07 gennaio 2015

Italy in a day - Un sabato italiano

Un fan dello User Generated Content come me, non poteva perdersi di nuovo la trasmissione di Italy in a day su Raitre dopo essersi perso l'uscita in sala la trasmissione in prima serata qualche tempo fa. E così ho vinto il sonno del Capodanno e approfittato di trovarmi in vacanza in un casa provvista di TV, al contrario della mia, per godermi lo spettacolo in seconda serata.

Sulla scia del progetto lanciato da Ridley Scott Life in a Day, che aveva chiesto a tutti di riprendere la loro giornata il 24 luglio del 2010 e caricare il girato su YouTube, Italy in a day racconta allo stesso modo un sabato qualunque della vita degli italiani. Il sabato qualunque è in questo caso il 26 ottobre 2013.

La regia è affidata a Gabriele Salvatores, mentre Ridley Scott figura come produttore. Il ruolo di Salvatores immagino sia stato quello di supervisionare un lungo processo di selezione e montaggio delegato in gran parte a collaboratori, visto che la regia vera e propria delle 2200 ore di girato è stata delle decine di migliaia di italiani qualunque che hanno registrato con videocamere o cellulari momenti della loro giornata.

E il montaggio finale mantiene saggiamente i distinti formati dei video di partenza, così che si passa dal 16:9 al video verticale, che lascia ampie fasce nere ai lati dell'immagine, senza soluzione di continuità. Mantenendo l'ordine cronologico degli eventi, dalle 00.00 alla mezzanotte successiva, le sequenze sono accostate per analogia visiva e di senso logico.

Gli attori/autori ci mettono a parte dei loro pensieri e delle loro abitudini e descrivono la loro giornata. C'è l'astronauta nella navicella spaziale che si versa in testa l'acqua e la tiene in equilibrio come fosse gelatina, c'è il ragazzo che si sente come un astronauta perché vive su una nave cargo, c'è il testimone di giustizia che vive incarcerato nella sua propria casa per sentirsi libero dalla mafia, c'è il chirurgo che gira il mondo per salvare vite a bimbi che non potrebbero permettersi un intervento, e c'è soprattutto tante persone normali, la cui vita ci viene mostrata magari per pochi secondi.
 
Non ci sono scene di grande cinema in Italy in a day, e ce lo si può aspettare, ma alcune riflessioni (in particolare sulle loro paure e sulla loro Italia) sono così semplici e vicine nella loro universalità che hanno spesso commosso una mammoletta come me. Come commenta un ragazzo che vaga nella notte, se ora state piangendo è perché gli esseri umani sono meravigliosi. 


05 febbraio 2014

Chi è perfetto?

Ancora sulla moda. La moda che fa male. E se i modelli fossimo noi? Con i nostri piccoli e grandi difetti fisici? Se i manichini fossero esattamente come noi?
Pro Infirmis «Because who is perfect?»

31 gennaio 2014

Sandgrain: i disastrosi effetti locali della pesca globalizzata

Da ragazzo, Zé ha lasciato il suo villaggio di pescatori a Capo Verde per cercare una vita migliore in Svezia. Anni dopo, torna al suo villaggio e lo trova trasformato. La spiaggia dove giocava a calcio è sparita. La sua famiglia ora raccoglie sabbia dal fondo dell'oceano per rivenderla come cemento a basso costo, perché la pesca non è più una fonte di cibo sufficiente per la loro tavola.

Sandgrains (Granelli di sabbia) è un documentario sugli effetti locali della pesca globalizzata. La storia porta dall'Africa ai corridoi del Parlamento Europeo, dove si cerca di riformare la fallimentare industria della pesca europea.

Si tratta di un progetto realizzato in crowdfunding, grazie al supporto di persone che non si limitano a vedere un film, ma partecipano al progetto e contribuiscono affinché il progetto prenda forma.

E se il film è bello come il trailer...

Sandgrains Trailer NoSub from Matchbox Media Collective on Vimeo.

30 gennaio 2014

Nel Bitcoin Center di New York

Difficile capire per un profano come me quali siano davvero le implicazioni dell'uso del Bitcoin e quali siano i reali vantaggi e pericoli della "moneta virtuale". Tutto quello che leggo ha a che fare con instabilità, riciclaccio di denaro, narcotraffico, ostruzionismo governativo...

Secondo Federico Pistono, sta succedendo invece qualcosa di eccitante che ha poco a che vedere con i soldi, ma quasi nessuno se ne sta accorgendo.

Siamo alla soglia di qualcosa di enorme - scrive. Esattamente come internet oggi ha poco a che vedere con quello per cui è nata (usi militari e universitari, mentre quelli commerciali erano vietati), Bitocoin e i protocolli derivati potrebbeo diventare qualcosa di completamente diverso e inaspettato.

Bitcoin cambia la prospettiva su molte questioni che vanno al di là della moneta e che comprendono fiduca, consumo e utilizzo delle risorse, rapporti tra entità differenti, confini nazionali e consenso distribuito.

27 gennaio 2014

Fashion victims: La moda è pericolosa

No, fashion victims non sono donne e uomini che non riescono a fare a meno di comprare un abito a un accessorio che desiderano dal più profondo del loro piccolo cuore non appena lo vedono da qualche parte. Fashion victims siamo tutti noi e il pianeta in cui viviamo.

Quello sotto è un documentario che promette che non avrete più voglia di comprare un vestito dopo averlo visto.


24 gennaio 2014

Da nessun'altra parte

Oggi voglio farvi vedere un cortometraggio in animazione stop motion sul tema delle adozioni e del razzismo, ispirato alla toccante e delicata lettera di Marco Formigoni pubblicato su Peace Reporter del settembre 2008.
La voce narrante è quella di Alessio Luise, frontman dei Luisenzaltro.

23 gennaio 2014

Milano: è arrivato il ticket sharing

Il prezzo dei biglietti copre una percentuale esigua del costo dei mezzi pubblici che potrebbero diventare gratuiti, vista anche la loro essenzialità sono essenziali alla qualità della vita di tutti.
Allora, almeno sfruttiamoli a fondo!