Tempo di western per Tarantino, visto che oltre al suo Django, ora ci si mette anche l’icona del genere Franco Nero, che vorrebbe il regista americano in un cammeo del suo prossimo film, L’angelo, il bruto e il saggio, un vero e proprio omaggio a Sergio Leone.
Tarantino ha ovviamente accettato e con lui approderanno sul set anche Robert Rodriguez e Eli Roth. Ancora sconosciuta la data d’uscita del film.
Dalla redazione di Sky Cinema.
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27 luglio 2011
10 giugno 2011
Allen e Tarantino fanno i nomi
Bop Decameron!
Il prossimo film di Woody Allen, come ormai tutti sanno, sarà girato a Roma, e si intitolerà Bop Decameron.
Come si può intuire dal titolo, si ispirerà alle novelle di Boccaccio, e sarà strutturato in quattro episodi.
Nel cast sono entrati ufficialmente attori italiani: Riccardo Scamarcio, Isabella Ferrari e Sergio Rubini. Sembra certa anche la presenza Roberto Benigni in un ruolo piuttosto importante,.
I nostri affiancheranno gli attori statunitensi Jesse Eisenberg, Ellen Page, Alec Baldwin, Penelope Cruz, Judy Davis e Maricel Álvarez. : Anche Woody Allen tornerà a recitare. Pare che le audizioni degli attori si siano svolte tutte online.
E' DiCaprio il cattivo per Tarantino.
Visto che come al solito il mondo intero non vede l’ora di assistere a un nuovo film del geniaccio Quentin Tarantino, sul suo prossimo film Django Unchained, spaghetti western ispirato al celebre personaggio Django, già circolano indiscrezioni e rumors.
E l’ultima riguarda Leonardo DiCaprio, secondo Variety in lista come villain del film.
Per lui Quentin aveva scritto il ruolo che poi ha regalato l’oscar a Christoph Waltz in Inglorious Basterds. Ciò che sappiamo con sicurezza è che proprio Christoph Waltz vestirà i panni di uno dei due protagonisti, il dentista tedesco Dr. King Schultz diventato cacciatore di taglie, mentre Samuel L. Jackson sarà Stephen, il capo degli schiavi della piantagione di proprietà proprio di Calvin Candie.
Nel ruolo di Django si parlava di Will Smith, ma anche in quest’ultimo caso non ci sono ancora notizie ufficiali.
Dalla redazione di Sky Cinema.
Il prossimo film di Woody Allen, come ormai tutti sanno, sarà girato a Roma, e si intitolerà Bop Decameron.
Come si può intuire dal titolo, si ispirerà alle novelle di Boccaccio, e sarà strutturato in quattro episodi.
Nel cast sono entrati ufficialmente attori italiani: Riccardo Scamarcio, Isabella Ferrari e Sergio Rubini. Sembra certa anche la presenza Roberto Benigni in un ruolo piuttosto importante,.
I nostri affiancheranno gli attori statunitensi Jesse Eisenberg, Ellen Page, Alec Baldwin, Penelope Cruz, Judy Davis e Maricel Álvarez. : Anche Woody Allen tornerà a recitare. Pare che le audizioni degli attori si siano svolte tutte online.
E' DiCaprio il cattivo per Tarantino.
Visto che come al solito il mondo intero non vede l’ora di assistere a un nuovo film del geniaccio Quentin Tarantino, sul suo prossimo film Django Unchained, spaghetti western ispirato al celebre personaggio Django, già circolano indiscrezioni e rumors.
E l’ultima riguarda Leonardo DiCaprio, secondo Variety in lista come villain del film.
Per lui Quentin aveva scritto il ruolo che poi ha regalato l’oscar a Christoph Waltz in Inglorious Basterds. Ciò che sappiamo con sicurezza è che proprio Christoph Waltz vestirà i panni di uno dei due protagonisti, il dentista tedesco Dr. King Schultz diventato cacciatore di taglie, mentre Samuel L. Jackson sarà Stephen, il capo degli schiavi della piantagione di proprietà proprio di Calvin Candie.
Nel ruolo di Django si parlava di Will Smith, ma anche in quest’ultimo caso non ci sono ancora notizie ufficiali.
Dalla redazione di Sky Cinema.
09 marzo 2011
Spaghetti western alla Tarantino
Non è certo un mistero l’amore per gli spaghetti western del genietto Quentin Tarantino.
E dopo aver omaggiato il genere in tutti i modi e tutte le forme in tutti i suoi film, e dopo aver partecipato con un piccolo ruolo nel grande Sukiyaki Western Django di Takashi Miike, film omaggio a Django realizzato dal prolifico maestro giapponese, adesso Quentin ha finalmente deciso di farsi il suo personale spaghetti western.
Già confermati nel film Franco Nero e Christopher Waltz, decisamente una strana coppia.
Le riprese inizieranno entro la fine del 2011 e verrà girato tutto tra Spagna e Italia, proprio come succedeva negli anni d’oro del genere.
Dalla redazione di Sky Cinema.
E dopo aver omaggiato il genere in tutti i modi e tutte le forme in tutti i suoi film, e dopo aver partecipato con un piccolo ruolo nel grande Sukiyaki Western Django di Takashi Miike, film omaggio a Django realizzato dal prolifico maestro giapponese, adesso Quentin ha finalmente deciso di farsi il suo personale spaghetti western.
Già confermati nel film Franco Nero e Christopher Waltz, decisamente una strana coppia.
Le riprese inizieranno entro la fine del 2011 e verrà girato tutto tra Spagna e Italia, proprio come succedeva negli anni d’oro del genere.
Dalla redazione di Sky Cinema.
03 gennaio 2011
I film del 2010 secondo Tarantino
Dopo la classifica di Roger Ebert, eccovi la clessifica dei migliori film del 2010 secondo Quentin Tarantino.
1. Toy Story 3,
2. The Social Network,
3. Animal Kingdom,
4. I Am Love,
5. Tangled,
6. True Grit,
7. The Town,
8. Greenberg,
9. Cyrus,
10. Enter The Void (“Hands down best credit scene of the year … Maybe best credit scene of the decade. One of the greatest in cinema history.” – QT),
11. Kick Ass.
Io sono l'amore di nuovo al quarto posto. A questi americani è proprio piaciuto...
1. Toy Story 3,
2. The Social Network,
3. Animal Kingdom,
4. I Am Love,
5. Tangled,
6. True Grit,
7. The Town,
8. Greenberg,
9. Cyrus,
10. Enter The Void (“Hands down best credit scene of the year … Maybe best credit scene of the decade. One of the greatest in cinema history.” – QT),
11. Kick Ass.
Io sono l'amore di nuovo al quarto posto. A questi americani è proprio piaciuto...
17 settembre 2010
Bondi vs il Cinema
Il Ministro (ahinoi!) per i Beni e le Attività Culturali Sandro Bondi ha dato aria alla bocca e ha sparato a zero contro la Mostra del Cinema di Venezia. Contro il direttore Marco Muller, contro la giuria. Riporto i suoi anatemi.
“Siccome i finanziamenti sono dello Stato, d’ora in poi intendo mettere becco anche nella scelta dei membri della giuria del Festival del cinema di Venezia”.
Bravo, era ora di un po' di sano nepotismo! In Italia non ce n'è mai abbastanza!
“I risultati del Festival costringono tutti ad aprire gli occhi e fare autocritica”.
Di quali risultati si parli non è chiaro. Che cosa è che un festival del cinema deve ottenere? La vittoria di un film italiano? Un maggior numero di visitori? La promozione delle attività di governo e non la loro contestazione? No, questo sarebbe proprio impossibile!
“Tarantino è espressione di una cultura elitaria, relativista e snobistica. E la sua visione influenza anche i suoi giudizi critici, pure quelli verso i film stranieri”.
Elitario e snob? Chi, Tarantino? Quello che ha sdoganato i peggio B-movies? Sono sorpreso, non ce lo facevo davvero!
Che poi la sua visione influenzi i suoi giudizi critici... Come potrà mai essere? Non si esprimono sempre giudizi che vanno contro le nostre idee?
“Muller è come un allenatore di calcio. Innamorato dei propri schemi fino al punto di non privilegiare i talenti e le novità che sono sotto gli occhi di tutti”.
Novità e talento. Be', se si parla di nepotismo, si starà sicuramente riferendo al figlio di Costanzo.
“Siccome i finanziamenti sono dello Stato, d’ora in poi intendo mettere becco anche nella scelta dei membri della giuria del Festival del cinema di Venezia”.
Bravo, era ora di un po' di sano nepotismo! In Italia non ce n'è mai abbastanza!
“I risultati del Festival costringono tutti ad aprire gli occhi e fare autocritica”.
Di quali risultati si parli non è chiaro. Che cosa è che un festival del cinema deve ottenere? La vittoria di un film italiano? Un maggior numero di visitori? La promozione delle attività di governo e non la loro contestazione? No, questo sarebbe proprio impossibile!
“Tarantino è espressione di una cultura elitaria, relativista e snobistica. E la sua visione influenza anche i suoi giudizi critici, pure quelli verso i film stranieri”.
Elitario e snob? Chi, Tarantino? Quello che ha sdoganato i peggio B-movies? Sono sorpreso, non ce lo facevo davvero!
Che poi la sua visione influenzi i suoi giudizi critici... Come potrà mai essere? Non si esprimono sempre giudizi che vanno contro le nostre idee?
“Muller è come un allenatore di calcio. Innamorato dei propri schemi fino al punto di non privilegiare i talenti e le novità che sono sotto gli occhi di tutti”.
Novità e talento. Be', se si parla di nepotismo, si starà sicuramente riferendo al figlio di Costanzo.
13 maggio 2010
Ultime notizie
Ricche le news dal mondo del cinema dalla redazione di Sky Cinema.
IRON MAN 3
Dopo il film sui Vendicatori nel 2012, dove apparirà Iron Man, il supereroe dall’armatura d’acciaio tornerà nel terzo episodio della serie, sempre diretto da Jon Favreau: che ha annunciato che sarà il Mandarino il prossimo avversario di Robert Downey Jr. Ancora non si sa chi lo intepreterà.
CANNES
Nonostante la crisi non mancheranno grandi star al festival di Cannes: la prima Montees des Marches è per Russell Crowe e Cate Blanchett, protagonisti del kolossal Robin Hood di Ridley Scott. Poi il 14 sul red carpet Michael Douglas e Susan Sarandon con gli emergenti Shia LaBeaouf e Carey Mulligan per l'atteso Wall Street: il denaro non dorme mai di Oliver Stone, fuori concorso. Per il film di Woody Allen You will meet a tall dark stranger, il 15, parterre di star con Naomi Watts, Anthony Hopkins, Antonio Banderas e la bellissima Freida Pinto lanciata da The Millionaire. La Watts farà il bis, accanto a Sean Penn, per Fair Game di Doug Liman, unico film americano in concorso, che passa il 20 maggio, lo stesso giorno della Nostra Vita di Daniele Luchetti con Elio Germano, Raoul Bova, Stefania Montorsi, Isabella Ragonese, Giorgio Colangeli.
MISSION: IMPOSSIBLE IV
Le indiscrezioni parlano chiaro. L’uscita del quarto episodio della saga Mission Impossibile è fissata a fine dicembre 2011. Oltre a Tom Cruise pare certa la presenza dietro la macchina da presa di Brad Bird. Il regista americano ha vinto il premio Oscar per la direzione di Ratatouille e gli Incredibili. Sarà per lui la prima esperienza con attori in carne ed ossa sul set. I suoi predecessori sono Brian De Palma, John Woo e J.J. Abrams. Riuscire a far meglio sarà difficile, quasi impossibile.
TARANTINO PRESIDENTE A VENEZIA
L’annuncio ufficiale è arrivato. La firma è di Paolo Baratta, presidente del CdA della Biennale di Venezia e Marco Muller, direttore della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica. Il prossimo presidente di giuria del Festival del cinema di Venezia ( che si terrà dall’ 1 all’ 11 settembre) sarà Quentin Tarantino.
Annata da incorniciare per l’eclettico regista che quest’anno non ha affatto sfigurato alle premiazioni Oscar grazie a Bastardi senza Gloria. Particolare il fatto che nessuno dei suoi film sia mai stato in concorso a Venezia. Solo due fugaci apparizioni per Tarantino che patrocinò nel 2007 la retrospettiva sui western all’italiana e nel 2004 quando fu padrino di un’altra retrospettiva: “Italian King of the B’s”.
BANDERAS E ALMODOVAR DI NUOVO INSIEME
Vent’anni dopo Pedro Almodovar e Antonio Banderas tornano a lavorare insieme. Si chiamerà La piel que habito la nuova fatica di Don Pedro. Liberamente ispirato ad un romanzo francese (Migale), il film sarà decisamente dark, un thriller che si avvicinerà addirittura all’horror. Sarà la sesta collaborazione con Banderas dopo Labirinto di passioni, Matador, La legge del desiderio, Donne sull’orlo di una crisi di nervi e Legami.
DAVID DI DONATELLO: I PREMIATI
A sorpresa, nonostante l’incetta di candidature per i favoriti Virzì, Ozpetek, Bellocchio e Tornatore la statuetta al miglior film è andata a L’uomo che verrà di Giorgio Diritti (che vince anche nella categoria sonoro in presa diretta e produzione). Il mattatore è stato Bellocchio con Vincere che porta a casa ben otto David (scenografie, fotografia, trucchi, montaggio, costumi, acconciature ed effetti visivi) oltre che la miglior regia. Miglior attore a Valerio Mastandrea e miglior attrice a Micaela Ramazzotti per le loro performance ne La prima cosa bella. Delusi Virzì che era in testa alle nomination e Tornatore che porta a casa la sola statuetta per le migliori musiche a cura di Morricone. Vincono il premio come Miglior film straniero Bastardi senza gloria di Tarantino e Il concerto di Radu Mihaileanu come miglior film dell’Unione Europea. Durante la serata netta la presa di posizione degli autori contro la mancanza di fondi e le difficoltà economiche in cui versa l’industria del cinema italiano.
LA SAGA DURA A MORIRE
Dopo che Silverster Stallone ha annunciato di non voler girare nessun altro sequel per Rambo e Rocky, pare che possa essere Die Hard una delle saghe più longeve di Hollywood.
Skip Wood è già stato contattato dalla Fox per stendere la sceneggiatura del quinto capitolo del film che vedrà sempre Bruce Willis come protagonista. Lo sceneggiatore è una garanzia avendo già scritto X-Men, Wolverine, A-Team. Dall’uscita del primo capitolo Trappola di cristallo nel 1988, le avventure dell’ispettore John McLane hanno fruttato la bellezza di 384 milioni di dollari.
ON THE ROAD
Messa in cassaforte la presenza nell’ultimo episodio della saga di Twilight la bella Kristen Stewart si prepara al salto di qualità. Pare ufficiale che l'ex vampira possa interpretare Marylou, storica donna di Dean, genio ribelle di On the Road, romanzo capolavoro e manifesto della Beat generation firmato da Jack Kerouac nel lontano 1957. Non è la prima volta che si pensa alla rielaborazione cinematografica di quest’opera. Prima Francis Ford Coppola poi Gus Van Sant, ma il progetto non ha mai preso il volo. A sedersi dietro la macchina dovrebbe essere il regista brasiliano Walter Salles (I diari della motocicletta), mentre Garrett Hedland e Sam Riley affiancheranno la Stewart sul set nei ruoli principali di Dean Moriarty e Sal Paradise.
A LEZIONE DA DE NIRO
Robert De Niro è ospite d'eccezione del prossimo Taormina Film Fest, in programma dal 12 al 18 giugno, dove terrà una Master Class e riceverà il prestigioso Taormina Arte Award.
IRON MAN 3
Dopo il film sui Vendicatori nel 2012, dove apparirà Iron Man, il supereroe dall’armatura d’acciaio tornerà nel terzo episodio della serie, sempre diretto da Jon Favreau: che ha annunciato che sarà il Mandarino il prossimo avversario di Robert Downey Jr. Ancora non si sa chi lo intepreterà.
CANNES
Nonostante la crisi non mancheranno grandi star al festival di Cannes: la prima Montees des Marches è per Russell Crowe e Cate Blanchett, protagonisti del kolossal Robin Hood di Ridley Scott. Poi il 14 sul red carpet Michael Douglas e Susan Sarandon con gli emergenti Shia LaBeaouf e Carey Mulligan per l'atteso Wall Street: il denaro non dorme mai di Oliver Stone, fuori concorso. Per il film di Woody Allen You will meet a tall dark stranger, il 15, parterre di star con Naomi Watts, Anthony Hopkins, Antonio Banderas e la bellissima Freida Pinto lanciata da The Millionaire. La Watts farà il bis, accanto a Sean Penn, per Fair Game di Doug Liman, unico film americano in concorso, che passa il 20 maggio, lo stesso giorno della Nostra Vita di Daniele Luchetti con Elio Germano, Raoul Bova, Stefania Montorsi, Isabella Ragonese, Giorgio Colangeli.
MISSION: IMPOSSIBLE IV
Le indiscrezioni parlano chiaro. L’uscita del quarto episodio della saga Mission Impossibile è fissata a fine dicembre 2011. Oltre a Tom Cruise pare certa la presenza dietro la macchina da presa di Brad Bird. Il regista americano ha vinto il premio Oscar per la direzione di Ratatouille e gli Incredibili. Sarà per lui la prima esperienza con attori in carne ed ossa sul set. I suoi predecessori sono Brian De Palma, John Woo e J.J. Abrams. Riuscire a far meglio sarà difficile, quasi impossibile.
TARANTINO PRESIDENTE A VENEZIA
L’annuncio ufficiale è arrivato. La firma è di Paolo Baratta, presidente del CdA della Biennale di Venezia e Marco Muller, direttore della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica. Il prossimo presidente di giuria del Festival del cinema di Venezia ( che si terrà dall’ 1 all’ 11 settembre) sarà Quentin Tarantino.
Annata da incorniciare per l’eclettico regista che quest’anno non ha affatto sfigurato alle premiazioni Oscar grazie a Bastardi senza Gloria. Particolare il fatto che nessuno dei suoi film sia mai stato in concorso a Venezia. Solo due fugaci apparizioni per Tarantino che patrocinò nel 2007 la retrospettiva sui western all’italiana e nel 2004 quando fu padrino di un’altra retrospettiva: “Italian King of the B’s”.
BANDERAS E ALMODOVAR DI NUOVO INSIEME
Vent’anni dopo Pedro Almodovar e Antonio Banderas tornano a lavorare insieme. Si chiamerà La piel que habito la nuova fatica di Don Pedro. Liberamente ispirato ad un romanzo francese (Migale), il film sarà decisamente dark, un thriller che si avvicinerà addirittura all’horror. Sarà la sesta collaborazione con Banderas dopo Labirinto di passioni, Matador, La legge del desiderio, Donne sull’orlo di una crisi di nervi e Legami.
DAVID DI DONATELLO: I PREMIATI
A sorpresa, nonostante l’incetta di candidature per i favoriti Virzì, Ozpetek, Bellocchio e Tornatore la statuetta al miglior film è andata a L’uomo che verrà di Giorgio Diritti (che vince anche nella categoria sonoro in presa diretta e produzione). Il mattatore è stato Bellocchio con Vincere che porta a casa ben otto David (scenografie, fotografia, trucchi, montaggio, costumi, acconciature ed effetti visivi) oltre che la miglior regia. Miglior attore a Valerio Mastandrea e miglior attrice a Micaela Ramazzotti per le loro performance ne La prima cosa bella. Delusi Virzì che era in testa alle nomination e Tornatore che porta a casa la sola statuetta per le migliori musiche a cura di Morricone. Vincono il premio come Miglior film straniero Bastardi senza gloria di Tarantino e Il concerto di Radu Mihaileanu come miglior film dell’Unione Europea. Durante la serata netta la presa di posizione degli autori contro la mancanza di fondi e le difficoltà economiche in cui versa l’industria del cinema italiano.
LA SAGA DURA A MORIRE
Dopo che Silverster Stallone ha annunciato di non voler girare nessun altro sequel per Rambo e Rocky, pare che possa essere Die Hard una delle saghe più longeve di Hollywood.
Skip Wood è già stato contattato dalla Fox per stendere la sceneggiatura del quinto capitolo del film che vedrà sempre Bruce Willis come protagonista. Lo sceneggiatore è una garanzia avendo già scritto X-Men, Wolverine, A-Team. Dall’uscita del primo capitolo Trappola di cristallo nel 1988, le avventure dell’ispettore John McLane hanno fruttato la bellezza di 384 milioni di dollari.
ON THE ROAD
Messa in cassaforte la presenza nell’ultimo episodio della saga di Twilight la bella Kristen Stewart si prepara al salto di qualità. Pare ufficiale che l'ex vampira possa interpretare Marylou, storica donna di Dean, genio ribelle di On the Road, romanzo capolavoro e manifesto della Beat generation firmato da Jack Kerouac nel lontano 1957. Non è la prima volta che si pensa alla rielaborazione cinematografica di quest’opera. Prima Francis Ford Coppola poi Gus Van Sant, ma il progetto non ha mai preso il volo. A sedersi dietro la macchina dovrebbe essere il regista brasiliano Walter Salles (I diari della motocicletta), mentre Garrett Hedland e Sam Riley affiancheranno la Stewart sul set nei ruoli principali di Dean Moriarty e Sal Paradise.
A LEZIONE DA DE NIRO
Robert De Niro è ospite d'eccezione del prossimo Taormina Film Fest, in programma dal 12 al 18 giugno, dove terrà una Master Class e riceverà il prestigioso Taormina Arte Award.
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06 aprile 2010
Strade perdute e Mulholland Drive
Vi offro oggi un piccolo ragionamento teso ad evidenziare le similarità tra due film di David Lynch, che nel titolo stesso portano fanno riferimento a strade: nei titoli originali Lost Highways (1997) e il successivo Mulholland Dr. (1999), uno degli argomenti del libro di prossima pubblicazione contenente un mio lungo saggio.
Il parallelismo tra Strade perdute e Mulholland Drive è evidente, a cominciare dalla presentazione di almeno due mondi distinti all'interno di entrambi i film e dallo stravolgimento della vicenda raccontata che si verifica a un certo punto dell'intreccio narrativo, che costringe a rivedere tutte le assunzioni e le ipotesi formulate.
In Mulholland Drive è forse più scioccante, poiché lo scarto avviene dopo oltre due terzi di film, nei quali, nonostante alcuni punti oscuri e un alone di mistero, è possibile costruire la fabula in modo soddisfacente. Al termine del film si è invece perfino in difficoltà nel dire cosa sia stato raccontato. Come in Strade perdute la vicenda si avvita su se stessa e non si è sicuri che i personaggi siano effettivamente gli stessi. La seconda parte è per molti aspetti il rovesciamento della prima, la visione "attraverso lo specchio" dell'universo presentato in precedenza. Sembra che la fabula torni continuamente sugli stessi luoghi attuando però delle variazioni.
Mulholland Drive sembra la rivisitazione in chiave femminile del nastro di Möbius di Strade perdute. Nella seconda parte, i personaggi hanno nomi diversi, ma comunque nomi che nella prima parte appartenevano ad altri personaggi, come e forse più che nel caso del personaggio di Patricia Arquette di Strade perdute, lo spettatore tende a considerare l'attrice come segno di continuità tra le diverse vicende, tra i diversi livelli di realtà presentati.
Sono entrambi film sull'identità. Ipnotici, avvincenti e densi di mistero, che lasciano la sensazione che nemmeno dopo una visione più attenta esso possa essere ricondotto a una forma coerente. Rispolverando temi a lui cari, come quello della memoria e della crisi di identità, della violenza e della seduzione, al punto da indulgere in una sorta di autoparodia, Lynch sospende tutto nella consueta atmosfera minacciosa e tetra, tuttavia non senza velature ironiche. Mulholland Drive spartisce con i suoi film precedenti anche i richiami al genere noir. Le due donne infatti cercano di scoprire chi sia Rita. La ricerca delle due detective improvvisate non produce risultati di rilievo, ma la situazione si fa sempre più intricata e cupa. L'ansia di conoscenza dello spettatore è frustrata mentre si accumulano un numero straordinario di piste e di simboli enigmatici. Invece di avvicinarsi progressivamente alla rivelazione, la trama noir si fa sempre più complessa fino letteralmente ad esplodere in una situazione tanto diversa da sembrare un altro film. La struttura narrativa nella seconda parte del film sembra sfaldarsi completamente, mentre il personaggio di Rita assume i connotati della femme fatale e la scatola blu si rivela poco più che un McGuffin e il simbolo che universi paralleli si possano incrociare.
In Lynch, come nei lavori di Quentin Tarantino e Christopher Nolan, i temi e le tecniche del cinema noir sono decostruite profondamente; e hanno semmai l'effetto di calare lo spettatore in un'atmosfera di intrigo e sospetto che in qualche modo sottolinea e tematizza la crisi dell'attività cognitiva. E c'è in entrambi i fillm un rimando all'attività cognitiva dello spettatore. Fred Madison è spettatore dei nastri che gli vengono recapitati a casa in Strade perdute e Rita e Betty assistono a un singolare spettacolo teatrale nella più significativa scena di Mulholland Drive.
Il parallelismo tra Strade perdute e Mulholland Drive è evidente, a cominciare dalla presentazione di almeno due mondi distinti all'interno di entrambi i film e dallo stravolgimento della vicenda raccontata che si verifica a un certo punto dell'intreccio narrativo, che costringe a rivedere tutte le assunzioni e le ipotesi formulate.
In Mulholland Drive è forse più scioccante, poiché lo scarto avviene dopo oltre due terzi di film, nei quali, nonostante alcuni punti oscuri e un alone di mistero, è possibile costruire la fabula in modo soddisfacente. Al termine del film si è invece perfino in difficoltà nel dire cosa sia stato raccontato. Come in Strade perdute la vicenda si avvita su se stessa e non si è sicuri che i personaggi siano effettivamente gli stessi. La seconda parte è per molti aspetti il rovesciamento della prima, la visione "attraverso lo specchio" dell'universo presentato in precedenza. Sembra che la fabula torni continuamente sugli stessi luoghi attuando però delle variazioni.
Mulholland Drive sembra la rivisitazione in chiave femminile del nastro di Möbius di Strade perdute. Nella seconda parte, i personaggi hanno nomi diversi, ma comunque nomi che nella prima parte appartenevano ad altri personaggi, come e forse più che nel caso del personaggio di Patricia Arquette di Strade perdute, lo spettatore tende a considerare l'attrice come segno di continuità tra le diverse vicende, tra i diversi livelli di realtà presentati.
Sono entrambi film sull'identità. Ipnotici, avvincenti e densi di mistero, che lasciano la sensazione che nemmeno dopo una visione più attenta esso possa essere ricondotto a una forma coerente. Rispolverando temi a lui cari, come quello della memoria e della crisi di identità, della violenza e della seduzione, al punto da indulgere in una sorta di autoparodia, Lynch sospende tutto nella consueta atmosfera minacciosa e tetra, tuttavia non senza velature ironiche. Mulholland Drive spartisce con i suoi film precedenti anche i richiami al genere noir. Le due donne infatti cercano di scoprire chi sia Rita. La ricerca delle due detective improvvisate non produce risultati di rilievo, ma la situazione si fa sempre più intricata e cupa. L'ansia di conoscenza dello spettatore è frustrata mentre si accumulano un numero straordinario di piste e di simboli enigmatici. Invece di avvicinarsi progressivamente alla rivelazione, la trama noir si fa sempre più complessa fino letteralmente ad esplodere in una situazione tanto diversa da sembrare un altro film. La struttura narrativa nella seconda parte del film sembra sfaldarsi completamente, mentre il personaggio di Rita assume i connotati della femme fatale e la scatola blu si rivela poco più che un McGuffin e il simbolo che universi paralleli si possano incrociare.
In Lynch, come nei lavori di Quentin Tarantino e Christopher Nolan, i temi e le tecniche del cinema noir sono decostruite profondamente; e hanno semmai l'effetto di calare lo spettatore in un'atmosfera di intrigo e sospetto che in qualche modo sottolinea e tematizza la crisi dell'attività cognitiva. E c'è in entrambi i fillm un rimando all'attività cognitiva dello spettatore. Fred Madison è spettatore dei nastri che gli vengono recapitati a casa in Strade perdute e Rita e Betty assistono a un singolare spettacolo teatrale nella più significativa scena di Mulholland Drive.
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