Visualizzazione post con etichetta crisi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta crisi. Mostra tutti i post

29 marzo 2012

E i nostri bisogni?

Secondo molti, questo tizio (Peter Joseph, regista della serie di documentari Zeitgeist) non è altro che un fanatico radicale e che le sue teorie sono puramente (o spuriamente) parascientifiche.

Io penso invece che ci sia più verità in una sua frase che in tutte le dichiarazioni pubbliche di uno dei nostri politici.

Vi invito a riflettere, per esempio, sui costi della nostra giustizia, in cui punire con la prigione un reato ci costa immensamente più del reato stesso. O della libertà di esprimere e far valere la voce delle fasce meno abbienti della popolazione nella nostra cosiddetta democrazia. Sulla reale entità di questa crisi economica e le sue reali soluzioni.


05 settembre 2011

Golpe finanziario

La riduzione delle tasse nei confronti dei più ricchi ha creato un deficit maggiore e quindi un maggior debito (pubblico e privato).
La crisi finanziaria di questi anni deriva in larga parte da scelte operate dai governi, soggiogati dai grossi poteri economici e finanziari. Tali poteri dopo aver creato i nostri problemi, ora ci tengono per le palle. E le condizioni che dettano per sciogliere il ricatto sono il taglio dei servizi, del welfare, in sostanza la riduzione della nostra qualità di vita, il nostro impoverimento, e la riforma del lavoro. In questo modo i mercati finanziari avranno ancora più potere.
Questo è quello che è successo in Grecia, dopo la crisi, e che sta succedendo in Spagna e in Italia allo stesso modo.
La crisi non è casuale, ma è un vero e proprio colpo di Stato a opera dei poteri finanziari, che stanno cambiando le regole della nostra democrazia.




01 settembre 2011

Tocca a noi

La risposta alla crisi non può arrivare da chi la creata né da una classe politica succube dei grandi poteri finanziari. La risposta deve venire da noi, dalla gente comune, dal popolo.




18 luglio 2011

La spirale finanziaria

La spirale finanziaria che sta stritolando la Grecia e ha fatto assaggiare la sua morsa anche all'Italia, è voluta dai grandi poteri economici internazionali.
Il governo Berlusconi non sta facendo nulla per arginarla e approfitta della situazione per inasprire il divario tra ricchi e poveri in questo Stato. Il governo è debole, cadrà, ma il successivo, sostenuto dalla sinistra, continuerà l'opera di spoliazione del nostro Paese.


26 gennaio 2011

Ridere per non piangere

Da quanti anni il cinema italiano non registrava più incassi come negli ultimi 6 mesi? Ammesso che lo abbia mai fatto.
Gli italiani hanno voglia di ridere e in questo periodo di commedie il nostro cinema ne ha sfornate diverse e convincenti.
Questa settimana, addirittura, 4 dei primi 5 titoli nella top ten sono titoli italiani.
Entra al primo posto, con più di 5 milioni di euro, la commedia con il genio comico Antonio Albanese, nel film dedicato al suo famoso personaggio Cetto La Qualunque. Si pensava che gli italiani ne avessero avuto abbastanza di commedie con mattatori comici, dopo l’onnipresenza di Checco Zalone, e invece gli italiani vogliono ridere e vogliono farlo con prodotti in qualche modo fuori dagli schemi tipici del nostro cinema.
Ovviamente Che bella giornata non ha certo concluso la sua incetta di euro, andando in seconda posizione ma con il ragguardevole incasso di 4,3 milioni di euro, che lo porta a quasi 39 milioni in 3 settimane.
Altra new entry tutta italiana è quella del terzo posto, Immaturi, di Paolo Genovese, commedia corale con un grande cast di personaggi amati dal grande pubblico, da Ambra Angolini a Ricky Menphis, passando per Raul Bova e Luca & Paolo.
Al quarto posto l’unica mosca nordamericana è Vi presento i nostri, che è comunque una commedia.

Sono anni di crisi economica e politica, e la gente vuole più che mai svagarsi. Era successo anche negli primi anni Trenta in Usa, dove il pubblico si riversava solo su commedie e musical.
Al quinto posto ritorniamo su un film italiano ma abbandoniamo la commedia: è Vallanzasca di Michele Placido, che entra con solo 986 mila euro, ma le polemiche legate alla presunta immoralità di raccontare la storia di un criminale aiuteranno il film a salire con gli incassi.


Dalla redazione di Sky Cinema.

02 novembre 2010

Come uscire dalla crisi

Un sagace video animato che spiega come il Capitalismo, basato com'è sulla ingenuità finanziaria, porti inevitabilmente con sé delle crisi economiche e come, per porre fine a un gioco che rinforza se stesso, sia necessario cambiare totalmente paradigma economico.