Visualizzazione post con etichetta fus. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta fus. Mostra tutti i post

31 marzo 2011

Benzina per lo spettacolo

Questa è una buona notizia solo a metà. Il FUS, Fondo Unico per lo Spettacolo, è stato reintegrato alla cifra dell’anno scorso, cioè 428 milioni di euro, al contrario dei recenti annunci di tagli e congelamenti. Ad annunciarlo è stato Gianni Letta, e a confermarlo è il decreto del Consiglio dei Ministri. Il problema è da dove arrivano i soldi che fino a poco fa parevano non esserci. Prima si era parlato di un aumento di un euro al biglietto d’ingresso, per fortuna smentito, ma ora la realtà riflette il solito trend: dove recuperar denaro se non aumentando il prezzo del carburante? E infatti il reintegro del FUS arriverà da un aumento di 2 centesimi del prezzo al litro dei carburanti.


Forse piuttosto che aumentare le tasse ai contribuenti si potrebbe cominciare a tagliare le spese folli dell’amministrazione pubblica. Ma come sempre, meglio far ingrassare gli obesi e continuare a togliere il pane ai morti di fame.

Dalla redazuione di Sky Cinema.

17 marzo 2011

Festival di Venezia a rischio

Il Fus, il Fondo Unico per lo Spettacolo, è senz’altro uno dei fondi che il governo Berlusconi sta tagliando e congelando con più foga. Dopo aver già ridotto le risorse a 258 milioni di euro, è stato aggiunto il congelamento di altri 27 milioni (con il rischio della chiusura per Cinecittà Luce), e un ulteriore drastico taglio di 50 milioni.

Oggi questa è la situazione: la musica è scesa da 56 a 35 milioni, la lirica da 196 a 122, la danza da 9 a 5, il teatro da 67 a 42, il cinema da 76 a 47. I 50 milioni che verranno tagliati andranno a influire le altre voci del fondo, che riguardano patrimonio archeologico e musei. Martedì prossimo le principali associazioni di categoria convocheranno la stampa per illustrare le modalità di svolgimento dell’iniziativa di mobilitazione contro i tagli e che si concentrerà tra il 26 e il 28 marzo.


Non sono bastati due giorni dall’annuncio, che riceviamo subito i primi segnali d’allarme. E segnali enormi, per giunta.
Paolo Baratta, presidente della Biennale di Venezia, ha infatti pubblicamente dichiarato la propria preoccupazione verso la possibilità di realizzare la prossima edizione della Mostra del Cinema. Il motivo, ovviamente, i tagli al budget.


Così spiega Baratta:
“La Mostra del Cinema dai 7,1 milioni scende a 4 milioni. Mi appello al presidente Berlusconi perché faccia un decreto per impedirlo e preservare questo patrimonio che gli sta a cuore. Senza una certa somma la Mostra del Cinema non la posso fare, non ho scelte”.


Perdere la Mostra di Venezia per i tagli alla cultura del nostro governo sarebbe un’altra accettata alla nostra dignità di italiani.


Dalla redazione di Sky Cinema.

29 ottobre 2010

L'ultimo film italiano che vedrete (2° tempo)

Appunto. Non è un problema di soldi, ma un problema di cultura. Una cultura dominata da una cattiva televisione.