Questo è l'Extra del film HBO You Don't Know Jack con Al Pacino sulla vera storia di 'Dottor Morte' che ho realizzato per Sky Cinema.
La storia di un medico che vuole che i suoi pazienti muoiano... con dignità.
Un film su un tema scottante, quello dell'eutanasia e del cosiddetto "fine vita", che continua a dividere sostenitori ad ogni costo della sacralità della vita......e sostenitori del diritto di scegliere quando cessare sofferenze inutili.
You Don't Know Jack racconta la storia vera di Jack Kevorkian, medico ancora vivente, che ha confessato di avere assistito il suicidio di oltre centotrenta malati, fermamente convinto del valore umanitario della sua missione.Pur trattando di questioni estreme, difficili e delicate, You Don't Know Jack non lesina momenti di ilarità, in gran parte dovuti al temperamento del protagonista, una persona reale, un anziano eccentrico, acuto e testardo.
KEVORKIAN
Una star di Hollywood mi porta in scena? Wow!
HUSTON
E' un personaggio ricchissimo.
PACINO
Non sapevo che fosse così impegnato. Né sapevo che fosse così intelligente.
VACCARO
E' davvero un uomo brillante. E divertente.
PACINO
Il suo carattere ha un lato focoso, è esplosivo.
SARANDON
E' stravagante, ma allo stesso tempo pieno di princìpi.
PACINO
E' un pittore, uno scrittore e un musicista. In tribunale studiava Giapponese.
GOODMAN
E' interessante e più leggero di quel che ci si aspettarebbe.
SARANDON
Nel film abbiamo incastrato... la morte.
KEVORKIAN
E' la natura. Tutti dobbiamo morire. Cosa c'è di male? Svanirete nel nulla, e allora? Siete venuti dal nulla. Era così male?
Il dottor Kevorkian è portato sullo schermo da Al Pacino, con un'interpretazione grandiosa che gli è valsa un Emmy Award e un Golden Globe.
PACINO
Il personaggio era sfuggente e molto diverso da me. E sapevo che sarebbe dovuto essere un personaggio estremo.
Era un personaggio molto diverso dalle apparenze. Succede raramente che si trovi qualcuno così interessante da interpretare.
KEVORKIAN
Ero sicuro di essere io, quando ho visto l'immagine di Al Pacino! Si è trasformato molto bene. Mi assomiglia di più di quanto non mi assomigli io stesso.
Pacino è sostenuto nella sua performance da attori del calibro di Susan Sarandon e John Goodman. Mentre la regia è affidata a Barry Levinson.
LEVINSON
Nel film attori carismatici e personaggi dalla forte personalità interagiscono in modo tragico e insieme ironico.
analisi, recensioni, visioni, illuminazioni, cinema, film, video, corti, ecologia, politica...
22 marzo 2011
17 marzo 2011
Festival di Venezia a rischio
Il Fus, il Fondo Unico per lo Spettacolo, è senz’altro uno dei fondi che il governo Berlusconi sta tagliando e congelando con più foga. Dopo aver già ridotto le risorse a 258 milioni di euro, è stato aggiunto il congelamento di altri 27 milioni (con il rischio della chiusura per Cinecittà Luce), e un ulteriore drastico taglio di 50 milioni.
Oggi questa è la situazione: la musica è scesa da 56 a 35 milioni, la lirica da 196 a 122, la danza da 9 a 5, il teatro da 67 a 42, il cinema da 76 a 47. I 50 milioni che verranno tagliati andranno a influire le altre voci del fondo, che riguardano patrimonio archeologico e musei. Martedì prossimo le principali associazioni di categoria convocheranno la stampa per illustrare le modalità di svolgimento dell’iniziativa di mobilitazione contro i tagli e che si concentrerà tra il 26 e il 28 marzo.
Non sono bastati due giorni dall’annuncio, che riceviamo subito i primi segnali d’allarme. E segnali enormi, per giunta.
Paolo Baratta, presidente della Biennale di Venezia, ha infatti pubblicamente dichiarato la propria preoccupazione verso la possibilità di realizzare la prossima edizione della Mostra del Cinema. Il motivo, ovviamente, i tagli al budget.
Così spiega Baratta:
“La Mostra del Cinema dai 7,1 milioni scende a 4 milioni. Mi appello al presidente Berlusconi perché faccia un decreto per impedirlo e preservare questo patrimonio che gli sta a cuore. Senza una certa somma la Mostra del Cinema non la posso fare, non ho scelte”.
Perdere la Mostra di Venezia per i tagli alla cultura del nostro governo sarebbe un’altra accettata alla nostra dignità di italiani.
Dalla redazione di Sky Cinema.
Oggi questa è la situazione: la musica è scesa da 56 a 35 milioni, la lirica da 196 a 122, la danza da 9 a 5, il teatro da 67 a 42, il cinema da 76 a 47. I 50 milioni che verranno tagliati andranno a influire le altre voci del fondo, che riguardano patrimonio archeologico e musei. Martedì prossimo le principali associazioni di categoria convocheranno la stampa per illustrare le modalità di svolgimento dell’iniziativa di mobilitazione contro i tagli e che si concentrerà tra il 26 e il 28 marzo.
Non sono bastati due giorni dall’annuncio, che riceviamo subito i primi segnali d’allarme. E segnali enormi, per giunta.
Paolo Baratta, presidente della Biennale di Venezia, ha infatti pubblicamente dichiarato la propria preoccupazione verso la possibilità di realizzare la prossima edizione della Mostra del Cinema. Il motivo, ovviamente, i tagli al budget.
Così spiega Baratta:
“La Mostra del Cinema dai 7,1 milioni scende a 4 milioni. Mi appello al presidente Berlusconi perché faccia un decreto per impedirlo e preservare questo patrimonio che gli sta a cuore. Senza una certa somma la Mostra del Cinema non la posso fare, non ho scelte”.
Perdere la Mostra di Venezia per i tagli alla cultura del nostro governo sarebbe un’altra accettata alla nostra dignità di italiani.
Dalla redazione di Sky Cinema.
16 marzo 2011
Sergio Rubini a cuore aperto
Oggi ho il piacere di presentarvi la versione integrale dell'intervista a Sergio Rubini, attore e regista cinematografico, che ho realizzato per Sky Cinema sul suo spettacolo teatrale intitolato 'A cuore aperto'.
(Un'intervista come dovrebbero essere fatte sempre, con l'intervistatore non inquadrato, perché il portagonista è "l'altro").
(Un'intervista come dovrebbero essere fatte sempre, con l'intervistatore non inquadrato, perché il portagonista è "l'altro").
15 marzo 2011
Virzi: "La cultura il nostro petrolio"
Altro che nucleare, è sul nostro patrimonio artistico e culturale che bisogna puntare!
Finalmente qualcuno che lo abbia detto a chiare lettere. E questo qualcuno è il regista e sceneggiatore Paolo Virzì.
Ecco le sue parole dall'articolo comparso su ItaliaFutura.it
Il destino della attività creativa è stato da sempre quello di destreggiarsi tra gli umori dei Principi, la benevolenza insidiosa dei Mecenati astuti, l'elemosina interessata del ministro e dell'assessore. Ma mai come in questi anni abbiamo assistito a tanta devastante arroganza contro i nostri artisti, specie i migliori e i più liberi, da parte di figure di primissimo piano del potere politico.
Un dileggio divertito, che ha fatto da colonna sonora al più esplicito e rude progetto di ridimensionamento che la nostra storia ricordi. Pensare che invece la bellezza, lo stile, la cultura, sono il petrolio dell’Italia, la sua più grande ricchezza, oltre che la sua inimitabile identità. E non solo perché viviamo in uno sterminato museo a cielo aperto, che purtroppo abbiamo già colpevolmente ferito. Ma perché è evidente che nel tempo, nonostante divisioni, sciagure, guerre, gli italiani sono stati capaci di tramandarsi questo segreto: han custodito generazione dopo generazione una sapienza sopraffina e geniale per l’espressione artistica, per il senso del bello, per concepire il divertente, il commovente, l’affascinante.
Quel poco o tanto di prestigio di cui godiamo nel mondo lo dobbiamo soprattutto (o forse soltanto) a questa risorsa straordinaria e unica: la nostra cultura, la nostra musica, la nostra architettura, la nostra poesia, il nostro cinema, la nostra narrativa, il nostro teatro, le nostre arti figurative. Ma anche ad un certo modo di cucinare, di mangiare, di bere, di vestirsi, di arredare le case. Noi siamo gli italiani.
Quella patria giovane dal passato travagliato, ammalata di un'arretratezza gravissima che spesso ci sconforta, ma che pure è ancora capace di offrire al mondo esempi miracolosi di eccellenza intellettuale e artistica.
Se per caso c’è in giro qualcuno che voglia occuparsi di un’Italia futura non potrà che ripartire da questa forza misteriosa e inesauribile che ha attraversato i secoli, liberandone finalmente le potenzialità e le energie, e mettendole saggiamente a profitto, per il bene di tutti.
Finalmente qualcuno che lo abbia detto a chiare lettere. E questo qualcuno è il regista e sceneggiatore Paolo Virzì.
Ecco le sue parole dall'articolo comparso su ItaliaFutura.it
Il destino della attività creativa è stato da sempre quello di destreggiarsi tra gli umori dei Principi, la benevolenza insidiosa dei Mecenati astuti, l'elemosina interessata del ministro e dell'assessore. Ma mai come in questi anni abbiamo assistito a tanta devastante arroganza contro i nostri artisti, specie i migliori e i più liberi, da parte di figure di primissimo piano del potere politico.
Un dileggio divertito, che ha fatto da colonna sonora al più esplicito e rude progetto di ridimensionamento che la nostra storia ricordi. Pensare che invece la bellezza, lo stile, la cultura, sono il petrolio dell’Italia, la sua più grande ricchezza, oltre che la sua inimitabile identità. E non solo perché viviamo in uno sterminato museo a cielo aperto, che purtroppo abbiamo già colpevolmente ferito. Ma perché è evidente che nel tempo, nonostante divisioni, sciagure, guerre, gli italiani sono stati capaci di tramandarsi questo segreto: han custodito generazione dopo generazione una sapienza sopraffina e geniale per l’espressione artistica, per il senso del bello, per concepire il divertente, il commovente, l’affascinante.
Quel poco o tanto di prestigio di cui godiamo nel mondo lo dobbiamo soprattutto (o forse soltanto) a questa risorsa straordinaria e unica: la nostra cultura, la nostra musica, la nostra architettura, la nostra poesia, il nostro cinema, la nostra narrativa, il nostro teatro, le nostre arti figurative. Ma anche ad un certo modo di cucinare, di mangiare, di bere, di vestirsi, di arredare le case. Noi siamo gli italiani.
Quella patria giovane dal passato travagliato, ammalata di un'arretratezza gravissima che spesso ci sconforta, ma che pure è ancora capace di offrire al mondo esempi miracolosi di eccellenza intellettuale e artistica.
Se per caso c’è in giro qualcuno che voglia occuparsi di un’Italia futura non potrà che ripartire da questa forza misteriosa e inesauribile che ha attraversato i secoli, liberandone finalmente le potenzialità e le energie, e mettendole saggiamente a profitto, per il bene di tutti.
14 marzo 2011
Woody a Roma
In un’intervista a Repubblica, il grande Woody Allen ha ufficialmente dichiarato che il suo prossimo film sarà girato a Roma.
Queste le parole del regista: “Non chiedetemi del cast e della sceneggiatura, sono superstizioso. Sono ancora in fase di scrittura, sarebbe sciocco dire di più. Amo queste città sofisticate. È fantastico avere la possibilità di lavorare qui, così come aver girato Manhattan a New York, Match Point a Londra e Vicky Cristina Barcelona a Barcellona.”
Dopo aver girato in pratica uno spot alla città di Barcellona con Vicky Cristina Barcelona, Woody farà la stessa cosa a Roma? Dipende se, come nel caso della città spagnola, anche il comune italiano parteciperà a finanziare il film.
Dalla redazione di Sky Cinema.
Queste le parole del regista: “Non chiedetemi del cast e della sceneggiatura, sono superstizioso. Sono ancora in fase di scrittura, sarebbe sciocco dire di più. Amo queste città sofisticate. È fantastico avere la possibilità di lavorare qui, così come aver girato Manhattan a New York, Match Point a Londra e Vicky Cristina Barcelona a Barcellona.”
Dopo aver girato in pratica uno spot alla città di Barcellona con Vicky Cristina Barcelona, Woody farà la stessa cosa a Roma? Dipende se, come nel caso della città spagnola, anche il comune italiano parteciperà a finanziare il film.
Dalla redazione di Sky Cinema.
13 marzo 2011
Charlie Sheen fuori di brocca
Qualche giorno fa, il nome di Charlie Sheen campeggiava tra i trending topic - gli argomenti più discussi - di Twitter. Ecco svelato il perché.
L’attore, ormai felicemente relegato al mondo della sit com, è salito su un tetto con un machete in una mano e una bottiglia di sangue di tigre (secondo le parole dello stesso Scheen) nell’altra, gridando in continuazione “Finalmente libero!”
Il motivo? Warner Bros lo ha licenziato, in particolare dalla sua partecipazione nella sit com Due Uomini e mezzo, a causa di un atteggiamento morale non consono unito a pesanti insulti, anche razziali, ai realizzatori della serie.
Ultimamente l’attore sta esagerando, già qualche settimana fa era finito in ospedale per problemi gastrici dovuti all’abuso di alcool, droghe e medicinali.
Dalla redazione di Sky Cinema.
L’attore, ormai felicemente relegato al mondo della sit com, è salito su un tetto con un machete in una mano e una bottiglia di sangue di tigre (secondo le parole dello stesso Scheen) nell’altra, gridando in continuazione “Finalmente libero!”
Il motivo? Warner Bros lo ha licenziato, in particolare dalla sua partecipazione nella sit com Due Uomini e mezzo, a causa di un atteggiamento morale non consono unito a pesanti insulti, anche razziali, ai realizzatori della serie.
Ultimamente l’attore sta esagerando, già qualche settimana fa era finito in ospedale per problemi gastrici dovuti all’abuso di alcool, droghe e medicinali.
Dalla redazione di Sky Cinema.
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12 marzo 2011
Tornatore goes to Hollywood
A qualcuno Baaria, l’ultimo film di Giuseppe Tornatore, è piaciuto. Ma è piaciuto dal punto di vista produttivo. Il produttore Avi Lerner, infatti, ha apprezzato come siano stati ben sfruttati dal regista i 30 milioni di euro del budget, convincendolo che dare a Tornatore ben 100 milioni di dollari potesse essere una buona mossa. E così sarà, Tornatore avrà a disposizione un budget da colossal per realizzare un film dal titolo Leningrad. Le riprese inizieranno non prima del 2012.
Dalla redazione di Sky Cinema.
Dalla redazione di Sky Cinema.
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