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11 marzo 2010

Il declino americano agli Oscar

Dal sito della testata statunitense The Economist.

Gli Statunitensi hanno fatto bene agli 82simi Academy Awards. Kathryn Bigelow è diventata la prima donna a vincere un Oscar come miglior regista, mentre Sandra Bullock si è aggiudicata la statuetta per la miglior performance per attrice protagonista (ma aveva ricevuto il premio di peggiore attrice la sera prima ai “Razzie”). Ciononostante, il dominio americano, sebbene ancora evidente, sembra in declino. Negli ultimi 10 anni, solo 6 dei dieci migliori registi sono stati Statunitensi e solo 5 delle migliori attrici. Una netta decrescita rispetto agli anni 1970-2000 durante i quali gli americani si sono aggiudicati la quasi totalità dei premi. Questo effetto globalizzazione riporta il premio ai primissimi anni: tra il 1930 e il 1969, solo la metà dei 40 registi vincitori e solo il 55% delle attrici erano nati su suolo americano.

14 febbraio 2010

Quando i cartoni fanno sul serio

Oggi una piccola riflessione. Mi è capitato di riprendere in mano il DVD di Persepolis ieri sera e ho pensato di dedicare almeno un breve post ai film di animazione.



Di improvviso ho ripensato a Valzer con Bashir, un film tremendo, un po' difficile da masticare all'inizio ma così emozionante e sconvolgente mano a mano che si sviluppa.

Meriterebbe un discorso a parte le sorprendenti tecniche grafiche dei due film! Magari in uno dei prossimi post. Ora mi concentro sul loro senso.

I film animati spesso hanno saputo criticare profondamente e con acume l'operato dei loro stessi Paesi. Persepolis è un film iraniano che traccia in forma di commedia la storia dell'Iran.
Valzer con Bashir è un film israeliano che guarda con sgomento a un fatto ignominioso della storia di Israele: il massacro di Sabra e Shatila.



Pensate poi alla serie animata TV South Park. I creatori hanno collaborato anche al film
Bowling a Columbine di Michael Moore. Il documentario, per spiegare la psicologia di un Paese che sta dietro a tante efferatezze, apre a una sequenza animata che ripercorre la Storia degli Stati Uniti e sottolinea come la paura infondata, iscritta nel DNA della Nazione, sia la causa di tanta violenza da sempre.



Tutto il contarino di quella fasulla macchina di illusioni (e non di sogni) che è Hollywood, che tutti gli anni, in questo periodo, si autocelebra con le proclamazioni degli Oscar.

Pensate a
The Hurt Locker, il film favorito per il premio a miglior film quest'anno. La pellicola di Kathryn Bigelow è acclamata come un duro film sulla guerra, qualcosa che dovrebbe scrollare le coscienze. E invece è un film inutile. E' il racconto di un eroe pazzo, non della guerra, ma di un uomo, incosciente sì, ma di successo. Il punto di vista è sempre "americano" è sempre quello del colonizzatore.