16 novembre 2011

Breaking Dawn (1 e 2)

Visto che oramai ne ho scritto ben due servizi per Sky Cinema, per riempire lo spazio del post odierno (in concomitanza con l'uscita nelle sale) vi presento la puntata di Sky Cinenews con lo speciale Breaking Dawn che ho realizzato (è il terzo della playlist) e trascrivo qui sotto il testo del secondo servizio.


DALLA PARTE DEL VAMPIRO

La lotta tra vampiri e licantropi è arrivata al suo quarto stadio e Breaking Dawn – parte 1 è per molti degli attori della saga il migliore dei film finora realizzati.

JULIA JONES
Probabilmente questo è il mio preferito

TAYLOR LAUTNER
Non mento se dico che questo è di gran lunga il mio preferito.

Con Breaking Dawn, la saga che ha rinnovato l’immagine quasi bicentenaria del vampiro (il primo romanzo risale al 1918)…

JACKSON RATHBONE
La scrittrice Stephenie Meyer ha reinventato il mondo dei vampiri esplorando i vari aspetti della mitologia.

sfrutta ancora il misterioso potere di questi esseri orrorifici costretti a nutrirsi del sangue degli uomini, mettendo in scena il desiderio di diventare uno di loro di Bella, e il suo sacrificio per avere un figlio dal vampiro che ama.

ASHLEY GREENE
Bella vuole tenere il bambino e noi vogliamo salvarle la vita e fare in modo che lei e Edward abbiano un bambino, ma il gruppo dei lupi lo vede come un’enorme minaccia, perché sarà mezzo uomo e mezzo vampiro e non si sa che farà.

Questa volta si fa sul serio e il film è un vero horror con sangue, sesso e meno romanticismo.

Twilight è il più grande fenomeno planetario incentrato sui vampiri, tanto da costringere gli attori a qualche studio in più.

JULIA JONES
Per interpretare un personaggio che così tante persone conoscono, è stato essenziale poter leggere il materiale d’origine.

PETER FACINELLI
Sono personaggi difficili da interpretare. Sono sempre fermi e stare fermo davanti alla cinepresa è una delle cose più difficili, perché quando si recita si cerca di apparire naturali attraverso la gestualità. E in questa freddezza bisogna trovare il modo per mostrare che c’è qualcosa che brucia dentro.

15 novembre 2011

Il ricatto del debito

Il neoliberismo è un crimine contro l'umanità. Lo si dice chiaro e tondo in questo documentario, Debtocracy, che non vorrei mai smettere di guardare in un momento come questo.
Il nostro destino pare segnato ormai da alcuni anni: svenderanno il nostro Paese e lo faranno al prezzo più basso possibile e ridurci in una specie di nuova schiavitù.
Eppure ci sono dei modi per risorgere, come è riuscita a fare l'Argentina, o per opporsi, come è riuscito a fare l'Ecuador. Il debito che chiedono di pagare ai cittadini è stato in larga parte contratto dalle classi dirigenti di questi Paesi, così come è successo in Grecia e da noi in Italia.
Per questo il debito può essere dichiarato illegale e per questo noi non dovremmo pagarlo.


14 novembre 2011

La presa del potere

E allora porte spalancate per il neosenatoreavita (ne sentivate il bisogno, vero?) Mario Monti, per un governo che sembra una pizza.
Per buon auspicio dedichiamo una canzone ai futuri comandanti.


13 novembre 2011

12.11.2011 Berlusconi si dimette

Si festeggia in maniera spiritosa a Roma, davanta al Quirinale con adirittura l'orchestra sinfonica che esegue l'Alleluja.
Assomiglia molto alle grandi feste popolari per le cadute dei dittatori che abbiamo visto in Paesi che ci sembravano culturalmente così distanti da noi. Ma forse questa distanza si è ridotta.
I tempi duri non sono certo finiti e forse stanno solo per iniziare, ma per oggi vogliamo goderci la festa. Facciamo un brindisi anche se invece dello spumante useremo lacrime e sangue.
Buona fine. Buon principio.


24 ottobre 2011

Guida al cinema di un pervertito

Ho appena finito di guardare The pervert's guide to cinema. Una lettura di 100 anni di cinema secondo l'ottica della psicoanalisi, segnatamente freudiana.

Una sorta di lezione magistrale di due ore e mezzo di uno studioso, che ha più dell'energico boscaiolo che del professore.


Grande pregio del film sta nel potere comunicativo e nella presenza "scenica" di questo insolito critico cinematografico. La "lezione" è tenuta in un inglese imperfetto e dal forte accento slavo e con una esse blesa molto pronunciata. Se a ciò si aggiunge un faccione coronato da una grande barba e due occhietti ravvicinati e leggermente strabici che guardano in macchia o leggermente a sinistra rispetto al punto di vista dello spettatore (legge un copione o semplicemente cerca concentrazione?) si può evincere la straordinaria simpatia di un personaggio che mette passione nel suo racconto e veste i panni, per brevi inquadrature, dei protagonisti dei film che analizza. Zizek parla infatti da luoghi in cui è stata ricostruita piuttosto fedelmente lo scenario cinematografico.

Il critico, che nella realtà è l'importante filosofo e psicanalista
Slavoj Zizek, si esprime chiaramente in una lingua che non è la sua lingua madre e questo sembra costituire un ostacolo alla sua dissertazione che richiede ancora una maggiore forza espositiva e un maggior impeto. Si crea un discorrere cadenzato, quasi come se a ogni parola egli dovesse, contro la sua volontà, sostare per una frazione di secondo e cercare la parola giusta. Questo rende più potente e più appassionata la sua comunicazione.

Il film costituisce un ottimo esercizio e un ottimo ripasso per gli appassionati di storia del cinema, ma offre a tutti spunti di riflessione sulla natura del nostro interesse verso questa arte e sulla natura stessa del cinema come illustrazione del nostro desiderio.


Alcuni esempi. Secondo Zizek, lo spettatore va al cinema per vedere la vita come da una fessura, in una parete dietro alla quale si è nascosto. ll riferimento corre alla notoria teoria dell'arte cinematografica come
atitvità voyeuristica per eccellenza. Ma questo è quello che succede abitualmente: forse guardiamo sempre la vita dalla fessura, da quel piccolo buco, che è la nostra pupilla. Lo schermo cinematografico, inoltre, funziona come un gabinetto guasto o otturato, che, invece di inghiottire gli escrementi, i rifiuti del nostro organismo e mandarli in un mondo sotterraneo, li riporta alla nostra vista e fa emergere, per così dire, il "rimosso".

A nulla serve sapere che il cinema è finzione, anzi è proprio sapere che stiamo esercitando la nostra fantasia ci permette un coinvolgimento emotivo, ci permette di essere chi siamo veramente. Se vogliamo cercare la
realtà, dobbiamo cercarla nella finzione cinematografica.

Trovo divertente, ancora prima che sorprendente, che io sia giunto a conclusioni simili nella mia tesi di dottorato, muovendo però da presupposti completamente diversi e facendomi guidare dalle teorie cognitiviste e dalla critica
reader-oriented.

09 ottobre 2011

Parsimonia e libertà

Chi ha rubato i nostri sogni? Chi ci ha ridotti in schiavitù?

Bisogna scegliere: parsimonia e libertà oppure ricchezza e schiavitù? Hanno scelto per noi e hanno scelto male. Ma forse si può ancora tornare indietro.

In questo secondo post sulla schivitù finanziaria, vi segnalo un film di animazione che spiega come nel corso della Storia la realizzazione delle bache centrali negli Stati a regime capitalista abbiano sottratto potere ai cittadini e ai Governi che questi eleggono.


08 ottobre 2011

Paesi schiavi

U. Galimberti spiega il vero volto del capitalismo, che ora sta mostrando il suo vero volto e il suo vero scopo: la resa in schiavitù di centinaia di milioni di persone e di interi Stati.