di Clint Eastwood
Nono film da regista per Clint. Ma Stavolta, a differenza di Gran Torino (che imprevedibilmente restò in pole position per diverse settimane al box office USA), Eastwood non ha convinto gli americani. Protagonista non è uno dei suoi cavalieri solitari, ma l' ex-capo di stato sudafricano Mandela. Tratto dal romanzo The Human Factor: Nelson Mandela and the Game that Changed the World di John Carlin, Invictus (è il titolo di una poesia amata da Mandela) è un progetto portato a Eastwood da Morgan Freeman, grande amico del presidente nero. Il cuore della storia un episodio realmente accaduto, e molto importante per l'unità del Sudafrica dopo l'apartheid: appena eletto presidente di un paese profondamente diviso dall'odio razziale, Nelson Mandela comprende che per favorire l'unità della nazione occorre che la squadra di rugby, gli Springboks (la nazionale composta da soli bianchi e bandita dagli anni '80 dai campi di tutto il mondo per l’apartheid), vinca la coppa del mondo. Matt Damon è François Pienaar, il capitano della nazionale Sudafricana. Freeman e Damon concorrono all’Oscar.
Senza apparente motivo di Sharon Maguire
Incendiary (è il titolo originale) è un film del 2008, diretto dalla regista de Il diario di Bridget Jones, protagonisti Michelle Williams, alias Jane, moglie e madre apparentemente felice, con amante annesso al piano di sotto (Ewan McGregor). Dopo la tragica uccisione in un attentato di figlio e il marito, morti mentre lei si intratteneva con il vicino di casa, lotta contro il senso di colpa. Oltre all'amante, a sedurre la bella vedova ci si mette pure un altro uomo, il poliziotto che indaga sull'incidente. Thriller presentato al Sundance, e uscito in poche copie e scarsa fortuna in America.
BOX OFFICE USA
40 milioni di dollari! Shutter Island sorprende, e Scorsese e DiCaprio battono loro stessi. The departed, che aveva segnato l'incasso record di Scorsese, aveva incassato nella prima settimana quasi 27 milioni. Considerato che si tratta di un film R-rated (vietato ai minori di 17 anni) è una quota molto alta.
Scende in seconda posizione il campione di incassi di settimana scorsa, Valentine’s Day, che e incassa altri 17.160.000 dollari nei 3 giorni. Il totale è ora di ben 87.422.000 dollari. In terza posizione si conferma Avatar che, se pur avendo perso da qualche settimana il primo posto, incassa altri 16.1 milioni di dollari. L’incasso totale aggiornato negli USA è di 687.821.000 dollari mentre worldwide è 2.4 miliardi.
Scende in quarta posizione Percy Jackson e gli Dei dell’Olimpo: il Ladro di Fulmini, che ha un calo più contenuto rispetto ai suoi compagni d’esordio (circa 51%) e aggiunge altri 15.3 milioni di dollari. Il totale fino ad ora non è esaltante: sono 58.760.000 i dollari incassati e per una pellicola costata 95 milioni.
Cade Wolfman che con un incasso di 9.846.000 dollari, raggiunge i 50.3 milioni. Regge Dear John, la pellicola romantica di Lasse Hallstrom, che incassa altri 7.3 milioni e raggiunge l’ottimo risultato di 65 totali. Da segnalare l’ottima performance di Crazy Heart, la pellicola che dovrebbe regalare a Jeff Bridges il suo primo Oscar dopo tante nomination. Il film incassa 3.025.000 dollari in circa 1000 sale e raggiunge i 21.5 milioni totali (dopo esserne costati solo 7).
Chiudono la classifica From Paris with Love e Edge of Darkness, che incassano rispettivamente 2.5 e 2.2 milioni. Si tratta di un pessimo risultato per entrambe le pellicole, che non riescono neanche a recuperare i budget di produzione (52 e 80 milioni rispettivi).
Da segnalare infine l’esordio boom di The Ghost Writer di Roman Polanski, premiato a Berlino e capace d’incassare 179,000 dollari con appena 4 copie a disposizione (44,750 dollari a copia).
BOX OFFICE ITALIA
Alla sesta settimana Avatar è ancora primo e sfiora i i 60 milioni di euro (ha incassato altri 2.767.000 euro con una media per schermo ancora portentosa: 6.883). Al n.2 svetta che ha subito scalzato, facendolo scivolare al terzo, la commedia romantica WolfmanScusa ma ti voglio sposare. Debutta al quarto posto Pupi Avati con Il figlio più piccolo, che in tre giorni ha sfiorato 1 milione di euro, ma con una media per sala inferiore alla commedia con Hugh Grant, Che fine hanno fatto i Morgan? Tra le new entry la commedia francese Il missionario al settimo posto, mentre il super-indipendente La bocca del lupo, distribuito in appena 7 copie, è al 21° posto.
ULTIMISSIME
Bigelow vince ancora
Ai Bafta, gli Oscar britannici, The Hurt Locker ha vinto sei premi tra cui quello per miglior film dell'anno e miglior regia. La Bigelow è la prima donna a vincere questo premio. Avatar, che era candidato a otto premi, si è dovuto accontentare dei riconoscimenti "minori" per gli effetti speciali. Miglior attore e migliore attrice sono Colin Firth e Carey Mulligan per i loro ruoli in A Single Man di Tom Ford e An Education. Christopher Waltz ha vinto il premio per miglior attore non protagonista per Bastardi senza gloria, mentre il premio per miglior attrice non protagonista e' andato all'esordiente Monique per Precious. Miglior film straniero e' risultato Un prophete del francese Jacques Audiard.
Miglior sceneggiatura originale The Hurt Locker , mentre Tra le nuvole miglior sceneggiatura non originale. Film d’ animazione, Up della Pixar.
Bigelow ha dedicato il suo premio di miglior regista "all'idea che non si debba mai abbandonare la ricerca della pace", mentre Firth, eroe del pubblico londinese, ha raccontato che nel suo computer "c'è ancora la mail in cui dicevo a Tom Ford che non potevo accettare la parte. Ma quando stavo per mandarla è arrivato il tecnico che doveva riparare il frigorifero, e non l'ho spedita, così ora ringrazio il tizio del frigo".
E' stata infine un'italiana, la regista e sceneggiatrice Martina Amati ad aggiudicarsi il premio per miglior cortometraggio con il suo I Do Air.
Da segnalare che The Hurt Locker ha conquistato, negli States, anche il premio degli sceneggiatori.I vincitori di Berlino 2010
- Orso d'Oro per il miglior film: a Ba'l (Miele) di Semih Kaplanoglu
- Orso d'Argento/Gran Premio della giuria: a Se voglio fischiare fischio di Florin Serban
- Orso d'argento per la migliore regia: a Roman Polanski per The ghostwriter
- Orso d'argento per il miglior attore: Grigori Dobrygin e Sergei Puskepalis ex aequo per il film How I ended this summer
- Orso d'argento per la miglior attrice: a Shinobu Terajima per il film Caterpillar.
- Orso d'argento per lo straordinario contributo artistico: a Pavel Kostomarov per il film How I ended this summer
- Orso d'argento per la migliore sceneggiatura: al film cinese Tu an yuan (Insieme separati) del regista e sceneggiatore Wang Quanan
- Premio Alfred Bauer: a Se voglio fischiare fischio.
Owen Wilson per Woody
Owen Wilson è di sarà il protagonista nel nuovo film di Woody Allen, You Will Meet a Tall Dark Stranger. Nel cast anche Anthony Hopkins, Antonio Banderas, Josh Brolin, Naomi Watts e Carla Bruni.
Angelina e Johnny sul set in laguna
Angelina Jolie e Johnny Depp coppia hot a Venezia. Prenderà il via domani la lavorazione di The Tourist, versione americana di un thriller francese del 2005, con Sophie Marceau. Angelina Jolie è già sbarcata da alcuni giorni con la famiglia a Venezia. E’ imminente la chiusura temporanea di alcuni canali minori, oltre alle misure di sicurezza sul Canal Grande nel tratto di fronte all’Erbaria. Sono inoltre in programma alcune riprese nei dintorni dell’ospedale civile, in zona Santi Giovanni e Paolo. Si favoleggia che lo script comprenda anche una bollente scena di sesso sotto la doccia.Morto il regista eroe degli astronauti
E' morto a Mosca all'eta' di 82 anni il popolare regista e sceneggiatore Vladimir Motil, autore del film cult Il Sole Bianco del deserto (1969), il primo e il più famoso "red western", uno dei piu' grandi successi non solo della cinematografia sovietica ma anche della Russia postcomunista, tanto che ancor oggi è ai primi posti nella classifica dei dvd più venduti nel Paese. Una pellicola che gli astronauti continuano a guardare come un rito prima di ogni volo spaziale: è considerato il loro talismano dal 1973, quando gli psicologi suggerirono di far vedere il film, allora sulla cresta dell'onda, al nuovo equipaggio del Soyuz 12 per alzare il morale dopo la tragedia spaziale di due anni prima.
BUON COMPLEANNO A...
Kyle MacLachlan – 22 febbraio – 51 anni
Thomas Jane – 22 febbraio – 41 anni
Jonathan Demme – 22 febbraio – 66 anni
Drew Barrymore – 22 febbraio – 35 anni
Kelly Macdonald – 23 febbraio – 34 anni
Dakota Fenning – 23 febbraio – 16 anni
Neil Jordan – 25 febbraio – 60 anni
Giuseppe Bertolucci - 27 febbraio – 63 anni
Joanne Woodward – 27 febbraio – 80 anni
Elizabeth Taylor – 27 febbraio – 78 anni
Alba Rohrwacher – 27 febbraio – 29 anni
The Crazies di Breck Eisner
Ancora un remake per un classico dell’horror. Stavolta tocca (di nuovo) a George Romero e al suo La città verrà distrutta all'alba del 1973 . Ogden Marsh è una tranquilla città americana abitata da persone rispettose della legge, finché un giorno uno degli abitanti, durante una partita di baseball, carica un fucile per fare una strage. Da quel momento in poi un imprevedibile raptus di violenza contagia tutti gli abitanti. Timothy Olyphant e Radha Mitchell sono i protagonisti. Il prossimo progetto del regista è rifare Cronenberg.
Già per il fatto che nel trailer abbiano usato un brano (o dovrei dire il brano) presente nella colonna sonora di Donnie Darko, che chi segue il blog, saprà che è uno dei miei film preferiti, questo film mi risulta fastidioso.
Cop Out di Kevin Smith
Buddy movie poliziesco, che fa un po’ il verso ad Arma letale (anche qui un bianco e un nero formano una coppia di poliziotti), vede protagonisti Bruce Willis e Tracy Morgan, due agenti con problemi familiari e personali, impegnati nella ricerca di una preziosa figurina del baseball rubata. Per la prima volta Kevin Smith (Clerks) – in evidente crisi creativa e dopo il flop di Zack e Miri make a porno - dirige un copione non suo.
USCITE NELLE SALE ITALIANE NEL WEEKEND
Genitori & Figli: agitare bene prima dell’uso di Giovanni Veronesi
Dopo i trionfi di Manuale d’Amore 1 e 2 e Italians, Giovanni Veronesi ci riprova: stavolta affronta la commedia generazionale. Il punto di vista, come nei film di Moccia, è quello di una ragazzina quattordicenne (Chiara Passarelli). Grazie a un tema sulla famiglia assegnatole dal professore (Michele Placido), Nina racconta del rapporto con i genitori ormai separati (Littizzetto e Orlando), del fratellino razzista, della prima cotta per Patrizio soprannominato Ubaldo Lay (Propizio). Cast di lusso, come ogni Veronesi-movie che si rispetti: Michele Placido, Luciana Littizzetto, Silvio Orlando, Elena Sofia Ricci, Margherita Buy, Max Tortora, Emanuele Propizio, Piera Degli Esposti. "Absolute beginners": Matteo Amata, Chiara Passarelli e il figlio di Ornella Muti, Andrea Fachinetti.
Codice: Genesi di Allen e Albert Hughes
Agli americani di questi tempi i disastri piacciono: dopo il catastrofico 2012, ora è la volta del mistico-religioso Codice: Genesi. Il protagonista, diretto dai fratelli Hugues (From Hell -La vera storia di Jack lo squartatore), è Denzel Washington, qui anche in veste di produttore. Western dalle atmosphere apocalittiche (Sergio Leone + The road + Mad Max) e dai toni adrenalinici da action movie a cui ci ha abituati il produttore Joel Silver. In un’America distrutta da un’esplosione solare un guerriero solitario dal nome biblico Eli (Denzel Washington) combatte per proteggere un libro sacro che potrebbe far risorgere l’umanità. Il suo avversario è il cattivissimo Carnegie (Gary Oldman). Nel cast anche Mila Kunis e la rediviva Jennifer Beals di Flashdance. Il budget è 80 milioni di dollari e in America, nonostante Avatar, è riuscito nell'impresa di resistere al botteghino (88 milioni d’incasso totale ad oggi).
Giovedì potrete assistere su Sky Cinenews all'intervista di Alessandra Venezia a Gary Oldman.
Nord di Rune Denstad Langlo
Nanni Moretti distribuisce il norvegese Nord, vincitore di numerosi premi internazionali (59° Festival di Berlino – Panorama - Premio della Critica Internazionale FIPRESCI - Europa Cinemas Label; Tribeca Film Festival 2009 - Miglior regia). Dopo essere uscito da una clinica pischiatrica, un ex-depresso va in cerca, a bordo di una motoslitta, della sua compagna e di suo figlio perduti. Da loro li separa 900 chilometri. Il film trae linfa vitale da una depressione del regista.
Invictus di Clint Eastwood
Nono film da regista per Clint. Ma Stavolta, a differenza di Gran Torino (che imprevedibilmente restò in pole position per diverse settimane al box office USA), Eastwood non ha convinto gli americani. Protagonista non è uno dei suoi cavalieri solitari, ma l' ex-capo di stato sudafricano Mandela. Tratto dal romanzo The Human Factor: Nelson Mandela and the Game that Changed the World di John Carlin, Invictus (è il titolo di una poesia amata da Mandela) è un progetto portato a Eastwood da Morgan Freeman, grande amico del presidente nero. Il cuore della storia un episodio realmente accaduto, e molto importante per l'unità del Sudafrica dopo l'apartheid: appena eletto presidente di un paese profondamente diviso dall'odio razziale, Nelson Mandela comprende che per favorire l'unità della nazione occorre che la squadra di rugby, gli Springboks (la nazionale composta da soli bianchi e bandita dagli anni '80 dai campi di tutto il mondo per l’apartheid), vinca la coppa del mondo. Matt Damon è François Pienaar, il capitano della nazionale Sudafricana. Freeman e Damon concorrono all’Oscar.
Senza apparente motivo di Sharon Maguire
Incendiary (è il titolo originale) è un film del 2008, diretto dalla regista de Il diario di Bridget Jones, protagonisti Michelle Williams, alias Jane, moglie e madre apparentemente felice, con amante annesso al piano di sotto (Ewan McGregor). Dopo la tragica uccisione in un attentato di figlio e il marito, morti mentre lei si intratteneva con il vicino di casa, lotta contro il senso di colpa. Oltre all'amante, a sedurre la bella vedova ci si mette pure un altro uomo, il poliziotto che indaga sull'incidente. Thriller presentato al Sundance, e uscito in poche copie e scarsa fortuna in America.
BOX OFFICE USA
40 milioni di dollari! Shutter Island sorprende, e Scorsese e DiCaprio battono loro stessi. The departed, che aveva segnato l'incasso record di Scorsese, aveva incassato nella prima settimana quasi 27 milioni. Considerato che si tratta di un film R-rated (vietato ai minori di 17 anni) è una quota molto alta.
Scende in seconda posizione il campione di incassi di settimana scorsa, Valentine’s Day, che e incassa altri 17.160.000 dollari nei 3 giorni. Il totale è ora di ben 87.422.000 dollari. In terza posizione si conferma Avatar che, se pur avendo perso da qualche settimana il primo posto, incassa altri 16.1 milioni di dollari. L’incasso totale aggiornato negli USA è di 687.821.000 dollari mentre worldwide è 2.4 miliardi.
Scende in quarta posizione Percy Jackson e gli Dei dell’Olimpo: il Ladro di Fulmini, che ha un calo più contenuto rispetto ai suoi compagni d’esordio (circa 51%) e aggiunge altri 15.3 milioni di dollari. Il totale fino ad ora non è esaltante: sono 58.760.000 i dollari incassati e per una pellicola costata 95 milioni.
Cade Wolfman che con un incasso di 9.846.000 dollari, raggiunge i 50.3 milioni. Regge Dear John, la pellicola romantica di Lasse Hallstrom, che incassa altri 7.3 milioni e raggiunge l’ottimo risultato di 65 totali. Da segnalare l’ottima performance di Crazy Heart, la pellicola che dovrebbe regalare a Jeff Bridges il suo primo Oscar dopo tante nomination. Il film incassa 3.025.000 dollari in circa 1000 sale e raggiunge i 21.5 milioni totali (dopo esserne costati solo 7).
Chiudono la classifica From Paris with Love e Edge of Darkness, che incassano rispettivamente 2.5 e 2.2 milioni. Si tratta di un pessimo risultato per entrambe le pellicole, che non riescono neanche a recuperare i budget di produzione (52 e 80 milioni rispettivi).
Da segnalare infine l’esordio boom di The Ghost Writer di Roman Polanski, premiato a Berlino e capace d’incassare 179,000 dollari con appena 4 copie a disposizione (44,750 dollari a copia).
BOX OFFICE ITALIA
Alla sesta settimana Avatar è ancora primo e sfiora i i 60 milioni di euro (ha incassato altri 2.767.000 euro con una media per schermo ancora portentosa: 6.883). Al n.2 svetta che ha subito scalzato, facendolo scivolare al terzo, la commedia romantica WolfmanScusa ma ti voglio sposare. Debutta al quarto posto Pupi Avati con Il figlio più piccolo, che in tre giorni ha sfiorato 1 milione di euro, ma con una media per sala inferiore alla commedia con Hugh Grant, Che fine hanno fatto i Morgan? Tra le new entry la commedia francese Il missionario al settimo posto, mentre il super-indipendente La bocca del lupo, distribuito in appena 7 copie, è al 21° posto.
ULTIMISSIME
Bigelow vince ancora
Ai Bafta, gli Oscar britannici, The Hurt Locker ha vinto sei premi tra cui quello per miglior film dell'anno e miglior regia. La Bigelow è la prima donna a vincere questo premio. Avatar, che era candidato a otto premi, si è dovuto accontentare dei riconoscimenti "minori" per gli effetti speciali. Miglior attore e migliore attrice sono Colin Firth e Carey Mulligan per i loro ruoli in A Single Man di Tom Ford e An Education. Christopher Waltz ha vinto il premio per miglior attore non protagonista per Bastardi senza gloria, mentre il premio per miglior attrice non protagonista e' andato all'esordiente Monique per Precious. Miglior film straniero e' risultato Un prophete del francese Jacques Audiard.
Miglior sceneggiatura originale The Hurt Locker , mentre Tra le nuvole miglior sceneggiatura non originale. Film d’ animazione, Up della Pixar.
Bigelow ha dedicato il suo premio di miglior regista "all'idea che non si debba mai abbandonare la ricerca della pace", mentre Firth, eroe del pubblico londinese, ha raccontato che nel suo computer "c'è ancora la mail in cui dicevo a Tom Ford che non potevo accettare la parte. Ma quando stavo per mandarla è arrivato il tecnico che doveva riparare il frigorifero, e non l'ho spedita, così ora ringrazio il tizio del frigo".
E' stata infine un'italiana, la regista e sceneggiatrice Martina Amati ad aggiudicarsi il premio per miglior cortometraggio con il suo I Do Air.
Da segnalare che The Hurt Locker ha conquistato, negli States, anche il premio degli sceneggiatori.I vincitori di Berlino 2010
- Orso d'Oro per il miglior film: a Ba'l (Miele) di Semih Kaplanoglu
- Orso d'Argento/Gran Premio della giuria: a Se voglio fischiare fischio di Florin Serban
- Orso d'argento per la migliore regia: a Roman Polanski per The ghostwriter
- Orso d'argento per il miglior attore: Grigori Dobrygin e Sergei Puskepalis ex aequo per il film How I ended this summer
- Orso d'argento per la miglior attrice: a Shinobu Terajima per il film Caterpillar.
- Orso d'argento per lo straordinario contributo artistico: a Pavel Kostomarov per il film How I ended this summer
- Orso d'argento per la migliore sceneggiatura: al film cinese Tu an yuan (Insieme separati) del regista e sceneggiatore Wang Quanan
- Premio Alfred Bauer: a Se voglio fischiare fischio.
Owen Wilson per Woody
Owen Wilson è di sarà il protagonista nel nuovo film di Woody Allen, You Will Meet a Tall Dark Stranger. Nel cast anche Anthony Hopkins, Antonio Banderas, Josh Brolin, Naomi Watts e Carla Bruni.
Angelina e Johnny sul set in laguna
Angelina Jolie e Johnny Depp coppia hot a Venezia. Prenderà il via domani la lavorazione di The Tourist, versione americana di un thriller francese del 2005, con Sophie Marceau. Angelina Jolie è già sbarcata da alcuni giorni con la famiglia a Venezia. E’ imminente la chiusura temporanea di alcuni canali minori, oltre alle misure di sicurezza sul Canal Grande nel tratto di fronte all’Erbaria. Sono inoltre in programma alcune riprese nei dintorni dell’ospedale civile, in zona Santi Giovanni e Paolo. Si favoleggia che lo script comprenda anche una bollente scena di sesso sotto la doccia.Morto il regista eroe degli astronauti
E' morto a Mosca all'eta' di 82 anni il popolare regista e sceneggiatore Vladimir Motil, autore del film cult Il Sole Bianco del deserto (1969), il primo e il più famoso "red western", uno dei piu' grandi successi non solo della cinematografia sovietica ma anche della Russia postcomunista, tanto che ancor oggi è ai primi posti nella classifica dei dvd più venduti nel Paese. Una pellicola che gli astronauti continuano a guardare come un rito prima di ogni volo spaziale: è considerato il loro talismano dal 1973, quando gli psicologi suggerirono di far vedere il film, allora sulla cresta dell'onda, al nuovo equipaggio del Soyuz 12 per alzare il morale dopo la tragedia spaziale di due anni prima.
BUON COMPLEANNO A...
Kyle MacLachlan – 22 febbraio – 51 anni
Thomas Jane – 22 febbraio – 41 anni
Jonathan Demme – 22 febbraio – 66 anni
Drew Barrymore – 22 febbraio – 35 anni
Kelly Macdonald – 23 febbraio – 34 anni
Dakota Fenning – 23 febbraio – 16 anni
Neil Jordan – 25 febbraio – 60 anni
Giuseppe Bertolucci - 27 febbraio – 63 anni
Joanne Woodward – 27 febbraio – 80 anni
Elizabeth Taylor – 27 febbraio – 78 anni
Alba Rohrwacher – 27 febbraio – 29 anni
16 febbraio 2010
Ultime notizie dalla redazione di Sky Cinema
IN SALA NEGLI USA QUESTO WEEKEND
Shutter Island di Martin Scorsese
Lo psycho-thriller di Scorsese doveva uscire a ottobre 2009 ed è stato rinviato di 4 mesi, perdendo così l’opportunità di concorrere agli Oscar. Isola di Shutter, metà degli anni ’50: nella prigione-manicomio una paziente – condannata per l’omicidio dei tre figli - scompare nel nulla. Ad indagare viene inviato l’agente federale Teddy Daniels (DiCaprio). L’isola, con i suoi misteri, porterà Daniels sulle soglie della pazzia. Oltre a DiCaprio (sempre più apprezzato dalla critica), nel cast Mark Ruffalo, Ben Kingsley, Michelle Williams, Patricia Clarkson e Max von Sydow. Le scenografie da incubo sono dei nostri Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo. Tratto dall’omonimo best-sellers di Dennis Lehane - autore tra l’altro del fortunato Mystic River, la cui trasposizione cinematografica valse un Oscar a Clint Eastwood - il film gioca con moltissime citazioni della storia del cinema: oltre a Hitchock, Il Gabinetto del Dr. Caligari, Vertigine, Le catene della Colpa di Tourneur e Il Processo di Welles. La critica si è mostrata fredda: incredibile maestria registica per un film che sa tanto di dejà-vu, ma che tra colpi di scena e suspence, non può deludere i fans del genere thriller.
The Ghost Writer di Roman Polanski
Anche l’altra attesa uscita americana, The Ghost writer, è ambientato in un’isola. Un giovane scrittore inglese (Ewan McGregor) viene chiamato a scrivere le memorie di Adam Lang (Peirce Brosnan), vanesio ex-primo ministro inglese sospettato di aver passato illegalmente degli islamici alla Cia per farli torturare, tanto che ora vive su un’isoletta per evitare l’estradizione del tribunale internazionale dell’Aja. La trasferta sull'isola gli darà tempo per ricostruire una perfetta biografia dell'ex-premier, completando il lavoro del suo predecessore, morto misteriosamente lasciando il volume a metà.
Presentato trionfalmente nel weekend al Festival di Berlino, assente Polanski per i noti motivi giudiziari, The Ghost Writer, in corsa per l'Orso d'oro a Berlino, ha ricevuto ottime critiche e recensioni sulla stampa internazionale. Il thriller politico basato su un romanzo di Robert Harris è uno dei 20 film in concorso. Polanski ha già vinto un Orso d’oro nel 1966 con Cul-de-Sac.
Presentato trionfalmente nel weekend al Festival di Berlino, assente Polanski per i noti motivi giudiziari, The Ghost Writer, in corsa per l'Orso d'oro a Berlino, ha ricevuto ottime critiche e recensioni sulla stampa internazionale. Il thriller politico basato su un romanzo di Robert Harris è uno dei 20 film in concorso. Polanski ha già vinto un Orso d’oro nel 1966 con Cul-de-Sac.
IN SALA QUESTO WEEKEND IN ITALIA
The Wolfman di Joe Johnston
Doveva uscire nel novembre del 2008. Rinviata continuamente l’uscita in sala l’horror della Universal, remake del classico del 1941, ha avuto bisogno di molti rimaneggiamenti: è stato sostituito il regista (in origine Mark Romanek, pare per i contrasti con il protagonista Del Toro), sono state girate nuove scene e messi a punto gli effetti speciali. Si è voluto sapientemente miscelare gli effetti digitali con impressionanti effetti di make-up del veterano Rick Baker (Un lupo mannaro americano a Londra). Cast di lusso: Benicio Del Toro, Emily Blunt, Anthony Hopkins. Appena uscito in USA, ha rimediato nel weekend d’esordio 30 milioni di dollari, a fronte di un costo di 150.
Il figlio più piccolo di Pupi Avati
Estate 1992, a Bologna. Luciano Baietti (Christian DE Sica) e Fiamma(Laura Morante), genitori di due bambini, si sono appena sposati. Luciano, a brindisi concluso, si fa intestare due appartamenti di Fiamma e sparisce nel nulla Passati 18 anni, Luciano si fa di nuovo vivo con l’ex-moglie e i figli. Ma è solo perché, su suggerimento del cinico commercialista(Luca Zingaretti), ha bisogno di un prestanome su cui scaricare le responsabilità del suo impero finanziario creato sulla base di loschi traffici, raccomandazioni e connivenze. Chi meglio del figlio più piccolo, ingenuo sfigato ragazzo che sogna di diventare regista studiando al Dams, può fare al caso suo?
Che fine hanno fatto i Morgan? di Marc Lawrence
Una svolta nella vita di una coppia newyorchese di successo, Meryl e Paul Morgan (Sarah Jessica Parker e Hugh Grant) , con una vita apparentemente perfetta, ma un matrimonio in via di fallimento. Il caso vuole che siano testimoni di un omicidio e diventino bersaglio di un killer: per proteggerli la polizia li nasconde in una cittadina del Wyoming, dove la loro relazione disastrata rischia definitivamente il collasso. Il film – non particolarmente apprezzato dalla critica – è stato bocciato pure dal pubblico: uscito a Natale in USA si è fermato a 30 milioni di dollari (ne è costati poco meno di 60). Grant ha recitato una scena al fianco di un vero orso grizzly.
Il missionario di Roger Delattre
Diretto da Roger Delattre, ex assistente di Luc Besson (che è il produttore del film) e già regista nel 1997 di L’amour a l’arrache, Il missionario è una commedia degli equivoci che a qualcuno ha fatto ricordare i classici con Don Camillo e Peppone, ma in realtà appare più vicino al remake di Non siamo Angeli con Sean Penn e De Niro: un ex-galeotto si trasferisce in paesino di provincia e viene scambiato per il nuovo prete della cittadina. Passato praticamente inosservato in Francia, arriva in Italia probabilmente perché forte del nome di Besson. Nel cast Jean-Marie Bigard e Doudi Strajmayster.
Promettilo! di Emir Kusturica
Un giovane vive con il nonno e una mucca su una remota collina. Quando il nonno avverte di essere arrivato agli ultimi giorni della sua vita, chiede al nipote di onorare alcune promesse: vendere la mucca, con i soldi ricavati comprare un'icona religiosa, trovare una moglie e comprarsi qualcosa che desidera veramente. E tutto prima che il vecchio muoia. Passato a Cannes ben tre anni fa, Promettilo! favola farsesca di Emir Kusturica ricorda nei toni Gatto nero, gatto bianco, con il quale ha in comune il protagonista, il 57enne Miki Manojlovic.
Afterschool di Antonio Campos
In una prestigiosa scuola del New England, Robert, uno adolescente tormentato, ossessionato dalla videocamera, riprende per caso la morte per overdose di due sorelle, studentesse del liceo. Le loro vite diventano il soggetto di un video che secondo il preside dovrebbe aiutare l'elaborazione del lutto collettivo. Inquadrature sfocate, piani-sequenza e riprese amatoriali girate con cellulari e webcam, in un dramma adolescenziale sulla pornografia del dolore che rievoca Elephant di Gus Van Sant e la crudeltà di Michael Haneke. Presentato due anni fa al Festival di Cannes, sezione Un certain regard.
Il richiamo della foresta 3D di Richard Gabai
Non è un remake tridimensionale del classico di Jack London. Il celebre romanzo viene letto a Ryann, viziata bambina metropolitana di 9 anni dal nonno Bill (Christopher Lloyd, lo scienziato pazzo di ritorno al futuro). L’anziano signore vive nei boschi del Montana, luoghi che annoiano l’imbronciata ragazzina, che soffre la lontananza da cellulari e lo shopping della città. Finalmente Ryann inizia ad amare la vita di montagna, soprattutto grazie al ritrovamento di un cane ferito a cui la piccola si affeziona. Lo chiamerà Buck, in omaggio al protagonista del libro di Jack London.
La bocca del lupo di Pietro Marcello
Vincitore dell’ultimo Festival di Torino. La bocca del lupo è una docu-fiction dal sapore pasoliniano che racconta una storia vera: l ’amore e la miseria tra gli emarginati di Genova. Dopo una trentennale permanenza in carcere, Enzo torna a casa. Ad aspettarlo Mary, la compagna, un trans, conosciuta in carcere durante l'ora d'aria. Per 4 mesi si amano, poi Mary esce dalla galera e aspetta Enzo per 7 anni. Ora vivono insieme, sempre nella vecchia Genova. Ispirato al romanzo di Remigio Zena del 1890, intitolato appunto La bocca del lupo.
BOX OFFICE USA
San Valentino ammazza Avatar. Appuntamento con l’Amore, ovvero Valentine’s day commedia romantica con un supercast incassa poco più di 52 milioni di dollari (ne è costati esattamente 52), con una media per sala di 14.300 dollari. Seconda posizione per Percy Jackson, con un soddisfacente 31 milioni di dollari incassati (ma ne è costati 95!), e una media per sala di 9,267 dollari; al terzo posto segue Wolfman, con un risultato discreto, 30 milioni di dollari, anche se non è irrilevante far notare che ne è costati addirittura 150, e una media per sala di 9,506 dollari. Avatar scivola così per la prima volta fuori dal podio dei primi 3 in classifica, ma è ancora capace d’incassare oltre 20 milioni di dollari, dopo 9 weekend, perdendo appena il 3% degli incassi rispetto al fine settimana passato. Arriva così ai 659 milioni di dollari casalinghi (worldwide siamo a quota 2,2 miliardi di dollari). Crollo prevedibile, dal primo al 5° posto, per Dear John, arrivato comunque ai 53 milioni di dollari, seguito da Tooth Fairy, che supera i 41 milioni di dollari, e il deludente From Paris with Love con Travolta (appena 16 milioni di dollari in tasca, dopo esserne costati 52). A chiudere la top10 troviamo Edge of Darkness, pessimo con solo 36 milioni di dollari, dopo essere costati oltre il doppio, Crazy Heart, che supera i 16 milioni di dollari, dopo esserne costati appena 7, guadagnando addirittura il 12.1% sugli incassi rispetto al weekend passato. Da segnalare infine l’esordio boom di My Name is Khan, capace, con solo 120 copie, d’incassare 1,860,000 dollari.
BOX OFFICE ITALIA
Italia: Avatar ancora primo. Bova a ruota. Dopo 5 settimane Avatar incassa altri 3 milioni 800 mila euro per un totale vicino ai 54 milioni e una media per sala ancora alta: 6,908. Al secondo posto si piazza Scusa ma ti voglio sposare di Federico Moccia: ha sfiorato i 3 milioni con una media per sala molto buona, 5,978. Tra l’ altro il film ha un numero di spettatori paganti superiore ad Avatar: 441 mila contro i 407 mila di Avatar (che però guadagna di più per via del prezzo maggiorato del 3D). Scivola al terzo posto, con un meno 72% rispetto alla scorsa settimana il sopravvalutato horror Paranormal Activity e dal terzo al quarto Baciami ancora di Muccino. Male Amabili Resti di Peter Jackson, che si e' piazzato al quinto posto, mentre al 10 c'e' la new entry per bambini Maga Martina e il libro magico del draghetto.
ULTIMISSIME
Kathryn Bigelow in tv
La favorita agli Oscar, Kathryn Bigelow dirigerà il pilot di una nuova serie della tv via cavo per HBO, "The Miracolous Year". Creata e scritta da John Logan, la serie illustrerà le vicende di una famiglia, che fa capo a un carismatico compositore di Broadway votato all’autodistruzione.
Vera per Madonna regista
Dopo Sacro e profano, Madonna tornerà dietro la macchina da presa per dirigere W.E., biopic incentrato sulla storia piccante tra Edoardo VIII e Wallis Simpson, che portò all’abdicazione del re e al matrimonio con la sua amante. La candidata all’Oscar per Tra le nuvole, Vera Farmiga, dovrebbe interpretare la donna che intrecciò la relazione con re Edoardo. Madonna sta scrivendo il film insieme all’amico e regista Alek Keshishian, che l’aveva diretta nel documentario A letto con Madonna.
De Niro torna con Scorsese
Robert De Niro e Martin Scorsese stanno pensando di tornare a lavorare insieme. Lo ha detto Scorsese a Berlino: il film riguarderebbe ancora una volta il mondo della mafia americana, questa volta visto con gli occhi di un vecchio killer giunto alla fine della sua carriera. La sceneggiatura sarà adattata da Steven Zaillian dal romanzo I Heard You Paint Houses, scritto da Charles Brandt.
Hollywood premia Castellari che ispiroò Tarantino
Hollywood onorerà la carriera del regista Enzo G. Castellari all'immediata vigilia degli Oscar. L'occasione sarà il Los Angeles Italia Film Festival in programma al Teatro Cinese dal 28 febbraio al 6 marzo. 71 anni con 56 film all'attivo tra cui Quel maledetto treno blindato rilanciata quest'anno dal remake di Quentin Tarantino Bastardi senza gloria. Enzo G. Castellari riceverà un premio speciale alla carriera, presenterà una retrospettiva dei suoi film più significativi, terrà una lezione agli studenti al'università del cinema più prestigiosa del mondo U.S.C.
La Streep maggiordoma
Meryl Streep nel remake di Arturo, il film interpretato negli anni ’80 da Dudley Moore. Lo afferma Hollywood Reporter che aggiunge che il ruolo della Streep sarebbe quello della domestica di Arturo (che nel film originale era un maggiordomo, interpretato da sir John Gielgud). Alla sceneggiatura sta lavorando Peter Baynham, autore di Borat e Bruno.
Laverne & Shirley
Il regista di Valentine’s day, Garry Marshall ha rivelato che sta preparando una versione cinematografica del suo telefilm "Laverne & Shirley", interpretato all’epoca da sua sorella, Penny Marshall, e Cindy Williams. Marshall ha detto che le protagoniste originali avranno un cameo nel film mentre a interpretare le due protagoniste saranno Jennifer Garner e Jessica Biel.
La guerra di Kevin
Si chiama A Little War of Our Own il nuovo progetto da regista di Kevin Costner. E’ la storia di uno sceriffo che cerca di contenere la violenza di una cittadina ai tempi della 2° Guerra Mondiale, contrapposto a un comandante tedesco di U-Boot.
Diesel confermato per Riddick Vin Diesel, già protagonista di Pitch Black e The Chronicles of Riddick, tornerà nel prossimo capitolo della saga intergalattica. Come i due precedenti capitoli, anche questa terza puntata verrà scritta e diretta da David Twohy. Intanto Diesel sta per iniziare le riprese del quinto lungometraggio della serie Fast & Furious, intitolato Fast Five.
Von Trier e I pirati vogliono la Cruz!
Kathryn Bigelow in tv
La favorita agli Oscar, Kathryn Bigelow dirigerà il pilot di una nuova serie della tv via cavo per HBO, "The Miracolous Year". Creata e scritta da John Logan, la serie illustrerà le vicende di una famiglia, che fa capo a un carismatico compositore di Broadway votato all’autodistruzione.
Vera per Madonna regista
Dopo Sacro e profano, Madonna tornerà dietro la macchina da presa per dirigere W.E., biopic incentrato sulla storia piccante tra Edoardo VIII e Wallis Simpson, che portò all’abdicazione del re e al matrimonio con la sua amante. La candidata all’Oscar per Tra le nuvole, Vera Farmiga, dovrebbe interpretare la donna che intrecciò la relazione con re Edoardo. Madonna sta scrivendo il film insieme all’amico e regista Alek Keshishian, che l’aveva diretta nel documentario A letto con Madonna.
De Niro torna con Scorsese
Robert De Niro e Martin Scorsese stanno pensando di tornare a lavorare insieme. Lo ha detto Scorsese a Berlino: il film riguarderebbe ancora una volta il mondo della mafia americana, questa volta visto con gli occhi di un vecchio killer giunto alla fine della sua carriera. La sceneggiatura sarà adattata da Steven Zaillian dal romanzo I Heard You Paint Houses, scritto da Charles Brandt.
Hollywood premia Castellari che ispiroò Tarantino
Hollywood onorerà la carriera del regista Enzo G. Castellari all'immediata vigilia degli Oscar. L'occasione sarà il Los Angeles Italia Film Festival in programma al Teatro Cinese dal 28 febbraio al 6 marzo. 71 anni con 56 film all'attivo tra cui Quel maledetto treno blindato rilanciata quest'anno dal remake di Quentin Tarantino Bastardi senza gloria. Enzo G. Castellari riceverà un premio speciale alla carriera, presenterà una retrospettiva dei suoi film più significativi, terrà una lezione agli studenti al'università del cinema più prestigiosa del mondo U.S.C.
La Streep maggiordoma
Meryl Streep nel remake di Arturo, il film interpretato negli anni ’80 da Dudley Moore. Lo afferma Hollywood Reporter che aggiunge che il ruolo della Streep sarebbe quello della domestica di Arturo (che nel film originale era un maggiordomo, interpretato da sir John Gielgud). Alla sceneggiatura sta lavorando Peter Baynham, autore di Borat e Bruno.
Laverne & Shirley
Il regista di Valentine’s day, Garry Marshall ha rivelato che sta preparando una versione cinematografica del suo telefilm "Laverne & Shirley", interpretato all’epoca da sua sorella, Penny Marshall, e Cindy Williams. Marshall ha detto che le protagoniste originali avranno un cameo nel film mentre a interpretare le due protagoniste saranno Jennifer Garner e Jessica Biel.
La guerra di Kevin
Si chiama A Little War of Our Own il nuovo progetto da regista di Kevin Costner. E’ la storia di uno sceriffo che cerca di contenere la violenza di una cittadina ai tempi della 2° Guerra Mondiale, contrapposto a un comandante tedesco di U-Boot.
Diesel confermato per Riddick Vin Diesel, già protagonista di Pitch Black e The Chronicles of Riddick, tornerà nel prossimo capitolo della saga intergalattica. Come i due precedenti capitoli, anche questa terza puntata verrà scritta e diretta da David Twohy. Intanto Diesel sta per iniziare le riprese del quinto lungometraggio della serie Fast & Furious, intitolato Fast Five.
Von Trier e I pirati vogliono la Cruz!
Mentre i rumors danno Penelope Cruz in forse per un ruolo da protagonista del prossimo Pirati dei Caraibi intitolato Pirates of the Caribbean: On Stranger Tides e diretto dal regista del superflop Nine, Rob Marshall. Intanto altre indiscrezioni danno la Cruz come protagonista del nuovo lavoro di Lars von Trier, il “film catastrofico dai risvolti psicologici” intitolato Melancholia, che si dovrebbe girare tra Germania e Svezia entro la fine dell’anno e che dovrebbe avere già assicurato un posto a Cannes del 2011.
COMPLEANNI E RICORRENZE
Hal Halbrook – 17 febbraio – 85 anni
Paris Hilton – 17 febbraio – 29 annii
John Travolta – 18 febbraio – 56 anni
Matt Dillon – 18 febbraio – 46 anni
Benicio Del Toro – 19 febbraio – 43 anni
Mike Leigh – 20 febbraio – 67 anni
Alan Rickman – 21 febbraio – 64 anni
Ellen Page – 21 febbraio – 23 anni
Jonathan Demme – 22 febbraio – 66 anni
Drew Barrymore – 22 febbraio – 35 anni
Hal Halbrook – 17 febbraio – 85 anni
Paris Hilton – 17 febbraio – 29 annii
John Travolta – 18 febbraio – 56 anni
Matt Dillon – 18 febbraio – 46 anni
Benicio Del Toro – 19 febbraio – 43 anni
Mike Leigh – 20 febbraio – 67 anni
Alan Rickman – 21 febbraio – 64 anni
Ellen Page – 21 febbraio – 23 anni
Jonathan Demme – 22 febbraio – 66 anni
Drew Barrymore – 22 febbraio – 35 anni
01 febbraio 2010
Gone to the movies
Ecco una canzone che sembrerebbe scritta apposta per questo blog...
Now the rain comes down the windows and it
Drops onto the forehead of the waiting boy
He surveys his rental kingdom and he
Wonders if he's really lost his one joy
Another fool would go down to the
Only place she ever went to lose herself
She's gone to the movies now and she
Don't need your help
Now the rain turns into snowfall as the
City sky reflects the silver street below
And it covers up the cars and the
Wall-Flowers cd ended half an hour ago
Another fool would dig the broken car out from the snow
And drive to find the show
She's gone to the movies now and she's
Not coming home
She's gone to the movies now and she's
Not coming home
Now he looks around his place and anyways
There's nowhere she could sit besides the bed
And he wonders if the car will start tomorrow
Or he'll have to take the bus instead
Any other fool would be out on the roadway
Trying to spot her rusted Pontiac
She's gone to the movies now and she's
Not coming back
She's gone to the movies now and she's
Not coming back
Now the rain comes down the windows and it
Drops onto the forehead of the waiting boy
He surveys his rental kingdom and he
Wonders if he's really lost his one joy
Another fool would go down to the
Only place she ever went to lose herself
She's gone to the movies now and she
Don't need your help
Now the rain turns into snowfall as the
City sky reflects the silver street below
And it covers up the cars and the
Wall-Flowers cd ended half an hour ago
Another fool would dig the broken car out from the snow
And drive to find the show
She's gone to the movies now and she's
Not coming home
She's gone to the movies now and she's
Not coming home
Now he looks around his place and anyways
There's nowhere she could sit besides the bed
And he wonders if the car will start tomorrow
Or he'll have to take the bus instead
Any other fool would be out on the roadway
Trying to spot her rusted Pontiac
She's gone to the movies now and she's
Not coming back
She's gone to the movies now and she's
Not coming back
15 gennaio 2010
Avatar, un altro mondo
Avatar può essere, tra le altre cose, una metafora del cinema.
Circolano notizie di come gli spettatori accusino forme di depressione dopo la visione di Avatar. Sembra che il forum sul sito del film sia stato chiuso per i continui commenti che denunciavano il fatto
L'utopia del pianeta Pandora è così diversa dal mondo in cui viviamo da indurre sconforto.
Ma è questo che fa il cinema. A volte ci si butta in un cinema con un pietra al collo per evadere. E' il titolo del nostro blog. Sembra un luogo comune, ma c'è un altro modo di intendere la frase.
Il film è un altro mondo nel quale ci si tuffa quasi come il marine protagonista di Avatar si immerge nel mondo dei Na'vi.
Se l'immersione è totale - a volte capita - si perde quasi totalmente il senso della realtà. Durante la visione ci sono però spesso distrazioni (qualcuno che parla, che si muove, il bisogno di cambiare posizione) e la sospensione è per un momento interrotta, come quando addormentandosi o quando c'è un problema o un disturbo il caporale Jake Sully torna in sé e lascia inerme il corpo del sua avatar.
Spesso è così. La fine del film è un risveglio alla realtà. E possiamo dire che il film fosse una realtà nuova, sebbene effimera, proprio perché abbiamo sospeso la nostra incredulità, ci siamo lasciati avvincere e soprattutto abbiamo eseguito le stesse attività mentali che eseguiamo nella vita di tutti i giorni.
Pensare a un mondo come Pandora, anche se sappiamo (e continuiamo a sapere durante il film!) che si tratti di un'invezione di fantasia ci permette di fare considerazioni "come se". Grazie alla finzione siamo anche in grado di produrre inferenze o deduzioni che utilizziamo nella vita di tutti i giorni.
Se Pandora ci piace più del nostro mondo reale, uscendo dal cinema ci sentiamo rattristati perché abbiamo maggiore coscienza di quello che non ci piace là fuori. Può succedere. Peccato solo che invece di pensare di voler cambiare il mondo (reale) perché pensano che faccia schifo, quegli spettatori di Avatar si siano fermati solo al primo passo.
Diceva Buñuel: "Credo che il cinema eserciti sugli spettatori un certo potere ipnotico. Basta guardare la gente che esce da una sala cinematografica, sempre in silenzio, a testa bassa e l’aria assente. Il pubblico teatrale, quello della corrida e quello sportivo sono molto più vivi, più energici. L’ipnosi cinematografica, leggera e inconscia, è dovuta probabilmente al buio in sala, ma anche ai mutamenti di piani, di luci e ai movimenti della macchina da presa, che indeboliscono l’intelligenza critica dello spettatore, esercitando su di lui una specie di incantamento, come uno stupro." (Luis Buñuel citato in Lodoli, Marco, Fuori dal cinema. Il “Diario” di cento film, Einaudi, Torino, 1999, p. 101.)
Sono d'accordo sull'incantamento, non lo sono affatto sull'indebolimento dell'intelligenza. Anzi per me è vero il contrario: i film, quali più e quali meno, stimolano l'attività mentale degli spettatori.
13 gennaio 2010
Sei tu a fare il film che vedi
Capita spesso di sentire persone che "rifiutano" un film solo per il fatto che non l'hanno capito. Lo giudicano insensato e di cosneguenza brutto. Per quanto riguarda la comprensione di un fillm, sono davvero convinto che ognuno debba metterci quello che sa. Quello che sa di cinema, ma non solo: quello che sa in generale, della vita.
Sono poi estremamente convinto che l'opinione di tutti abbia la stessa importanza. Il successo di molti critici e di teorie del cinema è dovuto al fatto di saper fornire un'esegesi del testo, come il sacerdote per le Sacre Scritture. Usano belle parole e sono bravi oratori e vi convincono. Ma quello che si deve chiedere a un critico sono semmai gli strumenti di analisi, il resto lo fate da soli. Quello che siete, quello che conoscete, lo portate dentro il film.
Anche per i film che non assomigliano a cose che avete già visto, di cui avete esperienza e che invece trovate ostici, vale comunque la pena provare a "dare un senso". Personalmente, anzi, meno capisco un film e più lo trovo intrigante.
Sta a ogni spettatore, sta a voi che guardate film decidere fino a che punto condurre la sfida. Sempre ricordando che siete comunque voi, voi che fate il film, a vincere.
Ci sarà modo, spero, all'interno di questo blog di portare avanti il discorso, di chiarire meglio quanto questo sia vero, di quanto siate voi, con la vostra esperienza a fare i film.
Sono poi estremamente convinto che l'opinione di tutti abbia la stessa importanza. Il successo di molti critici e di teorie del cinema è dovuto al fatto di saper fornire un'esegesi del testo, come il sacerdote per le Sacre Scritture. Usano belle parole e sono bravi oratori e vi convincono. Ma quello che si deve chiedere a un critico sono semmai gli strumenti di analisi, il resto lo fate da soli. Quello che siete, quello che conoscete, lo portate dentro il film.
Anche per i film che non assomigliano a cose che avete già visto, di cui avete esperienza e che invece trovate ostici, vale comunque la pena provare a "dare un senso". Personalmente, anzi, meno capisco un film e più lo trovo intrigante.
Sta a ogni spettatore, sta a voi che guardate film decidere fino a che punto condurre la sfida. Sempre ricordando che siete comunque voi, voi che fate il film, a vincere.
Ci sarà modo, spero, all'interno di questo blog di portare avanti il discorso, di chiarire meglio quanto questo sia vero, di quanto siate voi, con la vostra esperienza a fare i film.
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