06 febbraio 2010

Videoclip Cinestetica Marta sui tubi

Quando ero piccolo (si fa per dire), uno dei miei sogni assurdi su quello che avrei voluto fare da grande era tenere un corso universitario di Teoria e Tecnica del Videoclip. Ho da poco scoperto che esiste almeno un corso in una qualche scuola di cinema dedicato esclusivamente alla realizzazione di videoclip! La realtà supera la fantasia, sempre.

Tornando a noi. La maggior parte dei video musicali che si vedono in giro sono brutti o semplicemente trascurabili. Ce ne sono però diversi altri dalla espressività molto forte, dai tratti stilistici davvero ricercati e di grande effetto e presa. Questi davvero si distinguono e aprono squarci di novità, sfruttando a pieno la libertà di sperimentare che il videoclip offre.

I primi che mi vengono in mente sono il pur vecchissimo - relativamente alla storia del videoclip, che tradizionalmente si fa risalire al video per "Bohemian Rhapsody" dei Queen del 1975, benché molti video di performance canore, anche sceneggiate, esistessero da tempo - "Take on me" degli A-ha, che mescola animazione e riprese dal vivo, o il video per "Malo" di Bebe, girato con un efficace piano sequenza, durante il quale i movimenti di macchina si limitano a reframe che seguono bene i movimenti della cantante e zoom-in e out che sottolineano i diversi momenti della canzone.

Ma è un esempio di interessante video italiano, quello sul quale voglio concentrarmi oggi. Non giudico la canzone, ma il videoclip è un esempio di stop-motion animata semplice ma davvero riuscito. E' "Cinestetica" dei Marta sui tubi.




05 febbraio 2010

Ligera Film: nuovi progetti

Ligera Film è una "consociazione" nata dall'incontro avvenuto tra amici che si occupano a con ruoli diversi della produzione video nel locale ispirato alla tipica malavita milanese nel Dicembre 2008.

Ieri sempre nel locale
Ligera, è avvenuta l'ennesima riunione del gruppo. Una riunione molto importante però per il futuro de gruppo.

Ecco quali sono i progetti in ballo.

Presto sarà on-line il cortometraggio "Linda" primo progetto collettivo della Ligera Film che da poco ha visto la luce.

Stiamo lavorando a un ambizioso progetto intorno alla figura di Dino Buzzati, grandissimo scrittore, giornalista, pittore, illustratore...
In previsione ci sono l'allestimento di una imponente mostra, la realizzazione di letture ad opera di famosi attori teatrali, la realizzazione di un breve documentario e un film ispirato ai suoi lavori.

Stenderò a breve un progetto per una serie web per un corso di cucina ispirato al mondo del cinema.

Siamo già vicini alla messa a punto di un altro progetto di serie per il web che parli di musica italiana in modo molto irriverente! Presto saprete di cosa si tratti.

In lista ci sono anche due video musicali per il lancio di una cantante!

Infine la collaborazione a un progetto di film su Milano, per il quale stiamo raccongliendo spunti, idee e sceneggiature.
Se avete suggerimenti o volete collaborare anche voi su quest'ultimo punto, fatevi avanti!

Questo il breve sunto della riunione di ieri.
A presto con l'anteprima del corto Linda, una favola tersa

04 febbraio 2010

The Wrestler in 5 secondi

Visto il successo di Incinta... o quasi in 5", che nel momento in cui scrivo ha quasi raggiunto 1000 visualizzazioni in soli 10 giorni, propongo un nuovo film in cinque secondi: The Wrestler, il film che ha segnato la resurrezione di Mickey Rourke.


03 febbraio 2010

Parlano di noi

Oggi, grazie al coregista di "Mano di Fata", ho scoperto un sito che parla di noi e del corto che abbiamo realizzato nel 2007 per Sky Cinema.

Eccolo.
E qui un altro.

02 febbraio 2010

Oscar 2010 - Nomination

Migliore attrice non protagonista:

Penelope Cruz, "Nine" ;
Vera Farmiga, "Tra le nuvole" ;
Maggie Gyllenhaal, "Crazy Heart" ;
Anna Kendrick, "Tra le nuvole";
Mo'Nique, "Precious"


Miglior attore non protagonista:

Matt Damon, “Invictus”;
Woody Harrelson, “The Messenger”;
Christopher Plummer, “The Last Station”;
Stanley Tucci, “The Lovely Bones”;
Christoph Waltz, “Bastardi senza gloria.”


Miglior attrice protagonista:

Sandra Bullock, “The Blind Side”;
Helen Mirren, “The Last Station”;
Carey Mulligan, “An Education”;
Gabourey Sidibe, “Precious”;
Meryl Streep, “Julie & Julia”


Miglior attore protagonista:

Jeff Bridges, "Crazy Heart" ;
George Clooney, "Tra le nuvole" ;
Clin Firth, "A Single Man" ;
Morgan Freeman, "Invictus" ;
Jeremy Renner, "The Hurt Locker"


Miglior regista:

James Cameron, "Avatar" ;
Kathryn Bigelow, "The Hurt Locker" ;
Quentin Tarantino, "Bastardi senza gloria" ;
Lee Daniels, "Precious" ;
Jason Reitman, "Tra le nuvole"


Miglior sceneggiatura originale:


The Hurt Locker
Bastardi senza gloria
The messenger
A Serious Man
Up


Miglior sceneggiatura non orgiginale:


Distric 9
An education
In the loop

Precious
Tra le nuvole


Mglior film straniero:

Ajami
El secreto d
e sus ojos
Il canto di Paloma
Il profeta
Il nastro bianco



Miglior fim di animazione:

Coraline
Il fantastico Mr Fox
La principesa e il ranocchio
Up


Dall'edizione di quest'anno passano da 5 a 10 i film candidati al miglior film:

Avatar
The Blind Side
Distric 9
Fisher
The Hurt Locker
Bastardi senza gloria
Precious
A Serious Man
Up
Tra le nuvole


Rimane fuori ancora una volta Clint Eastwood, sia dalla cinquina dei migliori registi sia dal miglior film con Invictus.


Meryl Streep è alla sua sedicesima candidatura!

01 febbraio 2010

Gone to the movies

Ecco una canzone che sembrerebbe scritta apposta per questo blog...



Now the rain comes down the windows and it
Drops onto the forehead of the waiting boy
He surveys his rental kingdom and he
Wonders if he's really lost his one joy

Another fool would go down to the
Only place she ever went to lose herself
She's gone to the movies now and she
Don't need your help

Now the rain turns into snowfall as the
City sky reflects the silver street below
And it covers up the cars and the
Wall-Flowers cd ended half an hour ago

Another fool would dig the broken car out from the snow
And drive to find the show
She's gone to the movies now and she's
Not coming home
She's gone to the movies now and she's
Not coming home

Now he looks around his place and anyways
There's nowhere she could sit besides the bed
And he wonders if the car will start tomorrow
Or he'll have to take the bus instead

Any other fool would be out on the roadway
Trying to spot her rusted Pontiac
She's gone to the movies now and she's
Not coming back
She's gone to the movies now and she's
Not coming back

31 gennaio 2010

Almodovar, dalla provocazione alla catechesi

Tenere un corso monografico su un regista, implica attribuire massima importanza a una singola figura per stabilire il senso dei film.

Ma un film è un lavoro di
ensemble. E' vero, spesso il regista è colui che prende la decisione finale su alcune scelte, ma non sempre lo fa con convinzione. Prendete Truffaut in Effetto notte o David Lynch che dice di non sapere esattamente cosa stia facendo sul set, o lo stesso ultimo lavoro di Almodovar Gli abbracci spezzati che suggerisce che i film si fanno alla cieca.

Il regista è un'
etichetta. Il senso del film - chi segue questo blog avrà già intuito cosa sta per leggere - è attribuito dallo spettatore. Usare l'etichetta "regista" è solo uno dei tanti modi per creare il senso dei film.

Se si sceglie di usare questa etichetta è scontato che si debba leggere la successione dei suoi lavori come una qualche parabola, cioè che serva trovare un
filo conduttore che leghi i differenti lavori dello stesso regista e, come corollario, si appoggi l'idea che i film vadano letti secondo il contesto storico in cui sono stati realizzati.

Quindi si dovrebbe essere degli storici prima di essere spettatori. E se gli spettatori non dovessero avere interessi storici, non dovrebbero nemmeno interessarsi ai film?

Non è questo però quello che avviene nella realtà. Per fortuna gli spettatori guardano film pur non curandosi degli aspetti storici, e
nell'atto stesso di guardare un film ne attribuiscono un senso, senza che nessuno possa stabilire che il senso così stabilito sia errato, proprio perché questa è la definizione di senso del film.

Nel leggere i film di
Pedro Almodovar come una parabola è allora possibile individuare i primi film come irriverenti, sovversivi del costume e della morale. Pensate soprattutto al primo Pepi, Lucy, Bom e le altre ragazze del mucchio.



Nei film successivi mano a mano la forza dirompente dei suoi personaggi e delle situazioni si affievolisce, fino a trattare i temi cari, sesso e
omosessualità in modo toccante e dialogante. "Gli omosessuali non sono più soggetti colorati da gay parade, ma persone con le quali si può parlare e che si possono conoscere e capire."

I film che dovevano scandalizzare si sarebbero fatti dialoganti, i film che scioccavano e sollevavano un problema ora insegnerebbero come risolverlo. Questo è stato definito uno "sviluppo naturale per un autore". Cioè, nei geni di un regista che faccia arte con i propri film è scritto che la sua carriera inizi come
provocatore e finisca come catechista.

Lunga pausa di silenzio.

Se sapessero in anticipo di diventare degli "
autori" in questi termini, probabilmente i registi cambierebbero mestiere.

Coma si fa poi a stabilire cosa sia naturale? Non esiste qualcosa nella vita artistica o intellettuale di una persona che sia "naturale".

E questa parabola che conduce al dialogo, questa conciliazione è può essere invece interpretabile come un "
ammosciamento".

Pedro Almodovar non rompe più schemi mentali, forse solo perché non ha trovato altro da rompere, i suoi film non sono più irriverenti forse semplicemente perché non ne ha più la forza. E le
autocitazioni dell'ultimo suo film non fanno pensare al dialogo, ma alla nostalgia di se stesso, alla nostalgia di un tempo in cui sapeva con cosa e con chi prendersela, mentre ora non avverte più nessuna urgenza sovversiva.