Oggi vi propongo degli esperimenti che ho realizzato sulla canzone Mangio le nuvole dei Mamanì (Giorgio Nicli, Lorenzo Manini). Il secondo è prodotto di un'automazione del programam di vjing Resolume.
analisi, recensioni, visioni, illuminazioni, cinema, film, video, corti, ecologia, politica...
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04 gennaio 2011
28 giugno 2010
I Wore This Dress
Solo l'arte può parlare dell'arte. Solo poesia si può scrivere su di un videopoema.
I Wore This Dress - Gyrl grip
Ho indossato quel vestito
Sotto un muro di gesso bianco
come la mia pelle di luna segnata
da seni sottili in un un riflesso
frenetico rimanevo
immobile nel ricordo
di un incontro come una lama
nella carne molle come
trasfigurato sulla croce
questo vestito nero
che non indosso più
I Wore This Dress - Gyrl grip
Ho indossato quel vestito
Sotto un muro di gesso bianco
come la mia pelle di luna segnata
da seni sottili in un un riflesso
frenetico rimanevo
immobile nel ricordo
di un incontro come una lama
nella carne molle come
trasfigurato sulla croce
questo vestito nero
che non indosso più
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06 febbraio 2010
Videoclip Cinestetica Marta sui tubi
Quando ero piccolo (si fa per dire), uno dei miei sogni assurdi su quello che avrei voluto fare da grande era tenere un corso universitario di Teoria e Tecnica del Videoclip. Ho da poco scoperto che esiste almeno un corso in una qualche scuola di cinema dedicato esclusivamente alla realizzazione di videoclip! La realtà supera la fantasia, sempre.
Tornando a noi. La maggior parte dei video musicali che si vedono in giro sono brutti o semplicemente trascurabili. Ce ne sono però diversi altri dalla espressività molto forte, dai tratti stilistici davvero ricercati e di grande effetto e presa. Questi davvero si distinguono e aprono squarci di novità, sfruttando a pieno la libertà di sperimentare che il videoclip offre.
I primi che mi vengono in mente sono il pur vecchissimo - relativamente alla storia del videoclip, che tradizionalmente si fa risalire al video per "Bohemian Rhapsody" dei Queen del 1975, benché molti video di performance canore, anche sceneggiate, esistessero da tempo - "Take on me" degli A-ha, che mescola animazione e riprese dal vivo, o il video per "Malo" di Bebe, girato con un efficace piano sequenza, durante il quale i movimenti di macchina si limitano a reframe che seguono bene i movimenti della cantante e zoom-in e out che sottolineano i diversi momenti della canzone.
Ma è un esempio di interessante video italiano, quello sul quale voglio concentrarmi oggi. Non giudico la canzone, ma il videoclip è un esempio di stop-motion animata semplice ma davvero riuscito. E' "Cinestetica" dei Marta sui tubi.
Tornando a noi. La maggior parte dei video musicali che si vedono in giro sono brutti o semplicemente trascurabili. Ce ne sono però diversi altri dalla espressività molto forte, dai tratti stilistici davvero ricercati e di grande effetto e presa. Questi davvero si distinguono e aprono squarci di novità, sfruttando a pieno la libertà di sperimentare che il videoclip offre.
I primi che mi vengono in mente sono il pur vecchissimo - relativamente alla storia del videoclip, che tradizionalmente si fa risalire al video per "Bohemian Rhapsody" dei Queen del 1975, benché molti video di performance canore, anche sceneggiate, esistessero da tempo - "Take on me" degli A-ha, che mescola animazione e riprese dal vivo, o il video per "Malo" di Bebe, girato con un efficace piano sequenza, durante il quale i movimenti di macchina si limitano a reframe che seguono bene i movimenti della cantante e zoom-in e out che sottolineano i diversi momenti della canzone.
Ma è un esempio di interessante video italiano, quello sul quale voglio concentrarmi oggi. Non giudico la canzone, ma il videoclip è un esempio di stop-motion animata semplice ma davvero riuscito. E' "Cinestetica" dei Marta sui tubi.
16 gennaio 2010
Avatar 3 di 3, postilla
E' difficile dire ora cosa resterà di Avatar. Probabilmente non sarà studiato inquadratura per inquadratura nei corsi di Storia del cinema o di Filmologia, ma credo che lascerà il segno come caso industriale.
In varie epoche della pur breve storia del cinema, per affrontare crisi economiche e di spettatori, l'industria cinematografica ha puntato sulla sperimentazione o sull'innovazione tecnologica.
E' questo uno dei motivi per cui sono stati introdotti per esempio il colore e gli schermi panoramici.
L'innovazione introdotta da Avatar, un 3D finalmente integrato, benché non totalmente in simbiosi, al racconto cinematografico tradizionale, ha sicuramente funzionato dal punto di vista economico. Il film, costato una follia tra i 300 e i 500 milioni di dollari a seconda delle fonti, ne ha però già incassati oltre 1,3 miliardi. E questi numeri sono destinati a crescere.
Il film ha esercitato un potere di attrazione nei confronti degli spettatori, che nella maggior parte dei casi sono rimasti soddisfatti dell'esperienza e cercheranno di ripeterla con altri film.
Il film ha esercitato un potere di attrazione nei confronti degli spettatori, che nella maggior parte dei casi sono rimasti soddisfatti dell'esperienza e cercheranno di ripeterla con altri film.
Non solo, grazie al suo successo, il film potrebbe avere aperto la strada a una tecnica cinematografica destinata a durare.
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