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31 gennaio 2013

L'ultimo film di Bruno Bozzetto

Si chiama Rapsodeus ed è l'ultima fatica di Bruno Bozzetto, probabilmente il miglior animatore italiano. Ancora una volta il tema è la storia dell'umanità come un susseguirsi insensato di egoismi e guerre. Eppure il bene assoluto è proprio lì, a portata di mano, se solo la mano avesse la pazienza di lasciarsi accarezzare.
 

07 marzo 2012

Le storie che invento non le so raccontare

Un giallo con false ricostruzione, sovversione dell'ordine temporale degli eventi, azioni mostrate al contario, allucinazioni e confusione mentale, punto di vista di un personaggio principale non affidabile.

Un cortometraggio ben costruito e degno del miglior Christopher Nolan. Un cortometraggio che chiama in gioco le inferenze dello spettatore e lo costringe a giocare al gioco della narrazione per immagini. Poche parole. Una musichetta dolce solo in apparenza e che diventa ossessiva.

Le storie che invento non le so raccontare di Francesco Lettieri (anche protagonista) è un (capo)lavoro che meriterebbe un'attenta analisi. Magari un giorno gli dechideremo anche quel tempo.

27 maggio 2011

Vimerdì - Buying Time

Per la rubrica Vimerdì di questa settimana vi propongo un cortometraggio molto ben costruito e realizzato in sole 48 ore, compresa l'ideazione. Il regista di Buying Time Robin Geradts-Gill è un videomaker e musicista australiano che ho conosciuto qualche anno fa in un festival spagnolo.

25 ottobre 2010

Big Bang, Big Boom

Segnalo questo interessante cortometraggio, un'opera in stop motion realizzato con una serie impressionante di murales, di un artista visuale italiano che con questo lavoro ha vinto la quinta edizione del festival d'animazione di Bucarest.

Se le prime fasi vi sembrano ripetersi un po', resistete e gustatevi il finale, specialmente dal minuto 8' 30" circa.

Altri video dell'artista Blu, li trovate sul suo
sito.

21 aprile 2010

Logorama

Non li ho contati ma c'è chi scommette che appaiano 2000 logo diversi nel cortometraggio di animazione vincitore degli Oscar 2010, Logorama.

Realizzato nel corso di alcuni anni dallo studio francese H5 (già autori di Remind Me dei Röyksopp) mette in scena un mondo di marchi ancora più inquietante perché decisamente vicino al nostro.

La storia raccontata è un po' meno originale, in circa un quarto d'ora si rappresentano tutti i clichés del film d'azione. Praticamente anche il corto è un'americanata, dove però non mancano le trovate che strappano il sorriso, come lo scolaro monello impersonato dal bambino della Haribo o la guida dello zoo-Mastro Lindo.




20 aprile 2010

Il fascino della carneficina

Sei o sette anni fa, in una delle serate del Milano Film Festival, ho assistito alla proiezioni, tra gli altri, di un cortometraggio che illustrava il processo di uccisione e deplumazione delle oche.

Il contenuto del video non era per stomaci troppo sensibili. Eppure la scelta delle immagini che svelavano poco a poco quale fosse l'oggetto del video esercitava un notevole fascino. Le inquadrature erano di una
poeticità assoluta. Ricordo in particolare le prime inquadrature, nelle quali l'ombra arcuata dei ganci vuoti, o con delle oche inflilzate scorreva sulle piastrelle bianche del macello. Ancora non si poteva dire cosa fossero quelle curve armosiose, nere e sfuocate, in quel bianco abbacinante di ceramica. Il movimento lento e ordinato mi ricordava quello della seggiovia sulla neve. E' stato senz'altro il cortometraggio più bello tra i molti che ho avuto modo di vedere quella serata.

Su YouTube ho trovato questo video su come vengono trattati i pulcini in uno stabilimento di galline ovaiole che me l'ha ricordato. Non è minimamente paragonabile a quello visto al Teatro Strehler anni fa per eleganza e cura delle inquadrature, ma certamente più
sconvolgente. Anche vederlo senza commento sonoro fa un grande effetto.

12 aprile 2010

Hai mangiato?

Antonio Rezza è un attore e autore geniale che harealizzato - tra le altre cose - una serie di cortometraggi molto semplici, più che altro sketch, con poche inquadrature originali ma fisse e nei quali interpreta tutti o quasi tutti i personaggi in scena.

Questo è uno dei miei preferiti.


25 febbraio 2010

Videografia Buzzati

Ho tentato in questo post di raccogliere spunti e suggestioni visive di vario genere, che ho elencato qui sotto divise per categoria: pittura, corti, musica, letture, eccetera.

L'elenco tiene conto di tutto ciò che sono riuscito a trovare in rete che poteva essere, a mio giudizio, di qualche interesse e stimolo. Ovviamente l'elenco non è completo, e anzi è da considerarsi in progress, ma può essere una comoda base di partenza.



BUZZATI PITTORE


Questo video offre una carrellata di tavole pittoriche realizzate da Dino Buzzati per il libro Per Grazia Ricevuta - I miracoli di via Morel.


Opera pubblicata nel 1971, racconta alcuni miracoli immaginari che la tradizione popolare attribuisce a Santa Rita da Cascia. Le vicende sono ambientate a Valmorel e dintorni, località nei pressi di Limana, in Provincia di Belluno.
Nel racconto Buzzati immagina se stesso alla ricerca di un fantomatico santuario di Santa Rita, che però non riesce mai a trovare, finché scoprirà che il luogo di culto non è altro che un grosso masso, ricoperto di luccicanti ex-voto.
Questi ex-voto sono stati tutti disegnati da Dino Buzzati e sono raccolti insieme al racconto.
Uno dei dipinti era riposto in una cappelletta nei pressi di Valmorel, ma poi trasferito nel palazzo comunale di Limana.
Il libro ha dato il nome al sentiero che ripercorre i luoghi del racconto: partendo dal paese di Giaon, tocca il santuario di Madonna Parè, una via Crucis e giunge infine a Valmorel. A Giaon sono stati dipinti alcuni murales raffiguranti i miracoli.

Fonte: Shivabel.



- Qui un altro video con disegni di Buzzati.


CORTOMETRAGGI E SPETTACOLI TEATRALI BASATI SU RACCONTI DI BUZZATI

- Un corto tratto da "La polpetta"



- Un corto tratto da "Amici"



- In francese, l'adattamento del 2009 del racconto "Cacciatori di vecchi" da parte di un gruppo di studenti di una scuola di Arte e Spettacolo di Poitiers.




-
Teatro in vetrina. Interessante messa in scena in rumeno.

- Al minuto 2'00" di
questo video, un brano della rappresentazione teatrale basata sul racconto "L'aumento".

- Ancora un
cortometraggio in francese e in bianco e nero.

-
Prima e seconda parte di un corto in inglese ispirato a "K".

- Un'animazione spagnola dedicata a Buzzati.




- Il
trailer di un corto tratto da "La giacca stregata".

-
Spezzone suggestivo di un lavoro tratto ancora da "K".

-
Animazione ispirata a "Eppure battono alla porta".


LETTURE DI RACCONTI


- La
prima e la seconda parte della lettura di "La giacca stregata".

- Lettura di "Il giardino delle gobbe" con accompagnamento musicale e proiezione di immagini. "La
possibilità di sperimentare la finezza di stile di uno dei più grandi autori italiani del Novecento, nelle cui pagine coesistono allegorie inquietanti, spunti surreali, invenzioni fantastiche e dati di cronaca, che sembrano rimandare a possibili realtà metafisiche." [Fonte: Viaterrea]



- "Il mantello".





INTERVENTI IN TV DI BUZZATI


- Dino Buzzati descrive una sua tavola ispirata al racconto "La precipitata" e parla della sua pittura, della possibilità di realizzare poemetti illustrati attraverso i fumetti, narra episodi della sua vita di pittore, discute del suo lavoro di giornalista






MUSICHE ISPIRATE AL LAVORO DI BUZZATI

- Brano orchestrale ispirato al romanzo
Troppo Natale.

-
Brano orchestrale più soverapposizione di disegni ispirato a "Poema a fumetti".

-
Dramma musicale istantaneo.

-
Brano ispirato a "La goccia".

-
Una canzone di Federico Salvatore, quello diventato famoso con la canzone "'Azz" al Maurizio Costanzo Show.
'''La macchia', invece, è un tango surreale che ha radici nel terreno noir dei 'Sessanta racconti' di Dino Buzzati''. (FedericoSalvatore, 2oo9)

- Una composizione di
Sergei Dmitriev, interpretata da un noto quartetto di sassofoni che ho avuto il piacere di ascoltare dal vivo diversi anni fa a Bergamo.


Il
link di IMDb ai film e corti tratti da opere di Dinzo Buzzati.

Su YouTube è possibile vedere per intero il film
Un amore, da questo canale, dal quale cito:

Ha sottolineato Carlo Bo che «Un amore» è uno dei tentativi più spontanei e riusciti da parte di un autore italiano di delineare, sviscerare con coraggio, un sentimento non ricambiato, seppure consumato carnalmente. L'amore viene messo a nudo, nelle sue debolezze, ingenuità, nelle sue origini, nelle sue speranze, continuamente disattese con malizia e spregiudicatezza.


L'amore che Buzzati canta non è la passione travolgente fra due amanti ostacolati dalle circostanze, né l'amore platonico di un uomo represso ed eccessivamente timido. È un amore disperato, a senso unico, vigliacco ma onesto, disciolto in una metropoli degradata nello spirito. Un amore così intenso e inadeguato da spingere il protagonista, un borghese apparentemente irreprensibile, a mentire più volte a se stesso per non accettare la realtà, e continuare a sognare.

Nella cornice di una Milano grigia, caliginosa e triste, fra salotti di case d'appuntamento e strade impregnate degli odori dei «camini, sfiatatoi delle caldaie a nafta, ciminiere delle raffinerie Coloradi, camion ruggenti e fogne», si sviluppa la vicenda dell'architetto Antonio Dorigo, 49 anni, che nell'inverno del 1960 incontra una giovanissima squillo, sedicente ballerina del teatro alla Scala di Milano. Così la maîtresse di una casa d'appuntamenti, la signora Ermelina, introduce al protagonista la sua ultima rivelazione: «... che bambina, vedrà (abbassò ancora di più la voce)... Mi raccomando sa, è minorenne... una ballerina».

Dorigo è dipendente dal rapporto di prostituzione; le ventimila lire sborsate per una marchetta gli consentono di varcare un universo proibito, attraverso il quale accostarsi a quella «creatura straniera che è la donna [...] creatura di un altro mondo vagamente superiore e indecifrabile».

Dopo il primo incontro con l'avvenente ballerina — «c'era qualcosa di fresco, di popolaresco ma non volgare» — Dorigo inizierà a coltivare una passione lacerante, accompagnata da un sentimento d'amore sempre più grande, che lo condurrà a un lento e inesorabile precipitare nell'intimo, poiché i suoi sentimenti non troveranno mai una sincera corrispondenza da parte di lei. L'architetto, incapace di uscire dal ruolo del cliente innamorato, sopporterà mortificanti umiliazioni pur di continuare a godere della compagnia della ragazza: reciterà negli alberghi la parte d'un improbabile zio e pretenderà di credere in buona fede alla relazione d'amicizia con il cugino Marcello. Laide, viziata e capricciosa opportunista, continuerà a farsi mantenere da Antonio ed a ingannarlo, a proposito della propria vita e dei propri impegni, concedendosi a lui con sempre minore desiderio e trasporto.

Eugenio Montale ha descritto questo romanzo come di una «dissezione quasi anatomica di un sentimento amoroso che molti diranno patologico». Ma Un amore riflette le azioni dissennate e disperate nella quotidianità di tanti uomini e deve la propria genesi a un'esperienza del giornalista del «Corriere della Sera». Autobiografia e finzione sono qui abilmente mescolate per animare l'invenzione letteraria.



Qui invece il trailer di Il deserto dei tartari.



Ho omesso dalla videografia
letture e trailer di cortometraggi tratti da racconti sui quali la nostra attenzione non si è soffermata.

22 febbraio 2010

Concorsi e crowdsourcing

Si moltiplicano i concorsi online e i progetti cosiddetti di crowdsourcing.

L'ultimo, interessante progetto, è perFiducia 2.0. E' fondamentalmente un gioco, che consiste nel creare un personaggio e di volta in volta, aggiungendo piccoli stralci narrativi in accordo con le direttive del sito, creare una storia.

Le storie che attireranno di più la curiosità verrano premiate e tre fortunati tra i primi 30 vedranno le proprie storie trasformate in un cortometraggio.

Anche se sponsorizzato da una potente banca, questo sembra per ora un semplice gioco-concorso. Tuttavia, resta aperto il dibattito se sia più o meno corretto che multinazionali "sfruttino" le idee e la passione di giovani talentuosi anche se inesperti, per promuovere il loro marchio, in cambio di poche migliaia di euro al solo vincitore (e lasciando a mani vuote molti altri che si sono impegnati nel lavoro), e risparmiando dal canto loro svariate centinaia di migliaia di euro.

Il 2.0 è anche questo. Gli utenti diventano sempre più parte attiva anche nella costruzione del branding. In fondo è la versione aggiornata di quello che già si fa da diverso tempo (e si continua a fare) quando si portano i logo delle grandi marche sui propri indumenti: pubblicità gratis; anzi a pagamento, ma non sa parte di chi ne ottiene il diretto beneficio, bensì da parte di chi il beneficio offre.

18 febbraio 2010

4600 visite a "Linda"


La prima e nuova produzione LigeraFilm, Linda - La favola tersa ha raggiunto le 4.600 visualizzazioni sulla piattaforma Openfilm.com, grazie anche al fatto che il nostro cortometraggio è piaciuto ed è stato pubblicato in prima pagina. Dopo meno di 48 ore aveva già superato le 4000 visualizzazioni.


In questo momento il corto è l'86esimo più visto nella storia del sito.


Quella che vedete in alto è la riproduzione della home page che Openfilm ha dedicato al nostro lavoro.


12 febbraio 2010

Linda - The Clear Fairytale

Un budget piccolissimo...
1^ produzione LigeraFilm...
2 giorni di riprese...
41 tra attori e comparse...

Ecco la creazione LigeraFilm in Alta Qualità


03 febbraio 2010

Parlano di noi

Oggi, grazie al coregista di "Mano di Fata", ho scoperto un sito che parla di noi e del corto che abbiamo realizzato nel 2007 per Sky Cinema.

Eccolo.
E qui un altro.