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24 gennaio 2014

Da nessun'altra parte

Oggi voglio farvi vedere un cortometraggio in animazione stop motion sul tema delle adozioni e del razzismo, ispirato alla toccante e delicata lettera di Marco Formigoni pubblicato su Peace Reporter del settembre 2008.
La voce narrante è quella di Alessio Luise, frontman dei Luisenzaltro.

07 febbraio 2013

La distruzione dell'Uomo

Gli esseri umani sono come i virus - diceva il cattivo di Matrix - perché sfruttano l'ambiente in cui vivono e, una volta che lo hanno reso inservibile, lo abbandonano per cercarne un altro da sfruttare 
ancora.



Avrei un altro finale da suggerire per questa animazione. Gli umani non sono vendicati dagli alieni, ma al contrario invadono un pianete alieno e iniziano a distruggere anche quello, uccidendo o riducendo in schiavitù le forme di vita che vi si trovano.

09 ottobre 2011

Parsimonia e libertà

Chi ha rubato i nostri sogni? Chi ci ha ridotti in schiavitù?

Bisogna scegliere: parsimonia e libertà oppure ricchezza e schiavitù? Hanno scelto per noi e hanno scelto male. Ma forse si può ancora tornare indietro.

In questo secondo post sulla schivitù finanziaria, vi segnalo un film di animazione che spiega come nel corso della Storia la realizzazione delle bache centrali negli Stati a regime capitalista abbiano sottratto potere ai cittadini e ai Governi che questi eleggono.


29 gennaio 2011

Gondry disegna Noam Chomsky

Per fortuna il geniale Michel Gondry, nonostante il successo in corso del blockbuster The Green Hornet, non ha abbandonato la propria vena creativa.
E quello che è stato annunciato è incredibile: Gondry sta lavorando ad un documentario su Noam Chomsky, linguista, filosofo e studioso di comunicazione, uno degli uomini di cultura più influenti del secolo, e che ha ridefinito il concetto di linguaggio.
Ma la cosa ancor più interessante è che il documentario sarà interamente, o quasi, d’animazione, con disegni realizzati dallo stesso Gondry.


Dalla redazione di Sky Cinema.

17 settembre 2010

Facebook, non essere amico del carbone!

Uno strepitoso cartone animato che racconta la storia di Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, di un gigante buono e del carbone.

19 agosto 2010

Berlusconi in Russia

In Russia non stanno certo meglio di noi, anche lì un bel criminale al comando. Ma non disdegnano di prendere anche loro per il culo il nostro Presidente del Consiglio.

16 agosto 2010

Grandi Elettori disinformati



Canzonato per il suo voto a B., un capace Ingengere che dirige uno studio di progettazione di successo del Norditalia, una persona che umanamente stimo, si difende dicendo che per lui e la sua famiglia, "B. è ancora la cosa che va meglio: c'è bisogno di lui per far girare l'economia dell'Italia. Non di gente come Prodi che non ha fatto niente."

Ma quali cose invece avvrebbe fatto Berlusconi da quanto è al potere in Italia se non occuparsi dei fatti suoi? Se l'Ingegnere lavorasse meno e si informasse un pochino, saprebbe che il suo caro Silvio sarebbe dovuto essere in carcere da tempo e che l'Italia non la sta salvando ma affossando e corrompendo.

26 aprile 2010

Storia di una bottiglia d'acqua.

I due maggiori partiti italiani vogliono la privatizzazione dell'acqua. Combatteremo perché l'acqua resti nostra, combatteremo perché resti di tutti.

Intanto un modo efficace di comporre un video di informazione con semplici disegni ed animazioni.


21 aprile 2010

Logorama

Non li ho contati ma c'è chi scommette che appaiano 2000 logo diversi nel cortometraggio di animazione vincitore degli Oscar 2010, Logorama.

Realizzato nel corso di alcuni anni dallo studio francese H5 (già autori di Remind Me dei Röyksopp) mette in scena un mondo di marchi ancora più inquietante perché decisamente vicino al nostro.

La storia raccontata è un po' meno originale, in circa un quarto d'ora si rappresentano tutti i clichés del film d'azione. Praticamente anche il corto è un'americanata, dove però non mancano le trovate che strappano il sorriso, come lo scolaro monello impersonato dal bambino della Haribo o la guida dello zoo-Mastro Lindo.




25 febbraio 2010

Videografia Buzzati

Ho tentato in questo post di raccogliere spunti e suggestioni visive di vario genere, che ho elencato qui sotto divise per categoria: pittura, corti, musica, letture, eccetera.

L'elenco tiene conto di tutto ciò che sono riuscito a trovare in rete che poteva essere, a mio giudizio, di qualche interesse e stimolo. Ovviamente l'elenco non è completo, e anzi è da considerarsi in progress, ma può essere una comoda base di partenza.



BUZZATI PITTORE


Questo video offre una carrellata di tavole pittoriche realizzate da Dino Buzzati per il libro Per Grazia Ricevuta - I miracoli di via Morel.


Opera pubblicata nel 1971, racconta alcuni miracoli immaginari che la tradizione popolare attribuisce a Santa Rita da Cascia. Le vicende sono ambientate a Valmorel e dintorni, località nei pressi di Limana, in Provincia di Belluno.
Nel racconto Buzzati immagina se stesso alla ricerca di un fantomatico santuario di Santa Rita, che però non riesce mai a trovare, finché scoprirà che il luogo di culto non è altro che un grosso masso, ricoperto di luccicanti ex-voto.
Questi ex-voto sono stati tutti disegnati da Dino Buzzati e sono raccolti insieme al racconto.
Uno dei dipinti era riposto in una cappelletta nei pressi di Valmorel, ma poi trasferito nel palazzo comunale di Limana.
Il libro ha dato il nome al sentiero che ripercorre i luoghi del racconto: partendo dal paese di Giaon, tocca il santuario di Madonna Parè, una via Crucis e giunge infine a Valmorel. A Giaon sono stati dipinti alcuni murales raffiguranti i miracoli.

Fonte: Shivabel.



- Qui un altro video con disegni di Buzzati.


CORTOMETRAGGI E SPETTACOLI TEATRALI BASATI SU RACCONTI DI BUZZATI

- Un corto tratto da "La polpetta"



- Un corto tratto da "Amici"



- In francese, l'adattamento del 2009 del racconto "Cacciatori di vecchi" da parte di un gruppo di studenti di una scuola di Arte e Spettacolo di Poitiers.




-
Teatro in vetrina. Interessante messa in scena in rumeno.

- Al minuto 2'00" di
questo video, un brano della rappresentazione teatrale basata sul racconto "L'aumento".

- Ancora un
cortometraggio in francese e in bianco e nero.

-
Prima e seconda parte di un corto in inglese ispirato a "K".

- Un'animazione spagnola dedicata a Buzzati.




- Il
trailer di un corto tratto da "La giacca stregata".

-
Spezzone suggestivo di un lavoro tratto ancora da "K".

-
Animazione ispirata a "Eppure battono alla porta".


LETTURE DI RACCONTI


- La
prima e la seconda parte della lettura di "La giacca stregata".

- Lettura di "Il giardino delle gobbe" con accompagnamento musicale e proiezione di immagini. "La
possibilità di sperimentare la finezza di stile di uno dei più grandi autori italiani del Novecento, nelle cui pagine coesistono allegorie inquietanti, spunti surreali, invenzioni fantastiche e dati di cronaca, che sembrano rimandare a possibili realtà metafisiche." [Fonte: Viaterrea]



- "Il mantello".





INTERVENTI IN TV DI BUZZATI


- Dino Buzzati descrive una sua tavola ispirata al racconto "La precipitata" e parla della sua pittura, della possibilità di realizzare poemetti illustrati attraverso i fumetti, narra episodi della sua vita di pittore, discute del suo lavoro di giornalista






MUSICHE ISPIRATE AL LAVORO DI BUZZATI

- Brano orchestrale ispirato al romanzo
Troppo Natale.

-
Brano orchestrale più soverapposizione di disegni ispirato a "Poema a fumetti".

-
Dramma musicale istantaneo.

-
Brano ispirato a "La goccia".

-
Una canzone di Federico Salvatore, quello diventato famoso con la canzone "'Azz" al Maurizio Costanzo Show.
'''La macchia', invece, è un tango surreale che ha radici nel terreno noir dei 'Sessanta racconti' di Dino Buzzati''. (FedericoSalvatore, 2oo9)

- Una composizione di
Sergei Dmitriev, interpretata da un noto quartetto di sassofoni che ho avuto il piacere di ascoltare dal vivo diversi anni fa a Bergamo.


Il
link di IMDb ai film e corti tratti da opere di Dinzo Buzzati.

Su YouTube è possibile vedere per intero il film
Un amore, da questo canale, dal quale cito:

Ha sottolineato Carlo Bo che «Un amore» è uno dei tentativi più spontanei e riusciti da parte di un autore italiano di delineare, sviscerare con coraggio, un sentimento non ricambiato, seppure consumato carnalmente. L'amore viene messo a nudo, nelle sue debolezze, ingenuità, nelle sue origini, nelle sue speranze, continuamente disattese con malizia e spregiudicatezza.


L'amore che Buzzati canta non è la passione travolgente fra due amanti ostacolati dalle circostanze, né l'amore platonico di un uomo represso ed eccessivamente timido. È un amore disperato, a senso unico, vigliacco ma onesto, disciolto in una metropoli degradata nello spirito. Un amore così intenso e inadeguato da spingere il protagonista, un borghese apparentemente irreprensibile, a mentire più volte a se stesso per non accettare la realtà, e continuare a sognare.

Nella cornice di una Milano grigia, caliginosa e triste, fra salotti di case d'appuntamento e strade impregnate degli odori dei «camini, sfiatatoi delle caldaie a nafta, ciminiere delle raffinerie Coloradi, camion ruggenti e fogne», si sviluppa la vicenda dell'architetto Antonio Dorigo, 49 anni, che nell'inverno del 1960 incontra una giovanissima squillo, sedicente ballerina del teatro alla Scala di Milano. Così la maîtresse di una casa d'appuntamenti, la signora Ermelina, introduce al protagonista la sua ultima rivelazione: «... che bambina, vedrà (abbassò ancora di più la voce)... Mi raccomando sa, è minorenne... una ballerina».

Dorigo è dipendente dal rapporto di prostituzione; le ventimila lire sborsate per una marchetta gli consentono di varcare un universo proibito, attraverso il quale accostarsi a quella «creatura straniera che è la donna [...] creatura di un altro mondo vagamente superiore e indecifrabile».

Dopo il primo incontro con l'avvenente ballerina — «c'era qualcosa di fresco, di popolaresco ma non volgare» — Dorigo inizierà a coltivare una passione lacerante, accompagnata da un sentimento d'amore sempre più grande, che lo condurrà a un lento e inesorabile precipitare nell'intimo, poiché i suoi sentimenti non troveranno mai una sincera corrispondenza da parte di lei. L'architetto, incapace di uscire dal ruolo del cliente innamorato, sopporterà mortificanti umiliazioni pur di continuare a godere della compagnia della ragazza: reciterà negli alberghi la parte d'un improbabile zio e pretenderà di credere in buona fede alla relazione d'amicizia con il cugino Marcello. Laide, viziata e capricciosa opportunista, continuerà a farsi mantenere da Antonio ed a ingannarlo, a proposito della propria vita e dei propri impegni, concedendosi a lui con sempre minore desiderio e trasporto.

Eugenio Montale ha descritto questo romanzo come di una «dissezione quasi anatomica di un sentimento amoroso che molti diranno patologico». Ma Un amore riflette le azioni dissennate e disperate nella quotidianità di tanti uomini e deve la propria genesi a un'esperienza del giornalista del «Corriere della Sera». Autobiografia e finzione sono qui abilmente mescolate per animare l'invenzione letteraria.



Qui invece il trailer di Il deserto dei tartari.



Ho omesso dalla videografia
letture e trailer di cortometraggi tratti da racconti sui quali la nostra attenzione non si è soffermata.

14 febbraio 2010

Quando i cartoni fanno sul serio

Oggi una piccola riflessione. Mi è capitato di riprendere in mano il DVD di Persepolis ieri sera e ho pensato di dedicare almeno un breve post ai film di animazione.



Di improvviso ho ripensato a Valzer con Bashir, un film tremendo, un po' difficile da masticare all'inizio ma così emozionante e sconvolgente mano a mano che si sviluppa.

Meriterebbe un discorso a parte le sorprendenti tecniche grafiche dei due film! Magari in uno dei prossimi post. Ora mi concentro sul loro senso.

I film animati spesso hanno saputo criticare profondamente e con acume l'operato dei loro stessi Paesi. Persepolis è un film iraniano che traccia in forma di commedia la storia dell'Iran.
Valzer con Bashir è un film israeliano che guarda con sgomento a un fatto ignominioso della storia di Israele: il massacro di Sabra e Shatila.



Pensate poi alla serie animata TV South Park. I creatori hanno collaborato anche al film
Bowling a Columbine di Michael Moore. Il documentario, per spiegare la psicologia di un Paese che sta dietro a tante efferatezze, apre a una sequenza animata che ripercorre la Storia degli Stati Uniti e sottolinea come la paura infondata, iscritta nel DNA della Nazione, sia la causa di tanta violenza da sempre.



Tutto il contarino di quella fasulla macchina di illusioni (e non di sogni) che è Hollywood, che tutti gli anni, in questo periodo, si autocelebra con le proclamazioni degli Oscar.

Pensate a
The Hurt Locker, il film favorito per il premio a miglior film quest'anno. La pellicola di Kathryn Bigelow è acclamata come un duro film sulla guerra, qualcosa che dovrebbe scrollare le coscienze. E invece è un film inutile. E' il racconto di un eroe pazzo, non della guerra, ma di un uomo, incosciente sì, ma di successo. Il punto di vista è sempre "americano" è sempre quello del colonizzatore.

06 febbraio 2010

Videoclip Cinestetica Marta sui tubi

Quando ero piccolo (si fa per dire), uno dei miei sogni assurdi su quello che avrei voluto fare da grande era tenere un corso universitario di Teoria e Tecnica del Videoclip. Ho da poco scoperto che esiste almeno un corso in una qualche scuola di cinema dedicato esclusivamente alla realizzazione di videoclip! La realtà supera la fantasia, sempre.

Tornando a noi. La maggior parte dei video musicali che si vedono in giro sono brutti o semplicemente trascurabili. Ce ne sono però diversi altri dalla espressività molto forte, dai tratti stilistici davvero ricercati e di grande effetto e presa. Questi davvero si distinguono e aprono squarci di novità, sfruttando a pieno la libertà di sperimentare che il videoclip offre.

I primi che mi vengono in mente sono il pur vecchissimo - relativamente alla storia del videoclip, che tradizionalmente si fa risalire al video per "Bohemian Rhapsody" dei Queen del 1975, benché molti video di performance canore, anche sceneggiate, esistessero da tempo - "Take on me" degli A-ha, che mescola animazione e riprese dal vivo, o il video per "Malo" di Bebe, girato con un efficace piano sequenza, durante il quale i movimenti di macchina si limitano a reframe che seguono bene i movimenti della cantante e zoom-in e out che sottolineano i diversi momenti della canzone.

Ma è un esempio di interessante video italiano, quello sul quale voglio concentrarmi oggi. Non giudico la canzone, ma il videoclip è un esempio di stop-motion animata semplice ma davvero riuscito. E' "Cinestetica" dei Marta sui tubi.