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21 giugno 2011

Comprendere un film

Per quanto riguarda la comprensione di un fillm, sono davvero convinto che ognuno debba metterci quello che sa. Non di cinema (certo, anche di cinema), ma della vita e di tutto il resto. Penso poi che l'opinione di tutti abbia la stessa importanza.
Vale comunque la pena provare a dare significato a un film anche se lo si trova ostico. Personalmente meno li capisco e più mi intrigano, anche se spesso per quelli più sperimentali, se sono anche lunghi (alla Inland Empire, per capirci), rischio l'assopimento.
Dopo spetta a ogni spettatore fino a che punto condurre la sfida... sempre sapendo che è comunque lui, lo spettatore, a vincere.

23 marzo 2011

Duran Duran vs David Lynch

Segnatevi sull’agenda che il 24 marzo alle 6 del mattino dovrete mettervi tutti davanti al pc. Verrà trasmesso in web cast livestream un concerto/performance dei Duran Duran diretto e ideato dal maestro David Lynch.

Questa la dichiarazione del regista:

"Sono molto eccitato di quest'opportunità, che mi permetterà di sperimentare assieme alla band. La mia idea è quella di realizzare livelli di immagini che permeeranno la performance dei Duran Duran sul palco. Un mondo di sperimentazione, e speriamo che ci sia anche qualche incidente fortuito".

E questa quella di Simon Le Bon, leader del gruppo:

"Siamo molto felici che David Lynch abbia accettato di dirigere lo spettacolo per noi. E' un sogno diventato realtà, francamente. Siamo tutti grandi fan dei suoi lavori, e pensiamo che abbia una visionarietà creativa come nessun altro. Abbiamo parlato con lui di quello che sta progettando per lo show, e pensiamo che questa performance trasmessa dal vivo in rete sarà qualcosa di davvero mai visto prima."

L’evento verrà girato al Mayan Theater di Los Angeles, mercoledì 23 marzo alle 22 (da noi appunto 8 ore dopo) e trasmesso sul canale www.YouTube.com/DuranDuranVEVO

Dalla redazione di Sky Cinerma

31 luglio 2010

Chiedo i soldi a David Lynch

Sarò antico, ma l'idea del crowdsourcing io fatico a sostenerla. Aziende chiedono di realizzare per loro uno spot, un marchio, un qualcosa che poi loro useranno per la loro campagnia promozionale.

Il vantaggio per l'azienda è enorme: si fa pubblicità tre volte, prima promulgando il bando, poi usufruendo lasciano circolare su siti appositi i prodotti realizzati e infine, scegliendo il prodotto che giudica migliore e sfruttandolo per la campagna pubblicitaria vera e propria. e tutto questo è ottenuto con un costo molto più basso di quello che ci sarebbe voluto costruendo una campagnia da zero.

Di tutti i partecipanti all'iniziativa, di tutti coloro che hanno speso tempo, denaro e idee per realizzare lo spot, il marchio, eccetera, solo alcuni riceveranno qualche centinaio di euro per il loro lavoro. E tutti gli altri?


Anche registi famosi come qualche anno fa Terry Gilliam e ora - è notizia di questi giorni - David Lynch chiedono una mano alla gente comune. Vogliono essere aiutati economicamente a realizzare un film.

Senti, David, facciamo una cosa. Visto che sei uno dei miei registi preferiti, secondo solo a Michelangelo Antonioni, i miei 50 dollari te li do, però poi tu mi dai 10 mila euro per fare un corto come si deve, senza che i soldi ce li debba mettere sempre io (che avendone pochi i corti poi non hanno il look che vorrei che avessero). Che te ne pare, David?

22 aprile 2010

Ultimissime

Le ultime notizie dalla redazione di Sky Cinema.

“JACKIE” WEISZ

Il tuo browser potrebbe non supportare la visualizzazione di  questa immagine.Il premio Oscar Rachel Weisz vestirà i panni di Jackie Kennedy in “Jackie”, film che ricostruisce i convulsi giorni successivi all’assassinio del presidente Kennedy. Produttore e regista sarà il compagno dell’attrice, Darren Aronofsky. In un primo tempo sembrava che il progetto dovesse diventare un film per la tv prodotto da Steven Spielberg. La Weisz, dopo aver partecipato ad Amabili Resti e al drammatico Whisteblower pare possa far parte del western Unbound Captives scritto e diretto da Madeleine Stowe. Non è nemmeno da escludere la sua presenza nel nuovo James Bond.


MULHOLLAND DRIVE 2, SOGNO O REALTA’?

Il tuo browser potrebbe non supportare la visualizzazione di  questa immagine.Correva l’anno 2001. Il genio visionario di David Lynch partoriva Mulholland Drive con cui vinse il premio come miglior regia al festival di Cannes. La sceneggiatura nacque dal plot di una serie tv mai realizzata e il titolo del film prende il nome dalla tortuosa strada di Los Angeles che si arrampica tra le colline di Hollywood. Una delle due protagoniste, Laura Herring (l’altra era Naomi Watts) ha dichiarato alla NBC che il progetto di un sequel vedrà luce a breve. Non aggiungendo altro alla dichiarazione non resta che attendere la conferma dello stesso Lynch. Quest’anno intanto decorre il ventesimo anniversario de “I segreti di Twin Peaks”.


LA TERRAFERMA DI CRIALESE

Emanuele Crialese torna sul set per Terraferma, vicenda che ruoterà sul tema immigrazione e gli sbarchi dei clandestini in Sicilia. Il film, una produzione italo francese, con Cattleya e Rai Cinema, si girerà tra fine maggio e giugno in Sicilia. Crialese sta scegliendo (quasi) tutti volti di non professionisti e tutti siciliani. Terraferma, dice l’Ansa, segue la storia simbolo di una migrante, una donna dell'Africa sub-sahariana che cerca di raggiungere l'Italia con il figlio di nove anni tra mille peripezie in mare aperto fino allo sbarco in un piccolo approdo siciliano. Daniela Finocchiaro è tra i pochi professionisti. Crialese sta cercando una vera madre africana dei barconi libici, attraverso la collaborazione di associazioni di volontariato che si occupano dei diritti degli immigrati.


IL FAR EAST FESTIVAL A UDINE DAL 23 APRILE AL 1 MAGGIO

Il tuo browser potrebbe non supportare la visualizzazione di  questa immagine.Sono ben 72 i film in rassegna al “Far East Festival” che si svolgerà dal 23 aprile al 1° Maggio ad Udine. La più grande rassegna europea dedicata al cinema dell’Estremo Oriente organizzata dal Centro espressioni cinematografiche è giunta alla 12°ma edizione, In nove giorni di proiezioni saranno 9 i film provenienti da Cina e Corea del Sud, 10 da Hong Kong, 2 dalle Filippine, 9 dal Giappone, 3 Indonesiane, 2 da Taiwan e 5 da Thailandia .


SOLDI FACILI PER ZAC EFRON

Il tuo browser potrebbe non supportare la visualizzazione di  questa immagine.L’idolo delle teenager di High School Musical non avrà più il viso segnato da i brufoli, nè l’aria da bravo ragazzo. Nel prossimo film il bimbo inizierà a non piacere neppure alle mamme delle bimbe (ora più che adolescenti) che l’hanno incoronato star di Hollywood. Zac Efron sarà il protagonista di Snabba Cash (Soldi Facili). Nel film, prodotto dalla Warner, interpreterà un mago della finanza associato ai narcotrafficanti in questo remake di un thriller svedese.

ATTIVISTA IN MANETTE

Il tuo browser potrebbe non supportare la visualizzazione di  questa immagine.Danny Glover, protagonista di Arma letale, è stato arrestato venerdì pomeriggio durante una manifestazione di attivisti che protestavano contro le pratiche antisindacali dell’azienda francese Sodexho. Glover è finito in caserma, nel Maryland, e rischia nelle peggiori delle ipotesi 90 giorni di carcere o 1000 dollari di multa. L’attore statunitense è famoso per la sua sensibilità sociale. Da sempre impegnato nella lotta al razzismo solo qualche settimana fa ha partecipato ad un’altra azione di protesta di fronte ad una sede della Hugo Boss contro i licenziamenti dell’azienda statunitense.


FACES LOOK UGLY WHEN YOU’RE ALONE

C’è la conferma. Dopo l’affascinante The Doors di Oliver Stone e il documentario di Tom Di Cillo When you are strange ad ottobre partiranno le riprese di The Last Beat, film sugli ultimi giorni di vita di Jim Morrison. Scritto e diretto da Robert Saitzyk il film vedrà Shawn Andrews nei panni del leggendario rocker e Valerie Eason interpreterà Pamela Courson, amante storica del cantante dei Doors. Nel 1971 Morrison frequentava anche una contessa francese (l’interprete non è ancora definita) ed era tormentato, quasi alla paranoia, dall’idea che qualcuno potesse ucciderlo. La morte per overdose è avvenuta in maniera strana e inquietante. Il regista vuole far luce sull’alone di mistero che circonda tutt’oggi la morte del Re Lucertola.

06 aprile 2010

Strade perdute e Mulholland Drive

Vi offro oggi un piccolo ragionamento teso ad evidenziare le similarità tra due film di David Lynch, che nel titolo stesso portano fanno riferimento a strade: nei titoli originali Lost Highways (1997) e il successivo Mulholland Dr. (1999), uno degli argomenti del libro di prossima pubblicazione contenente un mio lungo saggio.

Il parallelismo tra Strade perdute e Mulholland Drive è evidente, a cominciare dalla presentazione di almeno due mondi distinti all'interno di entrambi i film e dallo stravolgimento della vicenda raccontata che si verifica a un certo punto dell'intreccio narrativo, che costringe a rivedere tutte le assunzioni e le ipotesi formulate.

In
Mulholland Drive è forse più scioccante, poiché lo scarto avviene dopo oltre due terzi di film, nei quali, nonostante alcuni punti oscuri e un alone di mistero, è possibile costruire la fabula in modo soddisfacente. Al termine del film si è invece perfino in difficoltà nel dire cosa sia stato raccontato. Come in Strade perdute la vicenda si avvita su se stessa e non si è sicuri che i personaggi siano effettivamente gli stessi. La seconda parte è per molti aspetti il rovesciamento della prima, la visione "attraverso lo specchio" dell'universo presentato in precedenza. Sembra che la fabula torni continuamente sugli stessi luoghi attuando però delle variazioni.

Mulholland Drive sembra la rivisitazione in chiave femminile del nastro di Möbius di Strade perdute.
Nella seconda parte, i personaggi hanno nomi diversi, ma comunque nomi che nella prima parte appartenevano ad altri personaggi, come e forse più che nel caso del personaggio di Patricia Arquette di Strade perdute, lo spettatore tende a considerare l'attrice come segno di continuità tra le diverse vicende, tra i diversi livelli di realtà presentati.

Sono entrambi film sull'identità. Ipnotici, avvincenti e densi di mistero, che lasciano la sensazione che nemmeno dopo una visione più attenta esso possa essere ricondotto a una forma coerente. Rispolverando temi a lui cari, come quello della memoria e della crisi di identità, della violenza e della seduzione, al punto da indulgere in una sorta di autoparodia, Lynch sospende tutto nella consueta atmosfera minacciosa e tetra, tuttavia non senza velature ironiche. Mulholland Drive spartisce con i suoi film precedenti anche i richiami al genere noir. Le due donne infatti cercano di scoprire chi sia Rita. La ricerca delle due detective improvvisate non produce risultati di rilievo, ma la situazione si fa sempre più intricata e cupa. L'ansia di conoscenza dello spettatore è frustrata mentre si accumulano un numero straordinario di piste e di simboli enigmatici. Invece di avvicinarsi progressivamente alla rivelazione, la trama noir si fa sempre più complessa fino letteralmente ad esplodere in una situazione tanto diversa da sembrare un altro film. La struttura narrativa nella seconda parte del film sembra sfaldarsi completamente, mentre il personaggio di Rita assume i connotati della femme fatale e la scatola blu si rivela poco più che un McGuffin e il simbolo che universi paralleli si possano incrociare.

In Lynch, come nei lavori di Quentin Tarantino e Christopher Nolan, i temi e le tecniche del cinema noir sono decostruite profondamente; e hanno semmai l'effetto di calare lo spettatore in un'atmosfera di intrigo e sospetto che in qualche modo sottolinea e tematizza la crisi dell'attività cognitiva. E c'è in entrambi i fillm un rimando all'attività cognitiva dello spettatore. Fred Madison è spettatore dei nastri che gli vengono recapitati a casa in Strade perdute e Rita e Betty assistono a un singolare spettacolo teatrale nella più significativa scena di Mulholland Drive.

31 gennaio 2010

Almodovar, dalla provocazione alla catechesi

Tenere un corso monografico su un regista, implica attribuire massima importanza a una singola figura per stabilire il senso dei film.

Ma un film è un lavoro di
ensemble. E' vero, spesso il regista è colui che prende la decisione finale su alcune scelte, ma non sempre lo fa con convinzione. Prendete Truffaut in Effetto notte o David Lynch che dice di non sapere esattamente cosa stia facendo sul set, o lo stesso ultimo lavoro di Almodovar Gli abbracci spezzati che suggerisce che i film si fanno alla cieca.

Il regista è un'
etichetta. Il senso del film - chi segue questo blog avrà già intuito cosa sta per leggere - è attribuito dallo spettatore. Usare l'etichetta "regista" è solo uno dei tanti modi per creare il senso dei film.

Se si sceglie di usare questa etichetta è scontato che si debba leggere la successione dei suoi lavori come una qualche parabola, cioè che serva trovare un
filo conduttore che leghi i differenti lavori dello stesso regista e, come corollario, si appoggi l'idea che i film vadano letti secondo il contesto storico in cui sono stati realizzati.

Quindi si dovrebbe essere degli storici prima di essere spettatori. E se gli spettatori non dovessero avere interessi storici, non dovrebbero nemmeno interessarsi ai film?

Non è questo però quello che avviene nella realtà. Per fortuna gli spettatori guardano film pur non curandosi degli aspetti storici, e
nell'atto stesso di guardare un film ne attribuiscono un senso, senza che nessuno possa stabilire che il senso così stabilito sia errato, proprio perché questa è la definizione di senso del film.

Nel leggere i film di
Pedro Almodovar come una parabola è allora possibile individuare i primi film come irriverenti, sovversivi del costume e della morale. Pensate soprattutto al primo Pepi, Lucy, Bom e le altre ragazze del mucchio.



Nei film successivi mano a mano la forza dirompente dei suoi personaggi e delle situazioni si affievolisce, fino a trattare i temi cari, sesso e
omosessualità in modo toccante e dialogante. "Gli omosessuali non sono più soggetti colorati da gay parade, ma persone con le quali si può parlare e che si possono conoscere e capire."

I film che dovevano scandalizzare si sarebbero fatti dialoganti, i film che scioccavano e sollevavano un problema ora insegnerebbero come risolverlo. Questo è stato definito uno "sviluppo naturale per un autore". Cioè, nei geni di un regista che faccia arte con i propri film è scritto che la sua carriera inizi come
provocatore e finisca come catechista.

Lunga pausa di silenzio.

Se sapessero in anticipo di diventare degli "
autori" in questi termini, probabilmente i registi cambierebbero mestiere.

Coma si fa poi a stabilire cosa sia naturale? Non esiste qualcosa nella vita artistica o intellettuale di una persona che sia "naturale".

E questa parabola che conduce al dialogo, questa conciliazione è può essere invece interpretabile come un "
ammosciamento".

Pedro Almodovar non rompe più schemi mentali, forse solo perché non ha trovato altro da rompere, i suoi film non sono più irriverenti forse semplicemente perché non ne ha più la forza. E le
autocitazioni dell'ultimo suo film non fanno pensare al dialogo, ma alla nostalgia di se stesso, alla nostalgia di un tempo in cui sapeva con cosa e con chi prendersela, mentre ora non avverte più nessuna urgenza sovversiva.

11 gennaio 2010

Video di successo per il web

La prima giornata di corso di web video è andata benone. I ragazzi si sono dimostrati inrteressati e anche simpatici.

Oltre che di Internet, del World Wide Web, di come girare grandi video di successo per il web, tra i consigli per come riprendere grandi eventi e interviste e come realizzare video tutorial, videoblog e news, c'è stata la possibilità di elevare il discorso e scambiare brevi battute sul Festival di Venezia e sulla filmografia di David Lynch.

Bene, bene, possibili lettori del volume in vista di pubblicazione che conterrà
anche un saggio su David Lynch!

Ma per darvi un piccolo assaggio del corso, posto uno dei molti video che ho portato per esemplificare quello che oggi raccontavo ai miei studenti.

Si tratta di un video molto celebre su Youtube che ha raggiunto l'esorbitante cifra di circa 50 milioni di visualizzazioni, al momento in cui scrivo. Un video girato fortuitamente, ma che comprende tutti gli ingredienti della grande storia thriller. Hitchcock non avrebbe saputo fare di meglio.



Quando si dice avere culo! E parlo dell'autore del video, che lo aveva proposto al National Geographic Channel che l'ha rifiutato perché non soddisfaceva i propri standard di qualità. Dopo il successo sul web, sono dovuti tornare sui loro passi. Ma è stato troppo tardi.