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11 agosto 2011

Extra - Adèle e l'enigma del faraone (Luc Besson)

Strani scienziati, pterodattili e magia egizia nell'ultimo film di Luc Besson. Questo è l'Extra che ho realizzato per Sky Cinema.


Cosa fanno delle mummie egizie a passeggio nella Parigi del 1911?

Sono i fantastici personaggi del film di Luc Besson Adèle e l'enigma del faraone, riportati in vita da un grande scienziato, su richiesta della stessa Adèle.

Adèle Blanc-Sec è una sorprendente ragazza convinta che nei segreti della grande medicina dell'antico Egitto stia la chiave della guarigione dell'amata soprella rimasta ferita in un grave incidente.

Nel frattempo uno pterodattilo risvegliato dallo stesso professore mette a soqquadro la città mentre improbabili personaggi gli danno la caccia.


Avventura e magia sono gli speciali ingredienti di un divertente film per famiglie, tratto da un famoso fumetto francese incentrato sulle meravigliose avventure di Adèle, una bella scrittrice e archeologa, dall'umorismo fulminante.

LOUISE BOURGOIN
E' una donna molto moderna per i suoi tempi. E' misantropa, determinata, testarda e qualche volta antipatica.
Il personaggio cinematografico, un mix tra Indiana Jones e Mary Poppins, è rimasto fedele all'originale ed è calato in un mondo spettacolare e stupefacente, che è costato un grosso lavoro di ricerca e di costruzione di scenografie.


Grande ispiratore del progetto il regista francese Luc Besson, che deve fama internazionale a film come Il quinto elemento, Leon e NIkita. Passato dall'azione all'avventura non ha perso la sua ironia e il tocco personale.

Lo abbiamo incontrato e gli abbiamo rivolto cinque domande.

Cosa ti ha portato alla scelta di Louise Bourgoin per il ruolo di Adèle?
LOUISE è APERTA A TUTTO. è CAPACE DI PASSARE IN UN ATTIMO DA UN ESTREMO ALL'ALTRO E IMPREVEDIBILE COME IL PERSONAGGIO, MA MENO FOLLE DI ADèLE . è VERAMENTE AFFIDABILE, MENTRE ADèLE è PIù COMPLICATA.

Come avete ricreato la Parigi del 1911?
GUARDANDO LE FOTO DELLA PARIGI DI UN SECOLO FA ABBIAMO NOTATO CHE LE PERSONE AVEVANO UN ASPETTO TOTALMENTE DIVERSO. NON SO DIRE SE SIA A CAUSA DEL CIBO O DEI CORSETTI PER LE DONNE O DEI CAPPELLI, MA AVEVANO GRANDI NASI E GRANDI ORECCHIE E FACCE IMPRESSIONANTI. PERCIò ABBIAMO REALIZZATO PER TUTTI GLI ATTORI DELLE ORECCHIE O DEI NASI FINTI... ABBIAMO FATTO LORO DI TUTTO PER RICREARE IL LOOK DELL'EPOCA.

E gli attori come hanno reagito a queste scelte?
GLI ATTORI HANNO DATO TUTTO PER IL FILM. CREDO CHE CIò SIA DOVUTO AL FATTO DI ESSERE NEL 1911, CON I COSTUMI D'EPOCA E TUTTO IL RESTO, CHE SONO MANNA PER GLI ATTORI, PERCHé POSSONO INDOSSARE IL PERSONAGGIO.

Qual è stato il momento più emozionante sul set?
UNA COSA CHE MI HA MOLTO TOCCATO è STATO VEDERE JACQUES TARDI, L'AUTORE DEL FUMETTO, ENTRARE NELL'APPARTAMENTO CHE HA DISEGNATO E VEDERE LUOISE GIà NEI PANNI DI ADèLE CON IL SUO COSTUME VERDE E IL CAPPELLO CON LE PIUME. E SOPRATTUTTO VEDERE LOUISE CHE PRENDE IL LIBRO DI ADèLE E FARE UN AUTOGRAFO, COME SE ADèLE AVESSE FATTO L'AUTOGRAFO AL SUO CREATORE.

Tua moglie figura come produttore. Che esperienza è stata?
E' STATA UN'ESPERIENZA UNICA. NON AVEVO MAI AVUTO UN PRODUTTORE AL MIO FIANCO DURANTE LE RIPRESE E CIò MI HA PERMESSO DI CONCENTRARMI ANCORA DI PIù SOLAMENTE SULLA REGIA.

13 luglio 2011

Extra - Mangia prega ama

Eccovi l'Extra di Mangia prega ama, film romantico con Julia Roberts.



Una scrittrice in crisi, insoddisfatta del proprio matrimonio e della propria vita, divorzia dal marito e lascia New York per compiere un lungo viaggio alla ricerca di se stessa.

Tratto da un libro autobiografico di grande successo, Mangia prega ama è divenuto un film grazie alla volontà della stessa protagonista Julia Roberts.

Si tratta di una commedia romantica imperniata sulla necessità di superare gli errori fatti e sulla ricerca dell’equilibrio interiore.


Nel suo viaggio la protagonista visita tre terre: Italia, India e Indonesia.

Come suggerisce il titolo del film, ai tre approdi corrispondono tre elementi: cibo, spiritualità e sentimento.

E in ognuna di queste nazioni troverà un uomo a farle da guida. Luca Argentero in Italia, in India Richard Jenkins, nominato all’Oscar per L’ospite Inatteso.

Mentre a Bali la nostra viaggiatrice incontra un dolce brasiliano interpretato da Javier Bardem.

JAVIER BARDEM
Non tutti possono permettersi di viaggiare per il mondo, ma anche se non si abbandona tutto, credo sia importantefermarsi, chiudere gli occhi e capire cosa va cambiato dentro di noi.


Ma è senza dubbio lei la protagonista del film, una delle star più affascinanti e apprezzate di Hollywood, premio Oscar nel ruolo di Erin Brokovich: l’eterna “Pretty Woman” Julia Roberts.

L’abbiamo incontrata e le abbiamo rivolto cinque domande:

A proposito dei tre elementi del film: qual è il tuo rapporto personale con il cibo?

JULIA ROBERTS
Non sono una di quelle ragazze svenevoli che mangia solo insalata. Io mangio tutto.

E con la preghiera?

JULIA ROBERTS
Mi interessa, la comprendo e credo che sia un aspetto importante della vita.

E per finire, con l’amore?

JULIA ROBERTS
In amore si può sempre migliorare. Nel senso che si più sempre accrescere la propria benevolenza e l’interesse per gli altri. Io ho un buon cerchio di amicizie e una bella famiglia e cerco di essere cortese e aperta con chi non conosco.

Qual è la cosa più romantica che tu abbia fatto per un uomo?

JULIA ROBERTS
Avere tre bambini in tre anni?

Da dove viene il tuo splendido sorriso?

JULIA ROBERTS
Dai miei genitori. Dai miei felici, grandiosi genitori. Ricevo molti complimenti per i miei denti, ma in realtà non sono così perfetti.

07 luglio 2011

Extra - The Lost Future

Eccovi l'Extra che ho realizzato per Sky Cinema riguardo il film d'avventura e science fiction The Lost Future.



Come sarebbe il mondo se la civiltà umana terminasse?

Secondo gli autori di The Lost Future tornerebbe l’età della pietra. Gli umani sarebbero divisi in tribù ben distinte si vestirebbero di pelli e vivrebbero in capanne.

Poi ci sarebbero bestie mutanti e ogni tipo di pericoli e la vita sarebbe molto molto avventurosa.

BAUER
La mia fascinazione verso i mondi postapocalittici alla basa del film deriva dal disagio che provo quando l’uomo gioca con ciò che dovrebbe lasciar stare, come il nucleare o le esplosioni di piattaforme petrolifere che non riesce a controllare.

Sean Bean, il Boromir di Il signore degli anelli, è circondato da un cast di giovani talenti.

Uno dei pochi letterati della tribù e il cacciatore più audace compiono un viaggio alla ricerca della cura contro un virus che mette a repentaglio la sopravvivenza stessa della società.

Con loro anche una donna forte e bella.

WALLIS
Quando ho letto la mia parte mi è subito piaciuta. Non è facile trovare ruoli di ragazze forti che tengono testa agli uomini e siano vere eroine.

CLAFLIN
Dorel sa che Kaleb ha ragione, mentre Savan non lo ascolta nemmeno, è una persona diretta che sa quel che vuole e se lo prende. Savan è Kaleb sono agli antipodi e tra loro ci sono conflitti.

Ma non c’è solo avventura e azione in The Lost Future, perché i tre personaggi danno vita a un intenso triangolo amoroso.

CLAFLIN
Dorel è la Kate Moss della tribù, è la donna che tutti adorano, mentre Savan è l’uomo più attraente, quindi formano una coppia naturale. Il povero Kaleb rimane in disparte a guardarli.


SEVIER
I personaggi sono sempre sotto attacco, perciò noi attori dobbiamo fare in modo che nei pochi attimi in cui c’è interazione siano mostrate le loro emozioni. L’azione e l’eccitazione della storia deve essere sostenuta dal rapporto tra i personaggi.

Il paesaggio sudafricano, la possibilità di recitare scene d’azione in costumi inusuali sono stati un ulteriore incentivo per gli attori che hanno aderito al progetto.

WALLIS
Guardate dietro di me: questa non è computer grafica, questa è la realtà!

TOMLINSON
La mia tribù ha il look dell’età della pietra, con vesti di cuoio e pelli di animale, ma più avanti nel racconto, in un’altra regione, si incontra un’altra tribù vestita di plastica reciclata. Hanno creato abiti molto belli.

E anche dal punto di vista tecnico, il film ha rappresentato una sfida interessante.

SALOMON
L’effetto visito più difficile è stato ricreare New York come potrebbe essere tra cinquecento anni, completamente deteriorata, con terra e grandi alberi per le strade. Avevamo due scelte: girare in città e inserire poi la vegetazione come effetto visivo o girare nei boschi e mettere gli edifici in postproduzione. Abbiamo optato per la seconda via e abbiamo trovato una splendida foresta vicino a Cape Town. La propria immaginazione è l’unico limite con gli effetti visivi.

20 giugno 2011

Extra Brooklyn's Finest

Eccovi l'Extra che ho realizzato per Sky Cinema sul poliziesco Brooklyn's Finest.




A New York, in un Dipartimento di Polizia nel quale regnano soprusi e corruzione, si sviluppano in parallelo le vicende di tre poliziotti sullo sfondo della lotta alle bande del traffico di droga di Brooklyn.

Sono tre ufficiali pubblici che in modi diversi subiscono la pressione del proprio lavoro.

Sal con tre figli e una moglie incinta e malata ha un disperato bisogno di soldi ed è per questo disposto a disobbedire a ogni precetto morale.

Eddie è un veterano disilluso e segnato dal suo mestiere che annega i dolori nell’alcool e conta i giorni alla pensione.

Tango è un infiltrato schiacciato tra il ricatto dei suoi superiori e il tradimento delle persone con le quali è cresciuto.

Brooklyn’s Finest è un film ad alta tensione, dove lo spessore degli attori fa passare in secondo piano le scene d’azione.

I tre poliziotti sono interpretati da tre pezzi grossi del cinema hollywoodiano. L’eclettico Ethan Hawke, lanciato dal successo di L’attimo fuggente e noto soprattutto per il film romantico Prima dell’alba, il sempre affascinante Richard Gere e un eccezionale Don Cheadle, già nomiato all’Oscar come miglior attore per Hotel Rwanda.

A loro si aggiunge Wesley Snipes, un’icona dei film d’azione soprattutto dopo essere stato protagonista della trilogia Blade.

Brooklyn’s Finest è diretto da Antoine Fuqua, specialista nell’aggiungere spessore umano ai film d’azione e che vanta tra l’altro la regia del colossal King Arthur.

Lo abbiamo incontrato e gli abbiamo rivolto le seguenti cinque domande.

Sei diventato regista per il tuo amore per i film del passato. Che peso ha avuto il cinema italiano nella tua formazione?

ANTOINE FUQUA

I registi italiani sono stati rivoluzionati, sono stati sperimentatori, avevano una visione chiara, erano politici… spero che questi elementi ci siano anche nei miei film.

Come descriveresti il tuo stile di regia?

AF

Giro nei posti reali con persone reali. Creo il maggior caos possibile in ogni circostanza in modo che sembri il più reale possibile. E poi cerco di controllarla attraverso una coreografia delle azioni. Ma tutto parte da un luogo reale.

Nel caso di Brooklyn’s Finest qual è questo luogo reale?

AF

E’ un posto chiamato Van Dyke Housing Project a Brooklyn, uno dei posti con più violenza in America.

Cosa hai visto lì?

AF

(Oddio) Ci sono cecchini sui tetti e la polizia non ci ha garantito protezione per la nostra visita. Ho incontrato venditori di droga e criminali, ho visto persone riempite di botte e bambini dietro le sbarre, come in prigione.

La presenza di Ethan Hawke fa pensare a una connessione con il tuo film Training Day. E’ una scelta voluta?

AF

In Training Day, è un poliziotto ingenuo, ma nella società di oggi con le sue pressioni economiche diventa un disilluso. Ora ha una famiglia numerosa e non guadagna abbastanza. E’ lo tesso personaggio e l’ho usato come linea che attraversa i due film.

11 maggio 2011

L'apprendista stregone

E questo è l'Extra su L'apprendista stregone che ho realizzato per Sky Cinema.





Effetti speciali fenomenali per una attualizzazione del grande classico Disney Fantasia.

L’idea è venuta all’attore Nicholas Cage che oltre che stella del film ne è anche produttore esecutivo.

CAGE
Stavo girando un film chiamato Next, nel quale interpretavo un mago nella Las Vegas del giorno d’oggi e ho pensato che mi sarebbe piaciuto interpretare un mago dell’antichità.

La trovata di costruire una storia a partire dalla sequenza dell’apprendista stregone di Fantasia è piaciuta subito a Jerry Bruckheimer, produttore che più di ogni altro a Hollywood è in grado di imprimere il suo personale marchio sui film.

BRUCKHEIMER
Quel che mi piace di Nicholas è che ha sempre molte idee interessante in serbo, per questo lavoro spesso con lui. Prima di interpretare questo personaggio ha fatto molte ricerche.

Il team è piuttosto affiatato, visto che si tratta del settimo progetto della coppia Cage-Bruckheimer ed il terzo che vede alla regia Jon Turteltaub, dopo Il mistero dei templari e Il mistero delle pagine perdute.

Nel film, Nicholas Cage è uno stregone incaricato di trovare l’erede del grande mago Merlino.

Un giorno il caso spinge il piccolo Dave nel suo negozio di antichità.

Le nuove responsabilità sono troppo grandi per Dave, che non riesce a prendere le misure con ciò che ci si aspetta da lui.

Assieme a Nicholas Cage, dovrà affrontare gli stregoni cattivi Alfred Molina e una Monica Bellucci posseduta dallo spirito della Fata Morgana.

TURTELTAUB
La sua mente è sempre in movimento e ha veramente molta energia.

CAGE
E’ un grande improvvisatore.

TURTELTAUB
Mi ricorda molto Roberto Benigni.

Di chi parlano? Ovviamente di Jay Baruchel, il vero protagonista del film, che con la sua naturale predisposizione alla commedia fisica e la forte espressività del viso ruba la scena al più titolato compagno di avventure.
Lo abbiamo incontrato e gli abbiamo fatto cinque domande.

Cosa ti attraeva del progetto dell’Apprendista Stregone?

BARUCHEL
Ho letto la sceneggiatura e mi ha ricordato i film che mi piacevano da bambino, come La storia infinita e cose del genere. Era divertente. E quando mi hanno chiesto se avevo voglia di salvare il mond0o assieme a Nicholas Cage, ho risposto: “Scherzate? Certo che voglio!”

E’ vero che da bambino eri appassionato delle storie re Artù?

Sono stato ossessionato da Re Artù fin da ragazzo e l’ho studiato a scuola… Mi piace pensare che fossi tagliato per questo ruolo.

Com’è stato girare a Manhattan?

In una parola… pazzesco!

Qual è stato il tuo trucco preferito

I trucchi magici sono i giochetti che si fanno con le carte o tirar fuori un coniglio dal cappello. Ma il film non parla di trucchi magici, parla di magia, dannazione!

Inizi a stufarti dei ruoli comici?

No. Per due ragioni. Primo, faccio ruoli comici nei film americani, ma ho recitato in altrettanti film canadesi, dove mi lasciano fare di tutto. E poi per qualcuno cresciuto nella povertà di una famiglia di operai come me non si lamenta mai di essere stufo. La noia è solo per i ricchi.

27 aprile 2011

Extra Agora

Ecco l'Extra del film Agora che ho realizzato per Sky Cinema.




Agorà è un film controverso, che parla di antichità ma senza avere al centro eroi con la spada. La sua protagonista è invece un'insegnante.

Per di più, Agorà parla delle origini del Cristianesimo senza mostrare i cristiani come perseguitati, ma come un gruppo rivoltoso, violento e animato da fanatismo religioso.

AMENABAR
Non è un film contro i Cristiani: è un film che denuncia l’intolleranza e la follia delle persone disposte a uccidere per difendere delle idee. Quello che ho voluto mostrare è che non tutti i Cristiani si siano comportati umanamente come pensiamo. Alcuni hanno commesso gravissimi crimini. Quello che non capisco è come si possa uccidere per Dio. Ed è una cosa che anche loro hanno fatto.

Ciò nonostante, è possibile che sia questo il motivo per cui il film ha dovuto aspettare diversi mesi prima di uscire in Italia, dove peraltro ha registrato incassi sorprendenti. Eppure il film tratta dell'intolleranza religiosa, ma ha nell'astronomia la sua origine, come si evince dal racconto della sua genesi, tortuosa quasi quanto la sua distribuzione.

AMENABAR
Ero su una nave nel mediterraneo e guardavo le stelle e quella notte ho iniziato ad appassionarmi all’astronomia. Ho iniziato a studiare la relatività di Einstein che mi portato a Newton, Keplero, Galileo, Copernico… A un certo punto ho deciso di farne un film, ma ho dovuto per forza concentrarmi su un solo personaggio e mi sono accorto che c’era solo una donna tra tutti questi scienziati e ha vissuto in un’epoca incredibile.


La vicenda è ambientata ad Alessandria d’Egitto nel quarto secolo e racconta di un'eminente astronoma chiamata Ipazia, che decide di non rinnegare la sua scienza di fronte al crescente potere della comunità cristiana.

Una donna libera, portata sullo schermo con intensità dal premio Oscar Rachel Weisz, che antepone l'integrità morale e l'amore per la sapienza anche a quello terreno.

I temi storici e religiosi sono accompagnati da una robusta narrazione in cui emergono sentimenti eroici. Nel film non mancano poi scene forti di guerra e devastazione.


Agorà è opera del talentuoso regista sceneggiatore e compositore spagnolo Alejandro Amenàbar, un cineasta abile nello smarcarsi dal mainstream, e dalla sua stessa precedente produzione, che comprende due thriller di successo Apri gli occhi e The Others e il dramma pluripremiato Mare dentro.

AMENABAR
Ambientare un film nell’Egitto del quarto secolo è stato per me del tutto casuale. Ricordo che quando ho visto la linea di soldati romani ho pensato che non mi sarei mai immaginato di fare un film con costumi romani.

Per questo spiazzante film storico, Alessandria è stata ricostruita in un set a Malta già servito come location per grandiosi film ambientati nell'antichità come il Gladiatore di Ridley Scott e Troy con protagonista Brad Pitt.

02 febbraio 2011

X-Men 2

Eccovi un "Extra" che ho realizzato sul secondo episodio della saga degli X-Men.



E’ il secondo episodio della fortunata saga degli esseri mutanti che conta finora quattro film con X-men 3 e X-men le origini: Wolverine.

Un’epopea traboccante adrenalina e superpoteri in cui gruppi di eroi si fronteggiano e, in questo film più che in altri, non esiste una semplice distinzione tra buoni e cattivi.

Se nel primo episodio Magneto rappresentava il polo negativo della storia, ora è una pedina di un scacchiere più complesso sul quale incombe il sinistro piano dello scienziato militare Striker.

BRYAN SINGER - regista
Nell'universo degli x-men, il mondo del film è uguale a quello dei fumetti: si racconta una storia e la storia evolve e genere una saga.

Quando a Washington il Presidente è vittima di un attentato, tornano la paura e la diffidenza verso i mutanti e William Striker convince il Governo ad appoggiare la sua azione di forza.

IAN MCKELLEN - attore
Magneto lo sta ancora cercando e continua la sua discussione con Xavier riguardo a quale debba essere il destino dei mutanti: rivoluzionario o qualcosa di più temperato.

PATRICK STEWART - attore
Così abbiamo una sorta di conflitto triangolare tra i diversi punti di vista di Magneto, Xavier e ora anche Striker, che rappresenta la fetta dell'umanità ostile ai mutanti.

Come se non ci fosse abbastanza materiale visti i tanti personaggi, ne sono stati introdotti altri. Primo su tutti Nightcrawler.

ALAN CUMMING - attore
E' un mutante blu, ma la sua caratteristica speciale è il teletrasporto. Ha un aspetto buffo: ha una coda, strani vestiti, orecchie e denti appuntiti, occhi gialli... Richiede tre o quattro ore di trucco al giorno.

KELLY HU - attrice
Il mio personaggi si chiama invece Lady Deathstrike.
Sono una sorta di versione avanzata di Wolverine.

Gli ex bambini mutanti hanno un ruolo maggiore. Specialmente i personaggi di Iceman e Pyro.

SINGER - regista
E' un film più romantico. Diciamo che in X-Men 1, i personaggi si scambiavano numeri di telefono, in questo escono insieme.

Sono due le tresche amorose sviluppate: una riguarda Jean Gray, Ciclope e Wolverine.

Mentre l'altra storia d'amore riguarda Rogue e Iceman.

ANNA PAQUIN - attrice
Rogue ha un ragazzo, ma la cosa è complessa vista la sua impossibilità di toccare chicchessia per non ucciderlo.

E poi c'è Mistica che mostra il suo lato più sensuale.

REBECCA ROMIJN-STAMOS - attrice
E' un personaggio seducente e stavolta ho spinto un po' di più.

I fan di X-Men troveranno nel secondo capitolo tutti gli elementi che adorano... con più personaggi e più azione.

Ma X-Men 2 vive di vita propria: è divertente anche per chi non conosce affatto il mondo dei supereroi di gruppo.

HUGH JACKMAN - attore
Tenetevi pronti!

17 aprile 2010

Minority Report

Questo è l'Extra per Minority Report che ho realizzato per Sky Cinema.




Il rapimento del figlio ha portato John Anderton a sposare il progetto della pre-crimine. A Washington si sta infatti effettuando un esperimento di prevenzione basato sulle capacità di tre individui, i precog, che per effetto di sperimentazioni genetiche sono in grado di prevedere gli omicidi.
I futuri assassini sono quindi arrestati prima di commettere i crimini e la città è resa sicura.

TOM CRUISE: "Si può venire arrestati e fatti sparire senza aver mai commesso il reato nell'universo reale. È un tema affascinante."

Prima che il sistema venga reso nazionale un sospettoso agente FBI è un mandato a controllare che sia davvero perfetto.

Proprio allora le previsioni dicono che sarà il capo della pre-crimine a commettere il prossimo omicidio. Ne scaturisce una trama adrenalinica che unisce science fiction, thriller e azione.

Minority Report sfiora anche la metafisica introducendo il paradosso della possibilità della scelta all’interno di un destino già stabilito.

STEVEN SPIELBERG: "La storia gioca sulla domanda "cosa succederebbe, se conoscessimo il futuro? E specialmente riguardo le questioni di vita o di morte.”

COLIN FARRELL: "Si mette in dubbio se qualcuno abbia il diritto di sostituirsi a Dio, e quanta della propria libertà debba essere sacrificata in nome della sicurezza. Il film contiene queste tematiche profonde ma è anche un buon action thriller."

Il film è ambientato nel 2054, in un futuro plausibile, nel quale la comunicazione ha rotto ogni barriera e i cartelloni pubblicitari inviano messaggi personalizzati ai passanti riconoscendoli dalla lettura dell’iride.

L’impatto del film sull’immaginario collettivo è stato potente quasi quanto quello di Blade Runner e ha introdotto una visione alternativa, non totalmente oscura del futuro.

Per creare il mondo del film, Spielberg ha fatto riunire una ventina di esperti per discutere di come sarebbe potuta essere la capitale degli Stati Uniti 50 anni dopo, mentre artisti grafici mettevano in opera le loro visioni proprio mentre questi le esprimevano.

STEVEN SPIELBERG: "Non era necessario reinventare completamente la società per rappresentare quella di mezzo secolo più tardi. Così mi è sembrata una buona idea mettere insieme le migliori menti nei campi di tecnologia, ambiente, lotta al crimine, medicina, trasporti e informatica."

In particolare, trovate che rimangono scolpite nella mente degli spettatori riguardano le autovetture che permettono di sposarsi senza guidare anche su piste verticali e sono un’appendice delle abitazioni, i ragni per il riconoscimento delle persone e soprattutto i computer fatti interamente di vetro e comandati pressappoco come si dirige un’orchestra.

TOM CRUISE: "Steven voleva creare questa danza particolare fatta di movimenti manuali che trasformasse il linguaggio informatico in qualcosa di fisico."

Altro aspetto estetico degno di nota, la possibilità per le sue fan di vedere Tom Cruise con grandi occhi castani e con la testa completamente rasata.

TOM CRUISE: "La nostra make-up artist Michele Burke ha creato una bellissima maschera per farmi rientrare alla pre-crimine. Indosso anche delle lenti a contatto colorate dopo aver perso gli occhi a metà film e c'è un altro punto in cui mi si vede con la testa rasata. Mi piaceva avere la testa rasata, era perfetto per l'estate."