Abbiamo aspettato 33 anni per una prima briciola di verità, tra altri 33 anni forse avremo la seconda. Ma le cose da sapere rimangono ancora troppe e la sete di giustizia non sarà mai spenta.
Ci sono dei criminali tra i nostri governanti, che tradiscono lo Stato di cui sono chiamati ad essere servitori.
analisi, recensioni, visioni, illuminazioni, cinema, film, video, corti, ecologia, politica...
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06 febbraio 2013
04 febbraio 2013
A che serve pagare le tasse?
Le nostre tasse non servono allo Stato ma finanziano direttamente ricchi privati. Ha senso pagarle ancora?
26 marzo 2012
Poesia Presente 2012: Stefano Rampini
Oggi continua il resoconto dello Slamp Poetry di Poesia Presente continua con la poesia politica di Stefano Raspini. Il componimento che lo stesso autore legge parla della lentezza della giustizia e si intitola "Silvio".
15 febbraio 2012
Perché Monti fallirà
Sono cose che chi ha un minimo di cognizione di ciò che sta accadendo sa, è vero. Ma mi piace come questa ragazza sia in grado di esprimerle, mi piacciono la freschezza e franchezza con le quali dice per esempio che la flessibilità ha fallito e che stiamo distruggendo le nostre democrazie.
27 novembre 2011
Nascita di una dittatura mondiale
Non so se il 100% di questo video sia vero, ma di sicuro sono vere le parole su Mario Monti e le parole di Mario Monti. Le sue stesse dichiarazioni la dicono lunga sul progetto globale di cui si è fatto servitore.
La cosa per cui dobbiamo lottare è la trasparenza. Tutto deve essere limpido come l'aria e dovremo avere la forza di non cedere nessun centimetro della nostra libertà in cambio di benessere economico o di sicurezza.
15 novembre 2011
Il ricatto del debito
Il neoliberismo è un crimine contro l'umanità. Lo si dice chiaro e tondo in questo documentario, Debtocracy, che non vorrei mai smettere di guardare in un momento come questo.
Il nostro destino pare segnato ormai da alcuni anni: svenderanno il nostro Paese e lo faranno al prezzo più basso possibile e ridurci in una specie di nuova schiavitù.
Eppure ci sono dei modi per risorgere, come è riuscita a fare l'Argentina, o per opporsi, come è riuscito a fare l'Ecuador. Il debito che chiedono di pagare ai cittadini è stato in larga parte contratto dalle classi dirigenti di questi Paesi, così come è successo in Grecia e da noi in Italia.
Per questo il debito può essere dichiarato illegale e per questo noi non dovremmo pagarlo.
Il nostro destino pare segnato ormai da alcuni anni: svenderanno il nostro Paese e lo faranno al prezzo più basso possibile e ridurci in una specie di nuova schiavitù.
Eppure ci sono dei modi per risorgere, come è riuscita a fare l'Argentina, o per opporsi, come è riuscito a fare l'Ecuador. Il debito che chiedono di pagare ai cittadini è stato in larga parte contratto dalle classi dirigenti di questi Paesi, così come è successo in Grecia e da noi in Italia.
Per questo il debito può essere dichiarato illegale e per questo noi non dovremmo pagarlo.
14 novembre 2011
La presa del potere
E allora porte spalancate per il neosenatoreavita (ne sentivate il bisogno, vero?) Mario Monti, per un governo che sembra una pizza.
Per buon auspicio dedichiamo una canzone ai futuri comandanti.
Per buon auspicio dedichiamo una canzone ai futuri comandanti.
13 novembre 2011
12.11.2011 Berlusconi si dimette
Si festeggia in maniera spiritosa a Roma, davanta al Quirinale con adirittura l'orchestra sinfonica che esegue l'Alleluja.
Assomiglia molto alle grandi feste popolari per le cadute dei dittatori che abbiamo visto in Paesi che ci sembravano culturalmente così distanti da noi. Ma forse questa distanza si è ridotta.
I tempi duri non sono certo finiti e forse stanno solo per iniziare, ma per oggi vogliamo goderci la festa. Facciamo un brindisi anche se invece dello spumante useremo lacrime e sangue.
Buona fine. Buon principio.
Assomiglia molto alle grandi feste popolari per le cadute dei dittatori che abbiamo visto in Paesi che ci sembravano culturalmente così distanti da noi. Ma forse questa distanza si è ridotta.
I tempi duri non sono certo finiti e forse stanno solo per iniziare, ma per oggi vogliamo goderci la festa. Facciamo un brindisi anche se invece dello spumante useremo lacrime e sangue.
Buona fine. Buon principio.
05 settembre 2011
Golpe finanziario
La riduzione delle tasse nei confronti dei più ricchi ha creato un deficit maggiore e quindi un maggior debito (pubblico e privato).
La crisi finanziaria di questi anni deriva in larga parte da scelte operate dai governi, soggiogati dai grossi poteri economici e finanziari. Tali poteri dopo aver creato i nostri problemi, ora ci tengono per le palle. E le condizioni che dettano per sciogliere il ricatto sono il taglio dei servizi, del welfare, in sostanza la riduzione della nostra qualità di vita, il nostro impoverimento, e la riforma del lavoro. In questo modo i mercati finanziari avranno ancora più potere.
Questo è quello che è successo in Grecia, dopo la crisi, e che sta succedendo in Spagna e in Italia allo stesso modo.
La crisi non è casuale, ma è un vero e proprio colpo di Stato a opera dei poteri finanziari, che stanno cambiando le regole della nostra democrazia.
La crisi finanziaria di questi anni deriva in larga parte da scelte operate dai governi, soggiogati dai grossi poteri economici e finanziari. Tali poteri dopo aver creato i nostri problemi, ora ci tengono per le palle. E le condizioni che dettano per sciogliere il ricatto sono il taglio dei servizi, del welfare, in sostanza la riduzione della nostra qualità di vita, il nostro impoverimento, e la riforma del lavoro. In questo modo i mercati finanziari avranno ancora più potere.
Questo è quello che è successo in Grecia, dopo la crisi, e che sta succedendo in Spagna e in Italia allo stesso modo.
La crisi non è casuale, ma è un vero e proprio colpo di Stato a opera dei poteri finanziari, che stanno cambiando le regole della nostra democrazia.
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01 settembre 2011
Tocca a noi
La risposta alla crisi non può arrivare da chi la creata né da una classe politica succube dei grandi poteri finanziari. La risposta deve venire da noi, dalla gente comune, dal popolo.
04 agosto 2011
Di Pietro al parlamento il 3 agosto 2011
Credo che quello di Di Pietro sia l'unico modo di parlare a Berlusconi: dargli del tu e "percularlo". Anche in Parlamento.
03 agosto 2011
18 luglio 2011
La spirale finanziaria
La spirale finanziaria che sta stritolando la Grecia e ha fatto assaggiare la sua morsa anche all'Italia, è voluta dai grandi poteri economici internazionali.
Il governo Berlusconi non sta facendo nulla per arginarla e approfitta della situazione per inasprire il divario tra ricchi e poveri in questo Stato. Il governo è debole, cadrà, ma il successivo, sostenuto dalla sinistra, continuerà l'opera di spoliazione del nostro Paese.
Il governo Berlusconi non sta facendo nulla per arginarla e approfitta della situazione per inasprire il divario tra ricchi e poveri in questo Stato. Il governo è debole, cadrà, ma il successivo, sostenuto dalla sinistra, continuerà l'opera di spoliazione del nostro Paese.
15 giugno 2011
La concezione di Brunetta
Brunetta, esecrabile Ministro della Repubblica, ha detto ai precari che rappresentano l'Italia peggiore. Ma lui, quale Italia rappresenta?
Ce lo spiega questo documento dell'Espresso.
Ce lo spiega questo documento dell'Espresso.
13 giugno 2011
Il Referendum più pazzo del mondo
Lo conoscete già, probabilmente, visto il subitaneo successo e le quasi 40 mila visualizzazioni in poche ore su YouTube. Lo stesso, visto il tema della giornata, vi segnalo il video che parla in modo parodistico della reazione del PDL alla notizia del successo dei Referendum.
21 maggio 2011
Italian Revolution
Ispirato da movimenti civili e politici italiani, in Spagna è nato un grosso movimento di piazza che protesta perché le decisioni che riguardano la vita del Popolo tornino in mano ai cittadini.
Ora questo movimento sta tornando in italian. Cercatelo su twitter sotto lo hashtag #italianrevolution
Ora questo movimento sta tornando in italian. Cercatelo su twitter sotto lo hashtag #italianrevolution
29 marzo 2011
Il paese dei processi
Un Paese dove un processo vero contro il premier più criminale della storia si trasforma in cattiva televisione e dove un processo finto ospita una finta terremotata che elogi il governo è un Paese contaminato, che invoca una rivoluzione.
17 marzo 2011
Festival di Venezia a rischio
Il Fus, il Fondo Unico per lo Spettacolo, è senz’altro uno dei fondi che il governo Berlusconi sta tagliando e congelando con più foga. Dopo aver già ridotto le risorse a 258 milioni di euro, è stato aggiunto il congelamento di altri 27 milioni (con il rischio della chiusura per Cinecittà Luce), e un ulteriore drastico taglio di 50 milioni.
Oggi questa è la situazione: la musica è scesa da 56 a 35 milioni, la lirica da 196 a 122, la danza da 9 a 5, il teatro da 67 a 42, il cinema da 76 a 47. I 50 milioni che verranno tagliati andranno a influire le altre voci del fondo, che riguardano patrimonio archeologico e musei. Martedì prossimo le principali associazioni di categoria convocheranno la stampa per illustrare le modalità di svolgimento dell’iniziativa di mobilitazione contro i tagli e che si concentrerà tra il 26 e il 28 marzo.
Non sono bastati due giorni dall’annuncio, che riceviamo subito i primi segnali d’allarme. E segnali enormi, per giunta.
Paolo Baratta, presidente della Biennale di Venezia, ha infatti pubblicamente dichiarato la propria preoccupazione verso la possibilità di realizzare la prossima edizione della Mostra del Cinema. Il motivo, ovviamente, i tagli al budget.
Così spiega Baratta:
“La Mostra del Cinema dai 7,1 milioni scende a 4 milioni. Mi appello al presidente Berlusconi perché faccia un decreto per impedirlo e preservare questo patrimonio che gli sta a cuore. Senza una certa somma la Mostra del Cinema non la posso fare, non ho scelte”.
Perdere la Mostra di Venezia per i tagli alla cultura del nostro governo sarebbe un’altra accettata alla nostra dignità di italiani.
Dalla redazione di Sky Cinema.
Oggi questa è la situazione: la musica è scesa da 56 a 35 milioni, la lirica da 196 a 122, la danza da 9 a 5, il teatro da 67 a 42, il cinema da 76 a 47. I 50 milioni che verranno tagliati andranno a influire le altre voci del fondo, che riguardano patrimonio archeologico e musei. Martedì prossimo le principali associazioni di categoria convocheranno la stampa per illustrare le modalità di svolgimento dell’iniziativa di mobilitazione contro i tagli e che si concentrerà tra il 26 e il 28 marzo.
Non sono bastati due giorni dall’annuncio, che riceviamo subito i primi segnali d’allarme. E segnali enormi, per giunta.
Paolo Baratta, presidente della Biennale di Venezia, ha infatti pubblicamente dichiarato la propria preoccupazione verso la possibilità di realizzare la prossima edizione della Mostra del Cinema. Il motivo, ovviamente, i tagli al budget.
Così spiega Baratta:
“La Mostra del Cinema dai 7,1 milioni scende a 4 milioni. Mi appello al presidente Berlusconi perché faccia un decreto per impedirlo e preservare questo patrimonio che gli sta a cuore. Senza una certa somma la Mostra del Cinema non la posso fare, non ho scelte”.
Perdere la Mostra di Venezia per i tagli alla cultura del nostro governo sarebbe un’altra accettata alla nostra dignità di italiani.
Dalla redazione di Sky Cinema.
15 marzo 2011
Virzi: "La cultura il nostro petrolio"
Altro che nucleare, è sul nostro patrimonio artistico e culturale che bisogna puntare!
Finalmente qualcuno che lo abbia detto a chiare lettere. E questo qualcuno è il regista e sceneggiatore Paolo Virzì.
Ecco le sue parole dall'articolo comparso su ItaliaFutura.it
Il destino della attività creativa è stato da sempre quello di destreggiarsi tra gli umori dei Principi, la benevolenza insidiosa dei Mecenati astuti, l'elemosina interessata del ministro e dell'assessore. Ma mai come in questi anni abbiamo assistito a tanta devastante arroganza contro i nostri artisti, specie i migliori e i più liberi, da parte di figure di primissimo piano del potere politico.
Un dileggio divertito, che ha fatto da colonna sonora al più esplicito e rude progetto di ridimensionamento che la nostra storia ricordi. Pensare che invece la bellezza, lo stile, la cultura, sono il petrolio dell’Italia, la sua più grande ricchezza, oltre che la sua inimitabile identità. E non solo perché viviamo in uno sterminato museo a cielo aperto, che purtroppo abbiamo già colpevolmente ferito. Ma perché è evidente che nel tempo, nonostante divisioni, sciagure, guerre, gli italiani sono stati capaci di tramandarsi questo segreto: han custodito generazione dopo generazione una sapienza sopraffina e geniale per l’espressione artistica, per il senso del bello, per concepire il divertente, il commovente, l’affascinante.
Quel poco o tanto di prestigio di cui godiamo nel mondo lo dobbiamo soprattutto (o forse soltanto) a questa risorsa straordinaria e unica: la nostra cultura, la nostra musica, la nostra architettura, la nostra poesia, il nostro cinema, la nostra narrativa, il nostro teatro, le nostre arti figurative. Ma anche ad un certo modo di cucinare, di mangiare, di bere, di vestirsi, di arredare le case. Noi siamo gli italiani.
Quella patria giovane dal passato travagliato, ammalata di un'arretratezza gravissima che spesso ci sconforta, ma che pure è ancora capace di offrire al mondo esempi miracolosi di eccellenza intellettuale e artistica.
Se per caso c’è in giro qualcuno che voglia occuparsi di un’Italia futura non potrà che ripartire da questa forza misteriosa e inesauribile che ha attraversato i secoli, liberandone finalmente le potenzialità e le energie, e mettendole saggiamente a profitto, per il bene di tutti.
Finalmente qualcuno che lo abbia detto a chiare lettere. E questo qualcuno è il regista e sceneggiatore Paolo Virzì.
Ecco le sue parole dall'articolo comparso su ItaliaFutura.it
Il destino della attività creativa è stato da sempre quello di destreggiarsi tra gli umori dei Principi, la benevolenza insidiosa dei Mecenati astuti, l'elemosina interessata del ministro e dell'assessore. Ma mai come in questi anni abbiamo assistito a tanta devastante arroganza contro i nostri artisti, specie i migliori e i più liberi, da parte di figure di primissimo piano del potere politico.
Un dileggio divertito, che ha fatto da colonna sonora al più esplicito e rude progetto di ridimensionamento che la nostra storia ricordi. Pensare che invece la bellezza, lo stile, la cultura, sono il petrolio dell’Italia, la sua più grande ricchezza, oltre che la sua inimitabile identità. E non solo perché viviamo in uno sterminato museo a cielo aperto, che purtroppo abbiamo già colpevolmente ferito. Ma perché è evidente che nel tempo, nonostante divisioni, sciagure, guerre, gli italiani sono stati capaci di tramandarsi questo segreto: han custodito generazione dopo generazione una sapienza sopraffina e geniale per l’espressione artistica, per il senso del bello, per concepire il divertente, il commovente, l’affascinante.
Quel poco o tanto di prestigio di cui godiamo nel mondo lo dobbiamo soprattutto (o forse soltanto) a questa risorsa straordinaria e unica: la nostra cultura, la nostra musica, la nostra architettura, la nostra poesia, il nostro cinema, la nostra narrativa, il nostro teatro, le nostre arti figurative. Ma anche ad un certo modo di cucinare, di mangiare, di bere, di vestirsi, di arredare le case. Noi siamo gli italiani.
Quella patria giovane dal passato travagliato, ammalata di un'arretratezza gravissima che spesso ci sconforta, ma che pure è ancora capace di offrire al mondo esempi miracolosi di eccellenza intellettuale e artistica.
Se per caso c’è in giro qualcuno che voglia occuparsi di un’Italia futura non potrà che ripartire da questa forza misteriosa e inesauribile che ha attraversato i secoli, liberandone finalmente le potenzialità e le energie, e mettendole saggiamente a profitto, per il bene di tutti.
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