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04 luglio 2011

E guerra sia

Essere contro la violenza, non vuol dire abboccare alla solita favola dei black block e condannare "le piccole frange di manifestanti violenti che screditano decine di migliaia di brave persone". Vuol dire innanzitutto condannare le forze dell'ordine, nelle quali si annidano serpi dal cuore avvelenato da non si sa bene che cosa (o chi), picchiatori di professione che sfogano con brutalità il loro istinto represso sul primo malcapitato.

Da diverse testimonianze risulta che i primi ad imbracciare le armi in Val di Susa siano stati proprio i poliziotti che hanno risposto con gas lacrimogeni e manganelli e calci all'appropinquarsi di parte dei manifestanti alle aree "proibite".


29 giugno 2011

Forze dell' "ordine"

La rabbia incomprensibile delle forze dell'ordine in questa videodescrizione delle tende distrutte e deturpate dopo l'abbandono forzato dei manifestanti NoTav in Val di Susa.


10 dicembre 2010

Solidarietà alla polizia

A Napoli, alcuni ciclisti sono stati aggrediti senza apparente motivo dai poliziotti, che con il loro comportamento si sono offerti a prese per i fondelli (vedi il video sotto).

Le agressioni a studenti, lavoratori, immigrati, manifestanti, ciclisti, precari su tutto il territorio nazionale da parte delle forze dell'ordine, di questi tempi non si contano più.

Cosa succede? Non sono italiani anche loro? Non condividono le stesse difficoltà? Subiscono pressioni dai loro capi? Sono minacciati di perdere il lavoro se non pestano e manganellano a destra e a manca?

Lo dicano apertamente: verranno sicuramente organizzate manifestazione anche in loro solidarietà.

D'altra parte è già successo che gli stessi poliziotti abbiano organizzato proteste, come quella scenografica al Lido di Venezia o quella di pochi giorni fa ad Arcore. 

Allora devono decidere da che parte stare: con o contro gli italiani.