Ancora sulla moda. La moda che fa male. E se i modelli fossimo noi? Con i nostri piccoli e grandi difetti fisici? Se i manichini fossero esattamente come noi?
Pro Infirmis «Because who is perfect?»
analisi, recensioni, visioni, illuminazioni, cinema, film, video, corti, ecologia, politica...
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05 febbraio 2014
03 luglio 2013
Festival dei 2 Mondi - Spoleto 55
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05 febbraio 2013
Il neon nella storia dell'arte
L'approfondimento video sulla mostra 'Neon. La materia luminosa dell'arte' che ho realizzato per Sky Arte HD.
Pascale Marthine Tayou - artista
Il muro è il proibito. Il muro è anche la sicurezza, il luogo da attraversare per proteggersi. Attraverso questa linea rossa, voglio rappresentare la divisione tra la ricerca delle certezze dentro la propria casa o fuori dalla propria casa. Ci chiuderemo in camera, ci metteremo a letto con il lenzuolo sulla testa e dormiremo? Allora la sicurezza non è così sicura.
Questa è la grande domanda del nostro tempo: cosa vuol dire essere un terrorista? Il terrorista sono io o è l’altro? La linea rossa è il limite interiore che non posso attraversare.
Pascale Marthine Tayou è un artista camerunense tra gli oltre cinquanta presenti con le loro opere alla mostra “NEON. La materia luminosa dell’arte”, prima grande mostra internazionale dedicata al Neon in Italia, a cura di David Rosenberg e Bartolomeo Pietromarchi.
Pascale Marthine Tayou - artista
Non sono stato invitato, eh! Sono venuto a fare questo lavoro, ma non so cosa ci faccio qui. Ci sono venuto per caso.
La mostra ospitata dal Museo di Arte Contemporanea di Roma, si è aperta il 21 giugno scorso e sarà ospitata al MACRO fino all’undici Novembre.
Oltre alle ampie sale del museo, le circa settanta opere invadono il viale d’ingresso, il foyer, le passerelle al primo piano.
Durante l’inaugurazione, l’artista giapponese Tsuneko Taniuchi è stata l’artefice di una performance che ha coinvolto un grosso cubo di ghiaccio e dei Vip Cocktail.
David Rosenberg - curatore
Ho deciso di creare questa mostra perché non ho mai visto nessuna grande esposizione dedicata alla storia del neon.
E tutta l’esposizione declina le diverse forme che questa materia luminosa può prendere, una volta che è lavorata fisicamente e intellettualmente dall’artista.
Il carattere monumentale della luce è messo in risalto da questa mostra, che evidenzia tutta la storia pubblicitaria, economica e scientifica, e anche la storia semantica, filosofica, poetica e quella cromatica del neon.
L’Italia è legata al neon, che è stato scelto dagli artisti del cinetismo dell’Arte Ottica e ovviamente dagli artisti dell’Arte Povera, ma soprattutto da Lucio Fontana che è stato il primo artista europeo a realizzare un’opera interamente con il neon, in occasione della Triennale di Milano.
E grazie a Nacciarriti, Favelli e altri come Maurizio Cattelan in Italia il neon è sempre attuale.
Sin dalle origini, l’arte visiva si è sempre confrontata con il valore simbolico e il valore concreto della luce. Fino a quando, esattamente cento anni fa è stato creato in Francia il tubo fluorescente.
Invenzione che coniuga matrice industriale e artigianale, usato dagli artisti con continuità dagli anni ’60 ad oggi, il neon è ormai divenuto una delle materie “nobili” dell’arte.
Pascale Marthine Tayou - artista
Che cos’è l’arte? Non lo so. Questo significa che ho ancora della strada da percorrere. Sto ancora cercando qualcosa. Chi conosce la definizione dell’arte è già arrivato. Io sono ancora a scuola. Io mi faccio ancora quella domanda.
22 marzo 2012
Poesia Presente 2012: Anna Mosca
Dopo la Giornata Mondiale della Poesia riprendiamo con il racconto deall'edizione 2012 dello Slam Poetry di Poesia Presente con una poesia molto intensa di Anna Mosca.
15 marzo 2012
Poesia Presente: Telesio
Per il quarto appuntamento che il blog dedica a Poesia Presente 2012, oggi presento 'Telesio' letto dall'autrice Tiziana Cera Rosco.
14 marzo 2012
Poesia Presente 2012: Mario Bertasa
Oggi tocca a una poesia di Mario Bertasa. letta sempre sul palco del Teatro Binario 7 di Monza in occasione della manifestazione Poesia Presente 2012.
13 marzo 2012
Dina Basso a Poesia Presente 2012
Oggi, come promesso, vi presento il secondo video tratto dalla serata di Slam Poetry tenutasi all'interno della manifestazione Pesia Presente di quest'anno: una poesia di Dina Basso che legge in dialetto catanese.
Quannu caminu pianu
e restu arreri
nun m'addumanni mai
suddu sugnu stanca,
suddu è a bborsa ca pisa,
o suddu su i scarpi ca
m'astruppiunu.
Tu 'ntantu vai
e camini avanti,
supra di jammi ca parunu
'n cumpassu,
fai u spertu sulu picchì si
cchiù gghiautu,
cchiù beddu,
e nascisti macari
masculu.
Ma lassa perdiri,
camina avanti,
futtitinni,
ca tantu suddu t'addumannu
"unni stamu iennu"
tu nun nu sai mai,
e o davanti
o d'arreri
sugnu sempri ju
ca fazzu strata.
e restu arreri
nun m'addumanni mai
suddu sugnu stanca,
suddu è a bborsa ca pisa,
o suddu su i scarpi ca
m'astruppiunu.
Tu 'ntantu vai
e camini avanti,
supra di jammi ca parunu
'n cumpassu,
fai u spertu sulu picchì si
cchiù gghiautu,
cchiù beddu,
e nascisti macari
masculu.
Ma lassa perdiri,
camina avanti,
futtitinni,
ca tantu suddu t'addumannu
"unni stamu iennu"
tu nun nu sai mai,
e o davanti
o d'arreri
sugnu sempri ju
ca fazzu strata.
12 marzo 2012
Poesia Presente 2012
Potrei ripetere quasi parola per parola il post di due anni fa, ma mi accontenterò di ribadire quanto la buona poesia possa essere giocosa e avvincente grazie al poetry slam.
Come ogni anno in questo periodo al Teatro Binario 7 di Monza, Poesia Presente organizza una tre giorni dedicata alla poesia che si conclude con una sfida di poetry slam in cui una giuria di 5 persone scelte a caso tra il pubblico, ha valutato composizione e interpretazione di alcuni giovani poeti italiani. Quest'anno il tema era quello della lentezza.
Vi propongo oggi il video di uno dei componimenti del vincitore dell'edizione 2012 Pippz. Che verrà seguito nei prossimi giorni dai video degli altri poeti partecipanti.
Come ogni anno in questo periodo al Teatro Binario 7 di Monza, Poesia Presente organizza una tre giorni dedicata alla poesia che si conclude con una sfida di poetry slam in cui una giuria di 5 persone scelte a caso tra il pubblico, ha valutato composizione e interpretazione di alcuni giovani poeti italiani. Quest'anno il tema era quello della lentezza.
Vi propongo oggi il video di uno dei componimenti del vincitore dell'edizione 2012 Pippz. Che verrà seguito nei prossimi giorni dai video degli altri poeti partecipanti.
23 settembre 2011
Musica per lavatrice e ferro da stiro
Diego Stocco è un artista che lavora con il suono, capace per esempio di portare porta alla vita i rumori di una lavanderia lavasecco trasformandoli in musica.
In questo video si dimostra come.
In questo video si dimostra come.
03 maggio 2011
La lingua del colibrì
Arte e scienza si sfiorano in questo video spettacolare, che mostra con ralenti e ingrandimento sorprendenti come si nutre un colibrì.
19 aprile 2010
Un regista distratto
Come regista sono abbastanza distratto, sul set alla fine di ogni scena ho bisogno che qualcuno ritrovi la mia copia della sceneggiatura che è andata smarrita, appoggiata da qualche parte appena si è iniziato a fare sul serio.
Decisamente no, non potrei mai lavorare con una sceneggiatura di ferro.
Anche perché quando scrivo una sceneggiatura non ho la pazienza né la voglia di pensare a tutti i dettagli. Ci sono troppe cose sul set che non si possono prevedere. Possibile che sia dovuto alla mia non grandissima esperienza, ma è sempre stata parte della mia filosofia la convinzione che fosse impossibile tradurre in atti ciò che si è progettato.
Chris Marker, regista de La Jetée, trovava profondamente noioso e superfluo il lavoro successivo la realizzazione dello stroyboard. Pasolini interpreta l'artista nel suo Decameron e chiude il film con una battuta simile in cui si chiede perché realizzare un'opera quando potrebbe essere sufficiente sognarla. I registi della Nouvelle Vague nella ricerca della vitalità preferivano inquadrature sporche alla precisione della messinscena. Per Antonioni la sceneggiatura era poco più che un canovaccio da alterare ogni qualvolta lo ritenesse necessario e si lasciava condizionare dalle impressioni del momento, ricavate passeggiando e esplorando il set. Gli artisti dada affidano completamente al caso la genesi dell'opera d'arte.
La vita è incontrollabile e la vita, lo sappiamo grazie a Wilde, è imitazione dell'arte.
E poi perché preoccuparsi troppo delle nostre opere quando è lo spettatore, il fruitore a deciderne il destino, ad attribuirne senso e significato?
Decisamente no, non potrei mai lavorare con una sceneggiatura di ferro.
Anche perché quando scrivo una sceneggiatura non ho la pazienza né la voglia di pensare a tutti i dettagli. Ci sono troppe cose sul set che non si possono prevedere. Possibile che sia dovuto alla mia non grandissima esperienza, ma è sempre stata parte della mia filosofia la convinzione che fosse impossibile tradurre in atti ciò che si è progettato.
Chris Marker, regista de La Jetée, trovava profondamente noioso e superfluo il lavoro successivo la realizzazione dello stroyboard. Pasolini interpreta l'artista nel suo Decameron e chiude il film con una battuta simile in cui si chiede perché realizzare un'opera quando potrebbe essere sufficiente sognarla. I registi della Nouvelle Vague nella ricerca della vitalità preferivano inquadrature sporche alla precisione della messinscena. Per Antonioni la sceneggiatura era poco più che un canovaccio da alterare ogni qualvolta lo ritenesse necessario e si lasciava condizionare dalle impressioni del momento, ricavate passeggiando e esplorando il set. Gli artisti dada affidano completamente al caso la genesi dell'opera d'arte.
La vita è incontrollabile e la vita, lo sappiamo grazie a Wilde, è imitazione dell'arte.
E poi perché preoccuparsi troppo delle nostre opere quando è lo spettatore, il fruitore a deciderne il destino, ad attribuirne senso e significato?
27 gennaio 2010
L'arte nei film
Domani, quando avrai ancora bisogno di stancarti, scriverai tutto da capo. Non proverai le stesse sensazioni, ma aggiungerai dettagli, avrai un'angolatura diversa.
L'arte non è più eterna. L'arte è effimera. L'arte è casualità. L'arte non è più forma. L'arte è caos. L'arte è il cancellato. L'arte è il non detto.
L'arte è quello che rimane nella testa dello spettatore. Ma non proviene dal film: è quello che nel film ha sentito ma non è riuscito a esprimere.
L'arte non è più eterna. L'arte è effimera. L'arte è casualità. L'arte non è più forma. L'arte è caos. L'arte è il cancellato. L'arte è il non detto.
L'arte è quello che rimane nella testa dello spettatore. Ma non proviene dal film: è quello che nel film ha sentito ma non è riuscito a esprimere.
17 gennaio 2010
Video virali, Greenpeace e l'ultima arte rimasta
Una delle poche forme d'arte che abbiano un senso oggi sono i video di comunicazione virale.
Inizio a capire cosa volesse dire il fotografo Oliviero Toscani quando in un'intervista disse che l'unica forma d'arte rimasta fosse la pubblicità. Il suo intento era provocatorio, e portava acqua al suo mulino, ma nascondeva della verità.
I video, quando sono veramente virali (quando cioè ottengono l'obbiettivo per cui sono stai concepiti, la massima diffusione), sono ancora in grado di colpire o addirittura scioccare, sono brillantemente concepiti e realizzati. Meglio ancora quando sono impegnati.
Inizio a capire cosa volesse dire il fotografo Oliviero Toscani quando in un'intervista disse che l'unica forma d'arte rimasta fosse la pubblicità. Il suo intento era provocatorio, e portava acqua al suo mulino, ma nascondeva della verità.
I video, quando sono veramente virali (quando cioè ottengono l'obbiettivo per cui sono stai concepiti, la massima diffusione), sono ancora in grado di colpire o addirittura scioccare, sono brillantemente concepiti e realizzati. Meglio ancora quando sono impegnati.
Alcuni sono bellissimi. Potenti. Descrivono atti di protesta e sono atti di protesta loro stessi. Sono vere e proprie installazioni. Alcune di queste proteste mi hanno riportato alla mente i mobiles di Alexander Calder, altre sembrano imparentate con la Land Art di Walter DeMaria. Come per la Land Art, anche nel caso di Greenpeace gli "interventi" hanno dimensioni enormi e si fruiscono "a distanza" attraverso un racconto per immagini.
Le azioni di Greenpeace hanno però qualcosa in più: a volte un impatto immediato che scavi in zone desertiche non possono avere e soprattutto trasmettono la loro urgenza viscerale di sopravvivenza.
Le azioni di Greenpeace hanno però qualcosa in più: a volte un impatto immediato che scavi in zone desertiche non possono avere e soprattutto trasmettono la loro urgenza viscerale di sopravvivenza.
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