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03 luglio 2013
Festival dei 2 Mondi - Spoleto 55
21 giugno 2011
4 mesi, 3 settimane, 2 giorni
Ne sono rimasto impressionato. Non esito a chiamarlo capolavoro. E gli elementi che lo rendono tale sono la costruzione perfetta dei personaggi, che magari non sono a tutto tondo, non evolvono molto nel corso del film, ma sono tratteggiati in modo realistico, coerente e preciso.
Il secondo aspetto è costituito da una consapevolezza stilistica impressionante, con inquadrature lunghe (anche qualche paino sequenza) con macchina a mano che però rimane ferma, incollata su un punto della scena e che rifiuta persino di mostrarci uno dei due interlocutori durante i lunghi dialoghi del film per concentrarsi solo su uno di loro o tagliandone fuori diversi nelle scene di gruppo. L'effetto di suspense che ciò crea è straordinario.
Un film amaro e bellissimo, non del tutto originale forse, ma lucido e coerente, senza la minima sbavatura.
25 giugno 2010
Performing arts: Gyrl Grip
Si tratta di Gyrl Grip.
Ricordo lo splendido contesto con le luci notturne della Villa, la musica jazz che proveniva dal roseto in cui si celebrava la Festa delle rose. Grande atmosfera insomma, e grande spettacolo.
Tra le varie performance, quella delle due artiste è stata sicuramente la più scioccante e una di quelle che più mi ha colpito ed è restata con me nella memoria.
Dopo aver offerto da bere agli spettatori e a loro volta si producevano in ripetuti brindisi, tanto da scolarsi in pochi minuti una bottiglia di vino a testa (il vino tra l'altro era pessimo) e a vomitarlo sulla scena. Accanto a loro scorreva il video sperimentale di due donne che entravano in contatto fisico tra loro, sovrimpresso a quello dell'operazione di cambiamento del sesso di una delle due performer.
Il contesto suggestivo e la potenza dello spettacolo, che ha coinvolto in maniera diretta il pubblico, hanno reso la serata davvero speciale.
18 giugno 2010
Premio ricevuto a Ravenna da 'Linda - la favola tersa'
15 giugno 2010
Primo premio per Linda
E' sabato pomeriggio. Sto preparandomi per uscire per qualche commissione quando sono raggiunto da una telefonata che mi avvisa della vittoria del premio Mitici Critici.
L'organizzazione sarebbe lieta di avermi con loro la sera stessa per la consegna della targa premio, si scusa per il ritardo dell'avviso, ma solo poche ore prima ha ricevuto il responso della giovanissima giuria di studenti delle scuole medie, si rende conto che non può "chiedere" la mia presenza, ma per lo meno fa un tentativo.
Non ho impegni particolari per la serata e i miei programmi possono subire qualche ritardo. Prima delle 21, inizio della serata conclusiva del festival mancano circa 7 ore e meno di 4 ci vogliono in auto per raggiungere Ravenna.
Mi farebbe piacere ricevere direttamente il premio e visitare, anche se velocissimamente, Ravenna. Quindi vado. E' una gita inaspettata, un po' faticosa (in totale fanno 800 km in 24 ore, visto che il giorno dopo devo essere da tutt'altra parte), ma che faccio con piacere.
Sul palco mi viene consegnata da un critico cinematografico in miniatura un premio che mi inorgoglisce perché arriva da qualcuno che è stato descritto dal nostro cortometraggio.
Merito dell'ideatore del corto e coregista Manuele Barbaglio che ha è stato professore nella scuola media in cui è stato girato il corto e ha così potuto sfruttare la sua esperienza di scuola con ragazzi di quella età.
Un altro grazie per il supporto durante le varie fasi della realizzazione di 'Linda' va a Giannicola Resta, il cui nome non compare nei titoli di coda.
25 maggio 2010
I premi del festival di Cannes
Si è conclusa l'edizione 2010 del Festival di Cannes. La Palma d'oro è andata all’outsider Uncle Boonmee Who Can Recall His Past Lives del regista thailandese Apichatpong Weerasethakul. Battuti veterani della rassegna del calibro di Mike Leigh. Il suo Another Year, strafavorito dalla stampa internazionale esce dalla kermesse praticamente a mani vuote. Brucia ancora di più la sconfitta visto il passato d’oro del regista inglese che con Naked nel 1993 e Segreti e Bugie del 1996 vinse premio come miglior regia e Palma d’oro come miglior film. Altro sconfitto è Alejandro Gonzalez Inarritu che con il suo Biutiful si deve accontentare del premio come miglior attore.
Uncle Boonmee Who Can Recall His Past Lives è la storia di un uomo in fin di vita attorno a cui si materializzano i fantasmi della moglie e del figlio scomparso, che torna in veste di scimmione, o nelle figure visionarie di una principessa il cui volto è deturpato e che ha un rapporto sessuale con un pesce. Con il Karma e la reincarnazione l’eclettico film thailandese porta a casa il prestigioso premio.
Sorpresa sì, ma nessun sconcerto da parte degli addetti ai lavori. Quest’anno la presidenza di giuria era nelle mani di Tim Burton, facile quindi fosse premiato un film dal contenuto surreale e visionario.
Il premio come migliore attore è andato a Javier Bardem in ex-aequo col nostro Elio Germano. Sono circolate da subito voci che pronosticavano la vittoria dei due. La conferma delle indiscrezioni non è frutto del caso viste le similitudini dei due personaggi. Entrambi gli attori sono ottimi interpreti di tormentati padri di famiglia in uno scenario suburbano alle prese con un destino avverso e pratiche illlegali.
Altra conferma è arrivata dall’assegnazione del premio come miglior attrice a Juliette Binoche, co-protagonista del nuovo film dell’iracheno Abbas Kiarostami Copia conforme. La madrina della rassegna ha rivolto un pensiero a Panahi (da mesi in carcere a Teheran e attualmente in sciopero della fame) anche durante la cerimonia di chiusura del festival dopo aver già scosso Cannes con il suo pianto durante la conferenza stampa.
Tournée del francese Mathieu Amalric vince il premio per la miglior regia. Il transalpino ha raccontato con delicatezza il mondo dello strip tease e delle donne che per necessità fanno spettacolo del proprio corpo.
Poetry scritto e diretto da Lee Chang-dong, in lizza per un premio come miglior attrice alla protagonista Yun Junghee, si accaparra invece il prestigioso premio per la miglior sceneggiatura. Il Gran Prix va al francese Des hommes et des dieux di Xavier Beauvois
Il premio speciale della giuria è andato a Un homme qui crie del chadiamo Haroun. Dopo 13 anni l'Africa si aggiudica finalmente un premio sulla Croisette. La pellicola racconta il dolore di un padre che invecchiando si sente sorpassato dal figlio e non fa nulla per risparmiargli la guerra in Chad. Preso dai rimorsi, a niente serviranno le sue ricerche per salvarlo: lo ritroverà morto.
24 maggio 2010
Elio Germano premiato ma censurato
http://www.youtube.com/watch?v=Mqy-maZoOxQ