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02 dicembre 2011
La Talpa (Tinker, Taylor, Soldier, Spy)
16 novembre 2011
Breaking Dawn (1 e 2)
DALLA PARTE DEL VAMPIRO
11 agosto 2011
Extra - Adèle e l'enigma del faraone (Luc Besson)
Cosa fanno delle mummie egizie a passeggio nella Parigi del 1911?
Sono i fantastici personaggi del film di Luc Besson Adèle e l'enigma del faraone, riportati in vita da un grande scienziato, su richiesta della stessa Adèle.
Adèle Blanc-Sec è una sorprendente ragazza convinta che nei segreti della grande medicina dell'antico Egitto stia la chiave della guarigione dell'amata soprella rimasta ferita in un grave incidente.
Nel frattempo uno pterodattilo risvegliato dallo stesso professore mette a soqquadro la città mentre improbabili personaggi gli danno la caccia.
Avventura e magia sono gli speciali ingredienti di un divertente film per famiglie, tratto da un famoso fumetto francese incentrato sulle meravigliose avventure di Adèle, una bella scrittrice e archeologa, dall'umorismo fulminante.
LOUISE BOURGOIN
E' una donna molto moderna per i suoi tempi. E' misantropa, determinata, testarda e qualche volta antipatica.
Il personaggio cinematografico, un mix tra Indiana Jones e Mary Poppins, è rimasto fedele all'originale ed è calato in un mondo spettacolare e stupefacente, che è costato un grosso lavoro di ricerca e di costruzione di scenografie.
Grande ispiratore del progetto il regista francese Luc Besson, che deve fama internazionale a film come Il quinto elemento, Leon e NIkita. Passato dall'azione all'avventura non ha perso la sua ironia e il tocco personale.
Lo abbiamo incontrato e gli abbiamo rivolto cinque domande.
Cosa ti ha portato alla scelta di Louise Bourgoin per il ruolo di Adèle?
LOUISE è APERTA A TUTTO. è CAPACE DI PASSARE IN UN ATTIMO DA UN ESTREMO ALL'ALTRO E IMPREVEDIBILE COME IL PERSONAGGIO, MA MENO FOLLE DI ADèLE . è VERAMENTE AFFIDABILE, MENTRE ADèLE è PIù COMPLICATA.
Come avete ricreato la Parigi del 1911?
GUARDANDO LE FOTO DELLA PARIGI DI UN SECOLO FA ABBIAMO NOTATO CHE LE PERSONE AVEVANO UN ASPETTO TOTALMENTE DIVERSO. NON SO DIRE SE SIA A CAUSA DEL CIBO O DEI CORSETTI PER LE DONNE O DEI CAPPELLI, MA AVEVANO GRANDI NASI E GRANDI ORECCHIE E FACCE IMPRESSIONANTI. PERCIò ABBIAMO REALIZZATO PER TUTTI GLI ATTORI DELLE ORECCHIE O DEI NASI FINTI... ABBIAMO FATTO LORO DI TUTTO PER RICREARE IL LOOK DELL'EPOCA.
E gli attori come hanno reagito a queste scelte?
GLI ATTORI HANNO DATO TUTTO PER IL FILM. CREDO CHE CIò SIA DOVUTO AL FATTO DI ESSERE NEL 1911, CON I COSTUMI D'EPOCA E TUTTO IL RESTO, CHE SONO MANNA PER GLI ATTORI, PERCHé POSSONO INDOSSARE IL PERSONAGGIO.
Qual è stato il momento più emozionante sul set?
UNA COSA CHE MI HA MOLTO TOCCATO è STATO VEDERE JACQUES TARDI, L'AUTORE DEL FUMETTO, ENTRARE NELL'APPARTAMENTO CHE HA DISEGNATO E VEDERE LUOISE GIà NEI PANNI DI ADèLE CON IL SUO COSTUME VERDE E IL CAPPELLO CON LE PIUME. E SOPRATTUTTO VEDERE LOUISE CHE PRENDE IL LIBRO DI ADèLE E FARE UN AUTOGRAFO, COME SE ADèLE AVESSE FATTO L'AUTOGRAFO AL SUO CREATORE.
Tua moglie figura come produttore. Che esperienza è stata?
E' STATA UN'ESPERIENZA UNICA. NON AVEVO MAI AVUTO UN PRODUTTORE AL MIO FIANCO DURANTE LE RIPRESE E CIò MI HA PERMESSO DI CONCENTRARMI ANCORA DI PIù SOLAMENTE SULLA REGIA.
13 luglio 2011
Extra - Mangia prega ama
Una scrittrice in crisi, insoddisfatta del proprio matrimonio e della propria vita, divorzia dal marito e lascia New York per compiere un lungo viaggio alla ricerca di se stessa.
Tratto da un libro autobiografico di grande successo, Mangia prega ama è divenuto un film grazie alla volontà della stessa protagonista Julia Roberts.
Si tratta di una commedia romantica imperniata sulla necessità di superare gli errori fatti e sulla ricerca dell’equilibrio interiore.
Nel suo viaggio la protagonista visita tre terre: Italia, India e Indonesia.
Come suggerisce il titolo del film, ai tre approdi corrispondono tre elementi: cibo, spiritualità e sentimento.
E in ognuna di queste nazioni troverà un uomo a farle da guida. Luca Argentero in Italia, in India Richard Jenkins, nominato all’Oscar per L’ospite Inatteso.
Mentre a Bali la nostra viaggiatrice incontra un dolce brasiliano interpretato da Javier Bardem.
JAVIER BARDEM
Non tutti possono permettersi di viaggiare per il mondo, ma anche se non si abbandona tutto, credo sia importantefermarsi, chiudere gli occhi e capire cosa va cambiato dentro di noi.
Ma è senza dubbio lei la protagonista del film, una delle star più affascinanti e apprezzate di Hollywood, premio Oscar nel ruolo di Erin Brokovich: l’eterna “Pretty Woman” Julia Roberts.
L’abbiamo incontrata e le abbiamo rivolto cinque domande:
A proposito dei tre elementi del film: qual è il tuo rapporto personale con il cibo?
JULIA ROBERTS
Non sono una di quelle ragazze svenevoli che mangia solo insalata. Io mangio tutto.
E con la preghiera?
JULIA ROBERTS
Mi interessa, la comprendo e credo che sia un aspetto importante della vita.
E per finire, con l’amore?
JULIA ROBERTS
In amore si può sempre migliorare. Nel senso che si più sempre accrescere la propria benevolenza e l’interesse per gli altri. Io ho un buon cerchio di amicizie e una bella famiglia e cerco di essere cortese e aperta con chi non conosco.
Qual è la cosa più romantica che tu abbia fatto per un uomo?
JULIA ROBERTS
Avere tre bambini in tre anni?
Da dove viene il tuo splendido sorriso?
JULIA ROBERTS
Dai miei genitori. Dai miei felici, grandiosi genitori. Ricevo molti complimenti per i miei denti, ma in realtà non sono così perfetti.
07 luglio 2011
Extra - The Lost Future
Come sarebbe il mondo se la civiltà umana terminasse?
Secondo gli autori di The Lost Future tornerebbe l’età della pietra. Gli umani sarebbero divisi in tribù ben distinte si vestirebbero di pelli e vivrebbero in capanne.
Poi ci sarebbero bestie mutanti e ogni tipo di pericoli e la vita sarebbe molto molto avventurosa.
BAUER
La mia fascinazione verso i mondi postapocalittici alla basa del film deriva dal disagio che provo quando l’uomo gioca con ciò che dovrebbe lasciar stare, come il nucleare o le esplosioni di piattaforme petrolifere che non riesce a controllare.
Sean Bean, il Boromir di Il signore degli anelli, è circondato da un cast di giovani talenti.
Uno dei pochi letterati della tribù e il cacciatore più audace compiono un viaggio alla ricerca della cura contro un virus che mette a repentaglio la sopravvivenza stessa della società.
Con loro anche una donna forte e bella.
WALLIS
Quando ho letto la mia parte mi è subito piaciuta. Non è facile trovare ruoli di ragazze forti che tengono testa agli uomini e siano vere eroine.
CLAFLIN
Dorel sa che Kaleb ha ragione, mentre Savan non lo ascolta nemmeno, è una persona diretta che sa quel che vuole e se lo prende. Savan è Kaleb sono agli antipodi e tra loro ci sono conflitti.
Ma non c’è solo avventura e azione in The Lost Future, perché i tre personaggi danno vita a un intenso triangolo amoroso.
CLAFLIN
Dorel è la Kate Moss della tribù, è la donna che tutti adorano, mentre Savan è l’uomo più attraente, quindi formano una coppia naturale. Il povero Kaleb rimane in disparte a guardarli.
SEVIER
I personaggi sono sempre sotto attacco, perciò noi attori dobbiamo fare in modo che nei pochi attimi in cui c’è interazione siano mostrate le loro emozioni. L’azione e l’eccitazione della storia deve essere sostenuta dal rapporto tra i personaggi.
Il paesaggio sudafricano, la possibilità di recitare scene d’azione in costumi inusuali sono stati un ulteriore incentivo per gli attori che hanno aderito al progetto.
WALLIS
Guardate dietro di me: questa non è computer grafica, questa è la realtà!
TOMLINSON
La mia tribù ha il look dell’età della pietra, con vesti di cuoio e pelli di animale, ma più avanti nel racconto, in un’altra regione, si incontra un’altra tribù vestita di plastica reciclata. Hanno creato abiti molto belli.
E anche dal punto di vista tecnico, il film ha rappresentato una sfida interessante.
SALOMON
L’effetto visito più difficile è stato ricreare New York come potrebbe essere tra cinquecento anni, completamente deteriorata, con terra e grandi alberi per le strade. Avevamo due scelte: girare in città e inserire poi la vegetazione come effetto visivo o girare nei boschi e mettere gli edifici in postproduzione. Abbiamo optato per la seconda via e abbiamo trovato una splendida foresta vicino a Cape Town. La propria immaginazione è l’unico limite con gli effetti visivi.
03 maggio 2011
Extra - The Hole
Una donna si trasferisce con i suoi due figli lontano da Brooklyn in un sonnacchioso paese di provincia.
La nuova casa nasconde però un terribile segreto.
Che cosa c'è di peggio che scoprire una botola in cantina dalla quale emergono, materializzate, le proprie paure più oscure?
Premiato al festival di Venezia per l’utilizzo del 3D, attraverso questa tecnologia e ad una storia intrigante, il film cerca un nuovo modo di mettere in contatto il pubblico con le sue paure.
Notevole è la prova dei tre giovani attori e specialmente dell'appena undicenne Nathan Gamble, già apparso in altri film importanti come Babel e Il cavaliere oscuro.
I due maschietti di casa danno vita a un vivace rapporto tra fratelli in assenza di una figura paterna.
TERI POLO
Le loro capacità recitative sono straordinarie. Sono meravigliata dalla loro naturalezza.
C’è stata subito sintonia. E’ stato facile essere la loro madre.
I “cattivi” che il piccolo Lucas deve affrontare sono lo spettro del violento padre…
…e uno spaventoso e piccolo pupazzo di clown.
GAMBLE
Prima del film non avevo fobia dei pupazzi, ma ora forse sì… I ragazzi degli effetti speciali hanno fatto un grande lavoro.
Dietro la macchina da presa, siede Joe Dante, che ha sempre avuto una predilezione per il genere horror. Tra i suoi film più famosi cui sono infatti Piranha dove i pesci trasformano in pasto un gruppo di villeggianti e i due capitoli dei Gremlins in cui un’orda di piccoli mostri mette a soqquadro la città.
Lo abbiamo incontrato e gli abbiamo chiesto come mai, dopo diversi anni, abbia deciso di tornare alla sua antica passione.
DANTE
Non sono io ad essere tornato alla mia passione: è lei che è tornata da me. Sono passati anni dal mio ultimo film. Ho fatto più che altro televisione. A un certo punto della carriera si viene etichettati e con me è successo presto: io sono quello che fa gli horror e molte delle sceneggiature che ricevo sono di questo genere. Questo è stato uno dei migliori script che ho letto da molto tempo.
E perché, secondo il regista, i film horror continuano ad avere successo?
DANTE
La gente vede gli horror per lo stesso motivo per cui va sulle montagne russe: vuole sfidare la morte. I film horror parlano sempre di morte e sono un modo per sconfiggere le proprie paure. E’ sempre stato così, dai tempi dei racconti intorno al fuoco.
Sono famosi tra i ragazzi perché i giovani amano sfidare la morte e non pensano che a loro possa accadere.
Ma nei film di Joe Dante non ci sono spargimenti di sangue e particolari truculenti. Al contrario il regista sa introdurre elementi sentimentali nel suo terrore.
In un certo senso i suoi film sono horror per famiglie.
DANTE
Ogni possibile mutilazione del corpo umano è già stata fatta e io non lo trovo spaventoso, ma solo ripugnante.
Ci sono trucchi che funzionano sempre per sobbalzare il pubblico, ma fargli accapponare la pelle e rizzare i peli sul collo è più difficile, è una vera arte.
27 aprile 2011
Extra Agora
Agorà è un film controverso, che parla di antichità ma senza avere al centro eroi con la spada. La sua protagonista è invece un'insegnante.
Per di più, Agorà parla delle origini del Cristianesimo senza mostrare i cristiani come perseguitati, ma come un gruppo rivoltoso, violento e animato da fanatismo religioso.
AMENABAR
Non è un film contro i Cristiani: è un film che denuncia l’intolleranza e la follia delle persone disposte a uccidere per difendere delle idee. Quello che ho voluto mostrare è che non tutti i Cristiani si siano comportati umanamente come pensiamo. Alcuni hanno commesso gravissimi crimini. Quello che non capisco è come si possa uccidere per Dio. Ed è una cosa che anche loro hanno fatto.
Ciò nonostante, è possibile che sia questo il motivo per cui il film ha dovuto aspettare diversi mesi prima di uscire in Italia, dove peraltro ha registrato incassi sorprendenti. Eppure il film tratta dell'intolleranza religiosa, ma ha nell'astronomia la sua origine, come si evince dal racconto della sua genesi, tortuosa quasi quanto la sua distribuzione.
AMENABAR
Ero su una nave nel mediterraneo e guardavo le stelle e quella notte ho iniziato ad appassionarmi all’astronomia. Ho iniziato a studiare la relatività di Einstein che mi portato a Newton, Keplero, Galileo, Copernico… A un certo punto ho deciso di farne un film, ma ho dovuto per forza concentrarmi su un solo personaggio e mi sono accorto che c’era solo una donna tra tutti questi scienziati e ha vissuto in un’epoca incredibile.
La vicenda è ambientata ad Alessandria d’Egitto nel quarto secolo e racconta di un'eminente astronoma chiamata Ipazia, che decide di non rinnegare la sua scienza di fronte al crescente potere della comunità cristiana.
Una donna libera, portata sullo schermo con intensità dal premio Oscar Rachel Weisz, che antepone l'integrità morale e l'amore per la sapienza anche a quello terreno.
I temi storici e religiosi sono accompagnati da una robusta narrazione in cui emergono sentimenti eroici. Nel film non mancano poi scene forti di guerra e devastazione.
Agorà è opera del talentuoso regista sceneggiatore e compositore spagnolo Alejandro Amenàbar, un cineasta abile nello smarcarsi dal mainstream, e dalla sua stessa precedente produzione, che comprende due thriller di successo Apri gli occhi e The Others e il dramma pluripremiato Mare dentro.
AMENABAR
Ambientare un film nell’Egitto del quarto secolo è stato per me del tutto casuale. Ricordo che quando ho visto la linea di soldati romani ho pensato che non mi sarei mai immaginato di fare un film con costumi romani.
Per questo spiazzante film storico, Alessandria è stata ricostruita in un set a Malta già servito come location per grandiosi film ambientati nell'antichità come il Gladiatore di Ridley Scott e Troy con protagonista Brad Pitt.
28 febbraio 2011
Robot d'acciaio
18 febbraio 2011
Bertolucci passa al 3D
Bernardo Bertolucci pensa al 3D per il suo prossimo film, Io e te, ispirato all' omonimo romanzo di Niccolo' Ammaniti. A Sky Cine News, il regista racconta: ''Con Niccolo' Ammaniti, stiamo lavorando alla sceneggiatura insieme a Umberto Contarello che e' una voce nuova tra noi due. Appena ho letto il libro ho subito deciso di farne un film." E aggiunge: ''C' e' una cosa che mi affascina molto e che sto sperimentando per il nuovo film: ho pensato di girarlo in 3D.
E' un film molto piccolo che si svolge quasi tutto in una cantina e ho pensato che proprio il 3D mi dara' qualcosa in piu', la possibilita' di andare cosi' a fondo nella scenografia, cosi' a fondo nell'ombra e nel mistero di una cantina, come si va a fondo anche con i personaggi. Insomma del 3D mi piace molto come i corpi e i volti vengono fuori," spiega Bertolucci.
Dalla redazione di Sky Cinema
02 febbraio 2011
X-Men 2
E’ il secondo episodio della fortunata saga degli esseri mutanti che conta finora quattro film con X-men 3 e X-men le origini: Wolverine.
Un’epopea traboccante adrenalina e superpoteri in cui gruppi di eroi si fronteggiano e, in questo film più che in altri, non esiste una semplice distinzione tra buoni e cattivi.
Se nel primo episodio Magneto rappresentava il polo negativo della storia, ora è una pedina di un scacchiere più complesso sul quale incombe il sinistro piano dello scienziato militare Striker.
BRYAN SINGER - regista
Nell'universo degli x-men, il mondo del film è uguale a quello dei fumetti: si racconta una storia e la storia evolve e genere una saga.
Quando a Washington il Presidente è vittima di un attentato, tornano la paura e la diffidenza verso i mutanti e William Striker convince il Governo ad appoggiare la sua azione di forza.
IAN MCKELLEN - attore
Magneto lo sta ancora cercando e continua la sua discussione con Xavier riguardo a quale debba essere il destino dei mutanti: rivoluzionario o qualcosa di più temperato.
PATRICK STEWART - attore
Così abbiamo una sorta di conflitto triangolare tra i diversi punti di vista di Magneto, Xavier e ora anche Striker, che rappresenta la fetta dell'umanità ostile ai mutanti.
Come se non ci fosse abbastanza materiale visti i tanti personaggi, ne sono stati introdotti altri. Primo su tutti Nightcrawler.
ALAN CUMMING - attore
E' un mutante blu, ma la sua caratteristica speciale è il teletrasporto. Ha un aspetto buffo: ha una coda, strani vestiti, orecchie e denti appuntiti, occhi gialli... Richiede tre o quattro ore di trucco al giorno.
KELLY HU - attrice
Il mio personaggi si chiama invece Lady Deathstrike.
Sono una sorta di versione avanzata di Wolverine.
Gli ex bambini mutanti hanno un ruolo maggiore. Specialmente i personaggi di Iceman e Pyro.
SINGER - regista
E' un film più romantico. Diciamo che in X-Men 1, i personaggi si scambiavano numeri di telefono, in questo escono insieme.
Sono due le tresche amorose sviluppate: una riguarda Jean Gray, Ciclope e Wolverine.
Mentre l'altra storia d'amore riguarda Rogue e Iceman.
ANNA PAQUIN - attrice
Rogue ha un ragazzo, ma la cosa è complessa vista la sua impossibilità di toccare chicchessia per non ucciderlo.
E poi c'è Mistica che mostra il suo lato più sensuale.
REBECCA ROMIJN-STAMOS - attrice
E' un personaggio seducente e stavolta ho spinto un po' di più.
I fan di X-Men troveranno nel secondo capitolo tutti gli elementi che adorano... con più personaggi e più azione.
Ma X-Men 2 vive di vita propria: è divertente anche per chi non conosce affatto il mondo dei supereroi di gruppo.
HUGH JACKMAN - attore
Tenetevi pronti!
18 novembre 2010
Il mondo dei replicanti
Nel mondo dei replicanti, ogni essere umano si dota di un surrogato, una macchina-uomo che può interamente sostituirsi a lui, scoppiano focolai di resistenza contro la spersonalizzazione della vita.
Le identità subumane permettono una vita normale, senza spostarsi da casa e nella completa sicurezza, fino a che spunta un'arma capace di uccidere, insieme al surrogato, l'essere umano che vi è collegato.
Bruce Willis è protagonista di una indagine per scoprire quale complotto è nascosto dietro all'invenzione di quest'arma.
17 novembre 2010
Wild Target
Un impeccabile killer fallisce un incarico per la prima volta in vita sua quando incontra una conturbante cleptomane e truffatrice (Emily Blunt).
Il suo nuovo lavoro consiste nel proteggerla da un ricettatore (Rupert Everett) al quale ha rifilato una copia di un dipinto di Rembrant.
Il trio è completato da un giovane che il killer vuole iniziare al mestiere.
Remake di un film francese con Jean Rochefort e Marie Trintignant, Wild Target - Una valigia per tre è una black comedy colma di trovate grottesche.
16 novembre 2010
Trappola criminale
Due giorni prima dello scarceramento il suo compagno di cella è assassinato, così Ben Affleck si sostituisce a lui e inizia una relazione con Charlize Theron, la donna che Nick ha conquistato con delle lettere dalla prigione.
Lei ha però un fratello, criminale da strapazzo, che vuole sfruttare il suo precedente lavoro di guardia di casinò.
Per divincolarsi, cerca di dire la verità ma la banda non vuole credergli e lo trascina nel loro folle piano di rapinare il casinò durante la notte di Natale.
Trappola criminale condisce l'azione con molta ironia.
15 novembre 2010
Parnassus - L'uomo che voleva igannare il diavolo
Un monaco millenario gestisce uno spettacolo ambulante che permette ai clienti di fare un miracoloso viaggio nel profondo della loro immaginazione.
L'immortalità di Parnassus è però frutto di una scommessa con il diavolo. Per liberarsene dovrà salvare cinque anime dalla tentazione. In suo aiuto giunge Heath Ledger nei panni di grosso truffatore che ha perso la memoria.
Scomparso durante la produzione, il suo ruolo è stato completato da Colin Farrell, Jude Law e Johnny Depp.Parnassus - L'uomo che voleva ingannare il diavolo è una fiaba moderna dal genio visionario di Terry Gilliam.
24 settembre 2010
Inception da oggi al cinema
Questo è il servizio che ho realizzato per la rubrica Skycinenews.
Inception è l’arte dell’estrarre preziosi segreti dal subconscio durante i sogni. DiCaprio interpreta un campione di questa tecnica, che per riscattarsi accetta di tentare il processo contrario: impiantare un’idea nella testa di qualcuno.
NOLAN
L’idea dalla quale sono partito è che i sogni sembrano reali finché non ci svegliamo.
Da ex studente di letteratura Christopher Nolan si è chiesto perché il cinema non proponesse trame ardite come quelle di certi romanzi. Così ha scritto e diretto un film complesso, una vera sfida per lo spettatore come i suoi primi film, ma con un budget da grande film hollywoodiano.
NOLAN
Ho cercato di unire influenze concettuali letterarie e cinematografiche che mi attirano, e come se ne trovano in Matrix o Dark City e in tutti quei film che trattano del contrasto tra realtà e visione soggettiva, con i film d’azione alla James Bond e il grande cinema di uno Stanley Kubrick o di un Ridley Scott.
L’ambientazione onirica del film permette la realizzazione di scene spettacolari girate in sei diversi Paesi. Spettacolare è anche il cast internazionale, che comprende i premi Oscar Michael Caine e Marion Cotillard e i nominati all’Oscar Ellen Page e Leonardo DiCaprio.
DICAPRIO
Ci sono somiglianze tra Inception e il mio ultimo film Shutter Island, per quanto riguarda la lotta di una persona con i suoi incubi. In più, mi intrigano i film in cui bisogna scavare nella trama e c’è un narratore inaffidabile che dice o fa qualcosa che non si sa se sia vero.
17 luglio 2010
Pelham 123
Pelham uno due tre è l'avvincente racconto del sequestro di un vagone della metropolitana newyorkese e dei suoi diciotto passeggeri.
Un ex galeotto ha studiato il suo piano di vendetta contro la città per intascare una grossa somma di denaro.
Il sequestratore è John Travolta, che nonostante la sua faccia da bonaccione, sul grande schermo interpreta spesso il ruolo di cattivo.
TRAVOLTA
Interpretare un cattivo è sempre eccitante, perché i buoni hanno una condotta morale prestabilita anche se in gradazioni variabili. Mentre da cattivo puoi crearti il tuo modello di morale, puoi essere aggressivo quanto vuoi, oppure calmo, subdolo, affascinante, puoi essere quello che vuoi.
Durante la trattativa con le forze dell'ordine, Ryder elegge a suo interlocutore privilegiato uno sveglio impiegato dell'azienda di trasporti, Denzel Washington, già apparso in altri film diretti da Tony Scott come Man on Fire e Deja-vu.
Si crea uno legame simbiotico tra il pregiudicato, sprezzante della morte, e l'impiegato modello.
Ma quello che sembra un integerrimo lavoratore ha una macchia sulla coscienza.
Nel brillante cast figura anche John Turturro.
Il film è un remake di una pellicola del 1974 con Walter Matthau.
Scott ne ha adattato il racconto ai tempi attuali e ha introdotte alcune modifiche.
SCOTT
Non l'ho mai pensato come un remake ma come una reinvenzione. Abbiamo ridisegnato i personaggi e la storia per adattarla a una persona vera. Ho preso il mondo hi.tech, calmo e ordinato della sala di controllo in contrapposizione a con l'oscurità e l'avidità della metropolitana
SCOTT
Pochi film sono stati realizzati nella metropolitana di New York.
TRAVOLTA
La metropolitana è parte della vita di tutti a New York. Uso spesso la metropolitana: è economica, veloce e spesso molto affollata.
WASHINGTON
Sono cresciuto a New York e da ragazzo prendevo la metropolitana quasi tutti i giorni.
SCOTT
L'azienda di trasporti ci ha fornito veri treni sui quali girare fino a 90 kilometri all'ora.
TRAVOLTA
Abbiamo passato la metà del tempo nei tunnel della metro e questo ha creato l'atmosfera adatta a creare i personaggi.
WASHINGTON
Non ti rendi conto di quanto siano grandi i treni perché sulle bachine sei più alto di un metro e mezzo e sei all'altezza delle porte, ma quando sei sui binari sembrano dei mostri e quando passano a 70-80 kilometri all'ora l'aria può spostarti.
SCOTT
E' incredibile cosa si può ottenere quando si mettono gli attori in quelle situazioni, con veri treni che passano vicino a loro.
Interessante e innovativo lo stile di montaggio, mentre le scene di roccaboleschi incidenti, immancabili in un action movie che si rispetti, sono trattate con insolita ironia.
WASHINGTON
ci vogliono Comunque personaggi forti. Ci possono essere un sacco di incidenti con macchine che volano e si ribaltano, ma dopo un po' si cerca il cuore dell'essere umano.
13 luglio 2010
Cosmonauta
"Nell'età delle commozioni il cuore non basta a reggere la spinta del sangue. Il mondo intorno è poco rispetto alla grandezza che si allarga in petto. E' l'età in cui una donna deve ridursi alla piccola taglia del mondo. Un urto dentro di lei le fa credere di non farcela, troppa violenza ci vuole per ridursi."
05 luglio 2010
Il grande dittatore
Declino la responsabilità sul testo che mi è stato pesantemente riveduto.
28 maggio 2010
Pet Therapy
Uno scrittore di mezz’età decide di adottare un simpatico collie maltrattato dai precedenti padroni.
Il piccolo animale rivela però fin da subito il lato demoniaco del suo carattere.
Per lo scrittore, già in crisi di ispirazione, prendersi cura del cane diventa una vera sfida e una nuova fonte di distrazione.
JEFF BRIDGES
La storia si riferisce a un momento della sua vita, in cui attraversa una crisi. Si crea un parallelismo tra il personaggio e il cane.
Burbero e solitario, l’uomo scoprirà che dovrà curare la sua anima prima di poter salvare quella del suo amico a quattro zampe.
Una grande prova d’attore per il neo-premio Oscar Jeff Bridges, sempre sullo schermo attorniato da quadrupedi più spesso che da esseri umani.
JEFF BRIDGES
George LaVoo è riuscito a coinvolgermi nel progetto. Una sera abbiamo cenato insieme e ha dimostrato la sua passione.
LAUREN AMBORSE
Bisogna avere una certa personalità per impegnarsi in un progetto in cui ci sono un solo uomo e molti animali. Coraggioso lui e i produttori!
MATHILDA HALBERG
Il tempo a disposizione per addestrare gli animali era molto limitato: meno di dieci settimane. I cani hanno dovuto affrontare una serie di emozioni. Il cane del film è pazzo e nessuno dei nostri cani lo è.
JEFF BRIDGES
Quando si lavora con un cane bisogna prestare attenzione a ciò che può funzionare con lui, bisogna comportarsi in modo innaturale perché reagisca nel modo giusto.
MATHILDA HALBERG
Siamo stati molto fortunati a lavorare con Jeff. L’abbiamo scelto perché è ben addestrato.
Come nel caso di Marley & me, anche Pet Therapy è tratto da un romanzo autobiografico in cui un cane protagonista è un modo intenso di parlare di sentimenti umani.
JON KATZ
Le storie parlano sempre di persone. Diventano interessanti quando ci riconducono alle persone.
24 maggio 2010
Air Force One Extra
Eccovi il video che ho realizzato per Sky Cinema
Un presidente dalla morale integra è in pericolo. L’Air Force One, il mitico e blindatissimo aereo sul quale viaggia, è in mano a un manipolo di terroristi.
Gli Stati Uniti sono sotto scacco.
Quante persone e di quale rango possono essere sacrificate per i valori di un’intera Nazione?
GLENN CLOSE
C’è un dilemma da affrontare: rilasciare un capo sanguinario o rifiutare di compiacere i terroristi e mettere a rischio il Presidente e metà governo.
Il Presidente non si nasconde, ma si mette in gioco in prima persona, anche perché la moglie e la figlia sono ancora nelle mani degli attentatori.
HARRISON FORD
Si rende conto di non avere scelta, che può contare solo sulle sue forze e che se vuole salvare se stesso e la sua famiglia deve farlo personalmente.
Adrenalici scontri si consumano a oltre diecimila metri di altezza, dentro e fuori dall’apparecchio.
Harrison Ford interpreta un presidente degli Stati Uniti che non perde il controllo nemmeno nelle situazioni più disperate e con l’uso della forza fisica e dell’astuzia tiene testa da solo alla spietata banda di Kazaki, capitanata da un Gary Oldman crudele e determinato.
GARY OLDMAN
A volte le proprie convinzioni vengono prima di tutto, prima della propria famiglia. Prima di se stessi.
FORD
L’ho ribattezzato Scary Gary. Le nostre scene sono molto intense e drammatiche.
In forma come non mai Ford dà vita a un capo di governo che sembra Indiana Jones con la giacca e la cravatta.
OLDMAN
Durante una scena, ero a questa distanza da lui e lo guardavo. All’improvviso ho detto: “Tu sei Indiana Jones!”
FORD
Mi piace la recitazione fisica e mi piace lavorare perché la narrazione sia avvincente.
FORD
E poi è divertente spezzare la routine correndo, saltando e cadendo.
Da Washington, assiste Harrison Ford la fidata e saggia Glen Close nel ruolo di vicepresidente.
CLOSE
Ero stata invitata a una cena con il Presidente Clinton nel Wyoming e c’era anche Harrison Ford. Ero seduta accanto al Presidente e a metà cena, Ford si è messo vicino a lui e mi ha chiesto: “Vuoi essere la mia Vicepresidente in un film che sto girando?” In quelle circostanze non potevo certo dire di no!
Air Force One punta accende i riflettori sul decisionismo delle alte sfere di fronte al possibile dramma della perdita di un amato Presidente.
Fa del patriottismo il suo tema principale ed è allo stesso tempo altamente spettacolare.
Se le scene più ardite hanno richiesto l’uso di effetti speciali…
…altre sono state filmate dal vivo.
GAIL KATZ
La difficoltà maggiore è stata portare nelle location una troupe enorme e girare le scene acrobatiche con gli aerei. È stata una scelta rischiosa, ma sapevamo che se ci fossimo riusciti all’inizio delle riprese, poi sarebbe stata tutta discesa.
WOLFGANG PETERSEN
Mi piace lavorare il più realisticamente possibile. Mi piacciono i dettagli, mi piace che gli spettatori abbiano la sensazione di essere nel film con noi.